Mission: Impossible - Protocollo fantasma, la recensione: Ethan Hunt è tornato

La recensione dell'atteso quarto capitolo della saga di Mission: Impossible - Protocollo Fantasma. Ethan Hunt, e con lui Tom Cruise, è tornato.

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L’esito dell’ultima avventura dell’agente Ethan Hunt non fu tra i più memorabili: la critica ne parlò tiepidamente e il pubblico la accolse con incassi piuttosto deludenti (solo 133 milioni in patria e neanche 6 in Italia) se confrontati all’attenzione mediatica di un franchise come Mission: Impossible e alle aspettative su di esso nutrite.
Come se non fosse bastato, a compromettere ulteriormente il prosieguo della saga sopraggiunse il clamoroso licenziamento di Tom Cruise dalla Paramount Pictures - casa distributrice del film con la quale l’attore aveva collaborato per oltre 14 anni - a causa (pare) del suo comportamento fuori dal set, ritenuto inaccettabile.
Insomma, a fronte di tutto ciò, le speranze dei comunque numerosissimi fan di vedere realizzato un quarto capitolo di Mission: Impossible si erano alquanto - e ragionevolmente - affievolite. Almeno fino a quando, nel 2009, lo stesso Tom Cruise smentì pubblicamente i vari rumors negativi che giravano attorno alla saga e assicurò al pubblico che lo script di Mission: Impossible 4 era già in fase di lavorazione e che il suo personaggio sarebbe tornato, più in forma che mai.
Oggi, Mission: Impossible - Protocollo fantasma non è più solo una voce di corridoio bensì una concreta realtà, che approderà ufficialmente sugli schermi italiani il prossimo 27 gennaio, contrariamente alla prima data d’uscita fissata per il 13 dello stesso mese.
Noi di Movieye, insieme ai colleghi di un selezionato gruppo di altre testate, abbiamo avuto la grande fortuna di assistere all’esclusiva proiezione stampa del film tenutasi nella sala IMAX dell’UCI Cinemas di Pioltello (MI), e ci auguriamo che la nostra disamina possa soddisfare il più possibile le vostre aspettative e magari incrementare ancor più il livello di curiosità nei confronti di una pellicola che vi anticipiamo già essere spettacolare.

NEW MISSION

L’agente Ethan Hunt (Tom Cruise) e la sua squadra vengono ingiustamente accusati di un attentato terroristico al Cremlino e, ritenendoli responsabili, il governo americano decide di negar loro la fiducia e di privarli della propria copertura.
Vedendosi dunque costretti a fuggire, per riscattare il nome dell’agenzia e dimostrare soprattutto la loro innocenza, Hunt e i suoi colleghi devono prevenire un pericoloso attacco nucleare che potrebbe porre fine al mondo intero.
Questa la colonna portante della quarta missione 'impossibile' capitanata dall’ormai celeberrimo agente Ethan Hunt, che dopo i fasti depalmiani del lontano 1996, l’euforia d'importazione di John Woo datata 2000 e lo sperimentalismo di abramsiana memoria di qualche anno addietro, torna ai massimi livelli dei suoi esordi con una storia efficacemente strutturata e in grado di donare finalmente al personaggio un necessario tocco di umanità senza la quale sarebbe sicuramente risultato 'incompleto'.

NEW TEAM

Come sarebbe risultata incompleta, a sua volta, l’intera pellicola, in assenza di validi supporti su cui contare, sia a livello di regia che di scrittura e anche di recitazione.
Infatti, senza nulla togliere al pur eccellente lavoro svolto nei precedenti tre capitoli dai cineasti di cui sopra, siamo felici di affermare che, dietro la macchina da presa, Brad Bird ci sa fare, eccome.
Genio dell’animazione e vincitore di due premi Oscar per Gli Incredibili (2004) e Ratatouille (2007), il nome di Brad Bird alla regia di un film come Mission: Impossible - Protocollo fantasma poteva comunque far storcere il naso a molti, perché nonostante la fama del regista e i numerosi riconoscimenti ottenuti, quella a cui si trovava di fronte questa volta era la sua prima esperienza con un film in live action e interpretato da attori in carne e ossa.
Eppure, ammirando quello che è il risultato complessivo dell’opera, la prova di Bird è assolutamente degna di applausi e riesce inoltre nella non facile impresa di restituire la giusta spettacolarità a un franchise che, con il terzo capitolo, appariva quasi irriconoscibile rispetto ai suoi predecessori.
Girato in parte con camere formato IMAX, il film regala agli spettatori una visione del tutto inedita non solo delle varie scenografie che si è deciso di adottare come sfondo (Dubai, Mosca, Praga, Budapest e Mumbai le location utilizzate) ma del cinema stesso. E non è solo la qualità dell’immagine e del sonoro a stupire, perché, come abbiamo detto, a sostenere il tutto vi è un impianto narrativo ben congegnato e che, nonostante alcuni (ininfluenti) buchi, riesce a sfruttare a dovere ogni frangente del racconto.
Merito ovviamente degli sceneggiatori André Nemec, Josh Appelbaum e Christopher McQuarrie, bravi soprattutto nel bilanciare spettacolarità, tensione e ironia, componenti cui gli interpreti apportano un validissimo contributo.
Già, perché una prestazione così convincente di Tom Cruise non la vedevamo addirittura dai tempi di Collateral (2004), e come per l’ex Maverick Mitchell, anche i comprimari Jeremy Renner, Paula Patton e Simon Pegg - quest’ultimo semplicemente irresistibile nelle varie parentesi comiche di cui è protagonista - forniscono delle performance pienamente all’altezza.
Da segnalare, poi, il cameo finale dell’indimenticato Ving Rhames che torna a riprendere, seppur per pochi minuti, il ruolo di Luther Stickell.

NEW GENERATION

Non è sbagliato, a nostro avviso, parlare di nuove generazioni con l’arrivo di questo quarto capitolo della saga di Mission: Impossible. Ma, vi chiederete voi, a cosa alludiamo precisamente con “nuove generazioni”?
Ebbene, alludiamo proprio alle nuove generazioni di spettatori che visioneranno il film e, soprattutto, al fatto che Mission: Impossible - Protocollo fantasma inauguri davvero una sorta di nuova generazione di action-movie. Ed è proprio questo il suo più grande merito: rendere la materia accessibile non solo ai più affezionati fan della saga ma anche al pubblico più giovane e di conseguenza meno esperto pur mantenendo fede ai retaggi cui è ovviamente legato, non rinnegandoli ma, anzi, arricchendoli.
E se è davvero questa la nuova generazione di action-movie, beh, siamo ben lieti di accoglierla.

Mission: Impossible - Protocollo Fantasma Dopo un terzo capitolo considerato deludente dai più, la saga di Mission: Impossible riprende quota grazie a una quarta avventura che arriva come un fulmine a ciel sereno, proponendo una storia avvincente densa di azione, adrenalina e un pizzico di ironia. Eccellente la regia di Brad Bird e ottimi gli interpreti, con una menzione speciale a Tom Cruise, di nuovo convincente dopo tanto (troppo?) tempo, e all’irresistibile Simon Pegg, perfetto nel ruolo del tecnico gigione. Quando si dice che, sotto il fumo, c’è anche un buon arrosto...

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