Recensione Montecarlo

Scialba la rivisitazione de Il principe e il povero ad opera di Tom Bezucha

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Ah, Monte Carlo, cornice di innumerevoli storie da sogno, nella realtà quanto nel mondo della fantasia, che tante volte ha preso in prestito i suoi luoghi e la sua caratteristica atmosfera per ambientarvi romanzi, musical e, soprattutto, film. Addirittura, altre tre pellicole, oltre alla commedia romantica che andiamo a scoprire in questa recensione, vantano come titolo il toponimo della città monegasca. Insomma, un grande potenziale dato dall'ambientazione, ma anche una potenziale ripetitività di cliché e situazioni attorno a cui girano, di solito, film del genere. Riuscirà il film dell'americano Tom Bezucha a non cadere in trappola e a farci gustare qualcosa di nuovo? Non sperateci troppo...

From Paris with...a trick

Grace Anne (Selena Gomez), studentessa e cameriera part-time, ha un sogno, e il nome di quel sogno è 'Parigi'. Quando i suoi genitori le regalano la vacanza tanto desiderata, e lei può partire insieme alla sorellastra Meg Kelly (Leighton Meister) e all'amica di sempre Emma Danielle (Katie Cassady), tuttavia, il sogno diviene presto un incubo: il viaggio organizzato al quale prendono parte si rivela un vero disastro, e l'armonia nel gruppo viene meno. Almeno fin quando, per un fortuito caso del destino, Grace viene scambiata per una schiva e viziata ereditiera, Cordelia Winthrop-Scott, della quale è la sosia perfetta. Travolte dall'insolito concatenarsi degli eventi e desiderose di avventura, le tre si ritrovano nel Principato di Monaco, al centro di una girandola di equivoci che porterà loro grossi guai ma anche, forse, l'amore...

Poco originale a partire dal titolo

Tom Bezucha, dopo l'inedito in Italia Big Eden e il poco conosciuto -ma apprezzato dai più- La neve nel cuore (con, tra i protagonisti, Diane Keaton, Rachel McAdams e Sarah Jessica Parker) torna al cinema con una commedia leggera dai toni fiabeschi, appoggiandosi ad un cast di poco richiamo ma decisamente azzeccato per il genere. La cosa migliore della pellicola, difatti, è proprio l'ensemble attoriale, composto di nomi e volti perlopiù televisivi ma che ben si adattano al tono della pellicola, recitando anche con una certa convinzione. Il problema arriva nel momento in cui si cerca di far decollare una storia che non riesce a reggersi in piedi con le proprie gambe, volendo risultare sbarazzina echeggiando al contempo i classici dell'epoca di Grace Kelly (esempio tutt'altro che casuale, data l'ambientazione e i secondi nomi delle due protagoniste); e anche se la storia è ambientata ai giorni nostri, la fotografia e l'estetica in generale giocano molto sul richiamo ad un certo immaginario ben definito. Ma l'estetica da sola non può fare un film, anche se questo ha solo pretese di puro intrattenimento: il plot infatti è assolutamente privo di mordente, straripante di luoghi comuni e di situazioni, se non già viste altre mille volte, comunque assolutamente inverosimili e portate all'eccesso, trainate dal più improbabile e meno originale degli scambi di persona. In pratica, il tutto si risolve come l'ennesima rivisitazione de Il principe e il povero, ma senza 'principe' e con un triplice 'povero' che durante il suo viaggio ben poco fa per meritarsi lo scontatissimo lieto fine.

Montecarlo Povero di idee, fiacco sul piano della commedia e banale su quello romantico: l'exploit di Bezucha è francamente poco convincente, atto più che altro a far passare un paio d'ore con leggerezza ad un pubblico prettamente femminile. Il richiamo alla filmografia di genere funziona, ma non può sostenere il film, così come le note del sempre bravo Michael Giacchino, accompagnate dalle diverse canzoni di Mika che sentiamo nel corso della pellicola. Tra le quali, tuttavia, si fa notare un'assenza importante e significativa: quella della celebre “Grace Kelly”.

5

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