Missione Mercurio, la recensione: lo z-movie mette in pericolo la Terra

Il Sole è diventato un magnetar e le sue onde magnetiche stanno mandando Mercurio in rotta di collisione con il nostro pianeta.

recensione Missione Mercurio, la recensione: lo z-movie mette in pericolo la Terra
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Una navicella sta gravitando intorno al Sole con un equipaggio di tre astronauti che, in seguito a un improvviso avvicinamento alla stella, rimane vittima di un incidente: uno dei piloti muore, rimangono in vita il capitano e la tecnica Victoria, moglie del dr. James Preston, scienziato rimasto sulla Terra le cui teorie sono spesso andate in contrasto con quelle dei vertici NASA.
Il Sole si sta ora trasformando in magnetar e la variazione delle onde elettromagnetiche hanno mandato fuori orbita, oltre al mezzo intergalattico, anche Mercurio, spingendolo di fatto in rotta di collisione proprio con il nostro pianeta.
In Missione Mercurio Preston, con l'aiuto di un suo vecchio amico e di un gruppo di giovani cospirazionisti, entrati in contatto tramite un rivoluzionario apparecchio radio proprio con Victoria, cercherà di attivare il suo Project 7, un progetto di difesa lasciato in disuso, al fine di evitare la prossima fine del mondo.
Fine i cui primi segni, fra l'altro, si stanno già manifestando su diverse città del Nord America, tramite onde improvvise di calore e la lievitazione degli oggetti di metallo, automobili incluse.

Collision Earth

Il Canada e il cinema catastrofico non hanno mai avuto un buon rapporto, soprattutto per via di bugdet risibili e della destinazione finale delle relative pellicole, quasi sempre il mezzo televisivo. Questo è il caso di Missione Mercurio, produzione di serie z rilasciata in esclusiva sul canale tematico SyFy e poi distribuita direttamente per il mercato home video, stessa sede nella quale è giunta pure nel mercato italiano. E pensare che almeno sulla carta la sceneggiatura osava in grande, tirando in ballo addirittura il Sole e i movimenti magnetici tali da spostare letteralmente nello spazio il pianeta Mercurio, qui gigantesca e involontaria nemesi da affrontare per lo strampalato gruppo di protagonisti. Dopo il prologo ambientato nel cosmo, che ci introduce alla scoperta del personaggio di Victoria, la maggior parte del minutaggio è ambientata sulla Terra e segue l'inevitabile corsa contro il tempo del marito della donna, uno scienziato in disgrazia le cui conoscenze rimangono l'ultima speranza per l'umanità. Ad aiutare l'uomo un gruppo di ragazzini dell'università, capaci di costruire un tecnologico apparecchio che permette, contro ogni logica attuale, di poter comunicare in diretta con l'interno della navicella.

Fino alla fine del mondo

Che i risvolti della trama siano scientificamente irricevibili non è certo una sorpresa, e la soglia del ridicolo è sorpassata più volte e senza vergogna con il procedere degli eventi, con un'anima da pseudo thriller di spionaggio nei tentativi dei nostri di accedere a strutture militari segrete, con i membri di sicurezza che brillano in quanto a idiozia. Ogni tanto dei pessimi effetti speciali trascinano qualche automobile verso il cielo (le suddette sequenze sembrano uscite da un videogioco di inizio anni '90) o fanno comparire delle scie di fuoco nell'atmosfera, fino ad un finale che - nell'avvicinamento tra i due pianeti - sembra voler apparire come la versione trash di Melancholia (2011). E tra perdite più o meno inaspettate, Missione Mercurio si avvia verso un lieto (ma meno del previsto, nonostante l'intensità drammatica sia pari allo zero) epilogo, ancor più felice per lo spettatore che ha avuto la pazienza di arrivare ai titoli di coda.
L'ultima nota spetta al cast, composto perlopiù da interpreti di terzo piano o di provenienza televisiva, che fa di tutto per rendere ancora più noiosa una narrazione già di per sé priva di qualsiasi pathos tensivo.

Missione Mercurio Il Sole è diventato un magnetar e le relative onde magnetiche stanno mandando Mercurio in rotta di collisione con la Terra; l'ultima speranza per l'umanità risiede in uno scienziato, a capo di un dismesso progetto della NASA, e nella di lui moglie, a bordo di una navicella che sosta proprio nei pressi della nostra stella. Missione Mercurio si allinea alla bassissima qualità delle produzioni catastrofiche di serie z spesso provenienti dal Canada, quasi riuscendo - con personaggi monodimensionali e una narrazione improbabile e assurda - a nascondere la pochezza della messa in scena e degli effetti speciali, sulla cui resa è meglio non esprimersi. Il tutto per novanta minuti privi di qualsiasi guizzo di ironia (anche se le risate involontarie rischiano di essere parecchie) e trattati con un'enfasi drammatica castrata sul nascere dalle improponibili performance dello sconosciuto cast. Il film andrà in onda stasera, giovedì 15 novembre, alle 21.10 su MEDIASET ITALIA 2.

2.5

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