Museo - Folle rapina a Città del Messico, la recensione dell'heist-movie

Il secondo film di Alonso Ruizpalacios, vincitore di un Orso d'Argento, ripercorre un'incredibile rapina avvenuta negli anni '80 nella capitale messicana.

recensione Museo - Folle rapina a Città del Messico, la recensione dell'heist-movie
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Juan e Benjamin sono due studenti di veterinaria che vivono nel quartiere Satellite di Città del Messico. Il primo ha un rapporto contrastato con la sua numerosa famiglia mentre il secondo si prende cura dell'anziano padre gravemente malato. Juan ha deciso di dare una svolta alla sua esistenza e coinvolge così il compare di una vita nel piano che potrebbe renderli ricchi in maniera spropositata.
L'obiettivo è quello di rubare alcuni preziosi reperti antichi, per la maggior parte risalenti al periodo Maya, dal Museo Nazionale e la fatidica data del colpo è fissata per il 25 dicembre, la sera di Natale. Un giorno scelto sia nella speranza che la festività allenti i controlli di sicurezza, sia per il fatto che il museo, in concomitanza, inizierà da lì a breve un periodo di lavori notturni che impedirebbero qualsiasi futuro tentativo da parte dei novelli ladri. Juan e Benjamin hanno solo un'occasione e la sfruttano al meglio, ma i problemi sono comunque destinati ad arrivare.

Non un semplice colpo

Il film attraversa i canonici passaggi dell'heist-movie di natura classica con un raffinato e inusuale sguardo d'autore, capace di aprire nuovi confini e di innalzare l'insieme su connotazioni artistiche d'eccellenza.
Se Michael Mann con il suo memorabile Heat - La sfida (1995) aveva trovato la perfetta via di unione tra stile visivo e dinamiche di genere, il collega messicano Alonso Ruizpalacios opta per un approccio diverso ma non meno incisivo, perfetta sublimazione del circolare percorso tra dannazione e redenzione intrapreso dai due protagonisti, con discesa all'inferno annessa.
Museo - Folle rapina a Città del Messico è ispirato a una vicenda realmente accaduta ma saggiamente romanzata, come suggerito da una battuta chiave che recita "perché rovinare una buona storia con la verità?". Nel corso delle due ore di visione - accompagnate da un costante voice-over postumo - esaspera il crescendo tensivo in maniera originale e personale, sfruttando i virtuosismi in un contesto che ben si confà alla sperimentazione.

Di bene in meglio

Ruizpalacios, al suo secondo lungometraggio dopo il già notevole esordio di Güeros (2014), calibra alla perfezione sia il lato estetico che quello narrativo e non è un caso che il film sia stato premiato al Festival del Cinema di Berlino 2018 con l'Orso d'Argento per la migliore sceneggiatura.
I personaggi crescono nel sempre più turbinoso procedere degli eventi e si inseriscono interessanti figure secondarie con un ruolo preciso e ben ibridato al resto.
Dal punto di vista registico ci troviamo davanti a un'opera eccellente, con soluzioni ardite e a tratti stranianti: dai più scontati, ma efficaci, split screen si passa a raffinati giochi di luce, per poi cercare il disorientamento in finti fermo immagine e in sequenze di risse che parodiano le più classiche baruffe del grande schermo.
Un pizzico di erotismo fa pure capolino, anch'esso impreziosito da quell'estetica delle grandi occasioni che restituisce sia la complessità dei luoghi chiusi che degli ampi spazi aperti, con le rovine di templi Maya a splendere in tutta la loro arcaica bellezza.
Se la camera gira e avvolge i due protagonisti, braccandoli di sovente in claustrofobici primi piani, la suspense che si affaccia in diverse occasioni lascia senza fiato: il silenzio che precede una delle fasi clou del colpo è da studiare e ristudiare per tutti i giovani aspiranti cineasti.
In questo tour de force estatico gli interpreti danno il loro meglio, con Leonardo Ortizgris quale complementare spalla di un perfetto Gael García Bernal, attore che non smette mai di stupire.

Museo - Folle rapina a Città del Messico Il prima, il mentre e il dopo di un furto in grande stile vengono qui raccontati in un'ottica autoriale degna di nota e ricca di suggestioni. L'opera seconda di Alonso Ruizpalacios è un heist-movie che trascende il genere per porsi quale lucido ritratto drammatico e si dimostra peculiare già nella scelta narrativa, con una storia paradossale ma realmente accaduta qui adattata per il grande schermo in forma virtuosa e nostalgica al contempo. Museo - Folle rapina a Città del Messico ci trasporta pienamente negli anni '80 del Paese latino e tesse una vicenda umana dalle molteplici sfumature dietro la genesi ed effettiva realizzazione del colpo. Il regista riesce tramite sortite stilistiche appaganti a creare una palpabile tensione, sia di genere che emotiva, e a far maturare i personaggi con la storia in un crescendo drammatico che lascia senza fiato nel finale, chiusura perfetta di un film fuori dagli schemi e sempre pronto a stupire il pubblico, entusiasmandolo parimenti con una ricerca dell'immagine da incorniciare. Il film andrà in onda martedì 22 settembre alle 21.20 su RAI4 in prima visione assoluta.

8

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