Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali: la recensione

La visione di Tim Burton della storia di Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali è ben diversa da quella del libro: funzionerà lo stesso?

recensione Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali: la recensione
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Mostri che si nascondono nelle ombre, il costante senso di non appartenere a un luogo, poteri e stranezze che ti fanno sentire diverso, un personaggio femminile forte, deciso e misterioso, una casa piena di misteri e storie da raccontare: con una base stilistica e narrativa di questo genere sarebbe stato davvero strano se Tim Burton non si fosse dimostrato interessato a un adattamento cinematografico di Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali. Tuttalpiù vista la particolare scelta dello scrittore Ransom Riggs di usare delle vecchie fotografie (strani scatti raccolti nel corso degli anni) come tessuto portante della trama, affascinando il Tim Burton regista, che proprio di questo tipo di immagini è un collezionista. L'incontro di Tim Burton con Miss Peregrine, sulla carta, si presenta come uno dei più fortunati ma, sarà riuscito il regista a trasformarlo in un altrettanto affascinante e comunicativo racconto cinematografico?

Vecchi ricordi o solo storie?

Jake (Asa Butterfield) è praticamente cresciuto ascoltando le strambe storie che ogni giorni gli raccontava il nonno, su mostri che si nascondevano nell'ombra, gli orrori del suo passato e i suoi strani amici conosciuti nella casa per bambini speciali di Miss Peregrine. Tra ragazze così leggere da dover indossare scarpe di piombo per non volare via, bambini pieni di api e gemelli dall'aspetto un po' inquietante, Abe aveva trovato una nuova famiglia che lo aveva accolto a braccia aperte ma che la vita lo aveva costretto ad abbandonare, ma non a dimenticare. Ma le storie di nonno Abe (Terence Stamp) sono davvero troppo assurde per essere vere... o no? Scoprirlo è uno dei desideri più grandi di Jake che, stanco di sentirsi dire continuamente che la sua mente ha qualcosa che non va, decide di raggiungere il Galles insieme a suo padre per mettersi (segretamente) alla ricerca della casa dei bambini di cui ha sempre sentito parlare.

La magia burtoniana

Per tutta la prima parte di Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali ci si sente magicamente trasportati in un altro mondo, uno di cui avevamo tremendamente sentito la mancanza a dire il vero, dove i sobborghi si tingono della mediocrità che circondava Edward Mani di Forbici, i racconti ci riportano alla mente la magica semplicità di Big Fish e le ombre si fanno sempre più appuntite e contrastate, come nel regno di Jack Skellington. Tutto è stilisticamente così tanto burtoniano da incantare lo spettatore in pochi minuti, rendendo ogni stranezza e assurdità di Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali plausibile e verosimile, portando il pubblico a schierarsi dalla parte di Jake, dei suoi dubbi e della volontà di cercare delle prove prima di smettere di credere a tutto quello con cui è cresciuto. Lo spettatore viene invitato ad appoggiare le scelte del protagonista, a difendere le sue peculiarità e quelle dei suoi nuovi amici, ad accettare le differenze che li caratterizzano ed esserne anche orgogliosi. La dichiarazione d'intenti di Tim Burton è chiara: essere diversi è bello e soprattutto necessario. E in questo il film si inserisce perfettamente in quelle che sono da sempre le tematiche preferite del regista, raccontando ancora una volta una parte della sua storia personale, di una infanzia vissuta da bambino peculiare, proprio come i protagonisti del film. "Quando sei un bambino non dimentichi mai veramente quella sensazione di diversità, che resta per sempre con te. Da bambino sono stato etichettato come speciale, perché adoravo i film sui mostri. Durante l'infanzia si attraversano periodi del genere, come a volte capita anche più tardi nella vita. Ci sono ovunque persone che provano lo stesso sento di estraneità". Ed è proprio questo sentimento a portare il protagonista di a cercare questo inverosimile gruppo di amici, così diversi da lui, perché in possesso di fantastiche abilità, eppure così emotivamente vicini al suo modo di essere. La vita di Jake si trasforma all'improvviso in una grande avventura fatta di anelli temporali (uno speciale loop che permette ai ragazzi speciali di vivere costantemente nello stesso giorno dello stesso anno, senza invecchiare), mostri spaventosi dagli orridi gusti in fatto di cibo, pericoli, piani, misteri e presenze ambigue, tra le quali spicca quella dell'eterea Miss Peregrine, perfettamente interpretata da Eva Green. Impassibile, altera, spaventosa e amorevole allo stesso tempo, l'attrice riesce a regalare al personaggio tutte le sfumature che lo rendono la colonna portante di tutta la storia, senza mai apparire fuori luogo o fuori tempo.

Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali Eppure... lo so, dopo tutto quello che abbiamo scritto fino a questo momento, vi aspettereste forse che la conclusione raccontasse di come Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali sia un film perfetto, l’acclamato ritorno alla somma gloria di Tim Burton. Bene, la prima parte sicuramente lo è ma, andando avanti con la narrazione, il film si trasforma sempre di più in una banalotta avventura semplicista, piacevole certo, ma incapace di mantenere tutte le promesse iniziali. Ci sono i viaggi nel tempo, il mistero, ci sono anche stupendi combattimenti tra bambole deformi in stop-motion e scheletri armati fino ai denti... ma alla fine la magia si dissipa in un nonnulla e, tra un viaggio temporale e un altro, ci si dimentica di empatizzare con i personaggi. E tutto si trasforma in qualcosa di piacevole ma confusionario nella sua semplicità, come quando smetti di credere in quella favola che ti accompagna da tutta la vita.

6

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