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Murder Mystery, la recensione del film originale Netflix

Un aspirante detective e la moglie parrucchiera, in vacanza in Europa, si trovano coinvolti nel misterioso omicidio di un anziano milionario.

recensione Murder Mystery, la recensione del film originale Netflix
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Nick Spitz è un sergente della polizia di New York che, nonostante vari tentativi, non è mai riuscito a ottenere l'agognato patentino da detective, soprattutto a causa della sua pessima mira con la pistola. Ciò nonostante l'uomo, con la collaborazione di un collega, mente da tempo alla moglie, di professione parrucchiera, facendole credere di aver ottenuto l'auspicata promozione.
In Murder Mystery Nick non ha mai portato la compagna in una vera e propria vacanza "come si deve"; in occasione del quindicesimo anniversario di matrimonio e in seguito a un'accesa discussione coniugale, l'agente dice un'ulteriore bugia, quella di aver prenotato per l'indomani un volo per l'Europa con conseguente tour tra le varie nazioni.

Mentre si trovano sull'aereo Audrey, stanca di sentire il russare del marito, riesce a intrufolarsi in prima classe dove conosce l'affascinante Charles Cavendish, un giovane miliardario che invita la coppia a una festa sullo yacht di famiglia per festeggiare l'imminente matrimonio dello zio con la sua ex-fidanzata, una bella ragazza giapponese.
Su insistenza della moglie, Nick accetta la proposta e i due si trovano a bordo in compagnia di un eterogeneo gruppo di personaggi, che rimarranno tutti coinvolti in un intrigo quando il futuro sposo viene assassinato...

Misterioso omicidio su Netflix

Continua la collaborazione in esclusiva tra Netflix e Adam Sandler, qui protagonista di una commedia che tenta di variare parzialmente le dinamiche demenziali nelle quali l'attore si trova spesso impegnato grazie a un impianto da giallo classico, sempre e comunque virato verso tonalità leggere e scacciapensieri. E Murder Mystery, nuova esclusiva del servizio di streaming, funziona per larghi tratti, con una gestione delle gag che, rifacendosi a un cinema classico, strappa diverse risate nel corso dei novanta minuti di visione, confermandosi invece più debole a livello di battute e dialoghi.

L'intreccio narrativo alla base guarda a quello di prototipi del calibro di Dieci piccoli indiani e Assassinio sull'Orient Express (riportato questo in tempi recenti sul grande schermo da Kenneth Branagh), con una marcata caratterizzazione delle numerose figure coinvolte, spesso tendente a stereotipi (dalla sexy-attrice al ricco maharajah, dal colonnello africano al coriaceo ispettore della polizia francese) che possano tornare utili nel vorticoso andirivieni di situazioni pericolose in cui si trovano invischiate.

Alti e bassi

Nel marasma di influenze e omaggi, il telaio della trama non può certo dirsi perfetto, con più di una forzatura a trascinare la litigiosa coppia di protagonisti in un contesto a loro del tutto estraneo, ma per almeno un'ora di visione si cerca di perdonare queste superficialità narrative vista la discreta varietà dell'insieme complessivo. Quando però Murder Mystery deve mostrare la propria scaltrezza nella risoluzione dell'intreccio i nodi vengono al pettine e non certo nel migliore dei modi: tra spiegoni e controspiegoni, indizi e sospetti che si rivelano poi fondati, il filo è troppo sottile per reggere le pesanti contorsioni di sceneggiatura - e non è un caso che la svolta action avvenga immediatamente dopo la suddetta resa dei conti, nel tentativo di far passare in secondo piano le relative falle. E allora via con un furioso inseguimento su quattro ruote, accompagnato dalla tosta Shoot to thrill degli AC/DC, per virare subito l'attenzione altrove prima del definitivo epilogo.

La freschezza potenziale insita nelle basi viene così consumata dal plot farraginoso che cambia location in continuazione, per imprimere un ritmo tale da far apprezzare i momenti più riusciti e nascondere quelli meno: da Montreal a Montecarlo fino al nostro BelPaese, con riprese girate tra Santa Margherita Ligure, il Lago di Como e Milano, Murder Mystery si sposta in fretta e furia per cercare una scorrevolezza in grado di far presa sul grande pubblico, forse più benevolo nell'accettare queste condizioni in favore di un divertimento di facile consumo.
Che pur a corrente alternata fa capolino, grazie anche alle briose performance dell'eterogeneo cast: se Sandler è più in forma del solito lo si deve anche alla buona alchimia creata con una frizzante Jennifer Aniston, e le partecipazioni di lusso in fondamentali ruoli secondari di interpreti come Luke Evans, Gemma Arterton (sempre bellissima), Dany Boon e Terence Stamp, solo per citare i più conosciuti, completano un parterre attoriale di tutto rispetto che forse avrebbe meritato una pellicola più equilibrata.

Murder Mystery Prendere un classico "all'Agatha Christie" e rivisitarlo in chiave di commedia moderna: un cocktail certo non nuovo ma che, se curato con il giusto approccio, avrebbe potuto regalare piacevoli soddisfazioni. In Murder Mystery le cose sembrano andare per il verso giusto, per via di un discreto numero di gag che colpiscono il bersaglio e il buon assortimento del cast (capitanato dalla coppia Adam Sandler - Jennifer Aniston), alla lunga però lo script e la relativa messa in scena tirano la fiacca e si avviluppano in contorsioni narrative poco verosimili che procedono per accumulo, sia di situazioni che di ambientazioni. La spiccata varietà di location sembra così un gratuito tentativo di coprire le logiche carenti dell'intreccio "giallo" e la svolta action del finale, pur discretamente avvincente, altro non è che l'ennesima toppa di fortuna per coprire la fallacia nella risoluzione del caso. Per una serata all'insegna del facile divertimento, i novanta minuti di visione possono anche funzionare, se approcciati senza troppe pretese, ma era lecito aspettarsi qualcosina in più anche visti i nomi, principali e soprattutto secondari, coinvolti davanti la macchina da presa.

5.5

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