Recensione Motel

Un violento noir per John Cusack e Robert De Niro

recensione Motel
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

In fatto di pellicole ambientate all'interno di motel destinati a trasformarsi in scenografie su cui spargere sangue e cadaveri, il grandissimo John Cusack già prese parte al sottovalutato Identità (2003) di James Mangold, che, partendo da una situazione alla Dieci piccoli indiani, si trasformava strada facendo in un coinvolgente slasher approdante ad un sorprendente ed innovativo twist ending.
Però, nel caso del Motel che, tratto dal racconto La gatta di Marie-Louise Von Franz, rappresenta l'esordio dietro la macchina da presa per il David Grovic visto in Freerunner - Corri o muori (2011), il tutto prende il via ricordando certi gangster movie concepiti negli anni Novanta nel tentativo di cavalcare l'onda del successo riscosso da Le iene (1992) di Quentin Tarantino.
Infatti, il già citato interprete di Alta fedeltà (2000) veste i panni del duro ma sfortunato e sensibile Jack, il quale, reduce da una perdita estremamente dolorosa e tormentato dal dubbio di non essere più in grado di portare a termine i compiti che gli vengono assegnati, viene assoldato dal leggendario boss della malavita Dragna alias Robert De Niro per un incarico che ha a che vedere con una borsa dal contenuto misterioso.

Malavita al massimo

Quindi, compreso quest'ultimo aspetto che finisce quasi per richiamare alla memoria Pulp fiction (1994), è, senza alcun dubbio, nell'ambito del filone noir che si colloca la oltre ora e quaranta di visione; anche se, dal momento in cui il protagonista si ferma presso l'autostello del titolo, vicino ad una palude, risultano non poco avvertibili cupe e sinistre atmosfere da cinema horror.
Atmosfere ulteriormente accentuate dalla presenza dello strano concierge Ned, ovvero il mitico Crispin"Ritorno al futuro"Glover, evidente derivato del Norman Bates della saga Psycho; mentre fa la sua entrata in scena anche la bellissima prostituta Rivka, ovvero Rebecca Da Costa (altro nome proveniente da Freerunner - Corri o muori), perseguitata da due poco raccomandabili individui.
Prostituta volta, ovviamente, a ritrovarsi al fianco di Jack, un po' come accadeva alla coppia Christian Slater/Patricia Arquette in Una vita al massimo (1993) di Tony Scott, in un crescendo di cruda violenza che arriva a coinvolgere perfino il bullo sceriffo Larson, incarnato dal Dominic Purcell di Blade: Trinity (2004).
Tutti al servizio di un atipico noir che, in maniera piuttosto chiara, non manca affatto di citazionismo; man mano che, tra fughe in automobile, scontri nel bosco e numero di morti in continua crescita, ci si avvia verso le rivelazioni conclusive.
E diciamo che l'insieme riesce nell'impresa di funzionare a sufficienza, sebbene l'intreccio non appaia di semplicissima comprensione e qualche minuto in meno, di sicuro, gli avrebbe giovato ancora di più.

Motel “Fui immediatamente attratto dall’idea alla base di Motel per via delle similitudini a livello strutturale con il teatro dell’Antica Grecia: la storia rispetta infatti le unità di spazio e tempo caratteristiche della concezione aristotelica di quest’arte. Motel ha tre personaggi principali e i ruoli secondari sono solamente due. Per questa ragione abbiamo il lusso di poterci prendere del tempo per esplorare il vissuto di queste persone”. Così l’attore David Grovic parla del suo esordio registico, destinato a trascinare in un violento noir a tinte quasi horror i grandi John Cusack, Robert De Niro e Crispin Glover. Con abbondanza di citazionismo cinefilo (da Quentin Tarantino ad Alfred Hitchcock), il coinvolgimento non manca, anche il tutto rischia sia di eccedere nell’ingarbugliare l’intreccio, sia di infiacchirsi a causa di qualche minuto di troppo.

6

Che voto dai a: Motel

Media Voto Utenti
Voti: 6
6.7
nd

Altri contenuti per Motel