Military Wives, recensione del film con Kristin Scott Thomas

Kristin Scott Thomas è protagonista del nuovo film di Peter Cattaneo, Military Wives, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2019.

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C'è tutto un piccolo sottogenere di pellicole che raccoglie a sé protagonisti che nel corso della narrazione trovano un legame attraverso due elementi principali: un obiettivo comune e un mentore, una guida, che li conduca verso la meta, tra mille peripezie e difficoltà - e il pensiero corre facilmente a Sister Act, alla squinternata suor Maria Claretta di Whoopi Goldberg e al bizzarro coro delle sue consorelle.
Peter Cattaneo è un regista che in passato ha trovato il successo proprio grazie a una tipologia di film corale, dove si veicola un obiettivo particolare che permette al gruppo in questione di raggiungere un risultato specifico.
Nel 1997 è stata la volta degli squattrinati organizzati di Full Monty, in cui due disoccupati britannici formavano un gruppo di spogliarellisti per sbarcare il lunario.
Le dinamiche e le motivazioni di Military Wives sono totalmente diversi ma è innegabile riscontrare, durante la proiezione, alcuni degli ingredienti che hanno caratterizzato queste tipologie di pellicole. E dagli spogliarellisti di Sheffield ora si passa alle consorti dei militari.

Esorcizzare la paura

Ispirato a una storia realmente accaduta, Military Wives affronta il dolore provocato dalla guerra attraverso gli occhi di chi combatte un altro tipo di battaglie. Niente sparatorie, né combattimenti corpo a corpo. Le protagoniste di Military Wives combattono il conflitto quotidiano di chi è costretto a vivere una perenne e logorante attesa a migliaia di chilometri dalla persona amata.
Insieme a Kristin Scott Thomas - lo scorso anno nel cast de L'ora più buia - le donne dei soldati di Cattaneo vivono in un complesso militare nel quale sono circoscritte le abitazioni delle famiglie dei commilitoni. Un microcosmo che può essere angosciante per chi lo vive ogni giorno con la paura di ricevere da un momento all'altro una notizia negativa. Eccolo allora l'obiettivo di questo gruppo di donne: trovare la maniera giusta per non trascorrere troppo tempo a pensare. Chiacchiere, condivisioni, amicizie. E un gruppo di canto, magari.

Kate e Lisa

Il ruolo di mentore è diviso dalle due principali protagoniste del progetto. Da un lato Lisa (Sharon Horgan), con il suo carattere scontroso ma comunque amata dalle altre mogli, dall'altro Kate (proprio Kristin Scott Thomas), sposa di un colonnello decisa a prendere in mano il gruppo e a riempire le giornate con svariate attività ricreative.
Il prevedibile scontro fra le due anime differenti del film costituisce l'origine del suo climax generale, che verte soprattutto sulle diverse prospettive di Lisa e Kate.
Kate tenta di riempire le giornate del gruppo di mogli anche per cercare di colmare il suo, di vuoto, causato soprattutto della morte del figlio. Dal canto suo Lisa rappresenta un altro tipo di donna, che incanala tutta la rabbia dentro sé stessa e che capisce, grazie a Kate, che il gruppo di canto può diventare una risorsa importante nell'economia della vita quotidiana del gruppo.

Gradevole senza esagerare

Military Wives è l'ennesimo concentrato di bravura di Kristin Scott Thomas, una delle attrici più importanti del panorama internazionale, che dimostra - se mai ce ne fosse stato ancora bisogno - il suo poliedrico talento nel cambiare indifferentemente registro, dal dramma alla commedia. La sua Kate è una donna che vive su diversi strati espressivi, alternando performance recitative sopra le righe ad altre più compassate all'interno delle quasi due ore di film.

La struttura di Military Wives è fin troppo scolastica e in certi momenti è forte la sensazione di già visto che si percepisce, ma la capacità di veicolare, tramite il canto, tematiche semplici come l'importanza della condivisione delle emozioni e la riflessione sull'accettazione del dolore è piuttosto evidente.
Un film - presentato alla Festa del Cinema di Roma 2019 - costruito ben al di là dei suoi difetti e senza particolari pretese, che regala un ulteriore palcoscenico al talento immenso della Thomas, di cui il cinema contemporaneo non può fare assolutamente a meno.

Military Wives Buon lavoro del regista di Full Monty, Peter Cattaneo, che confeziona un film che si appoggia principalmente sull'interpretazione delle due protagoniste, soprattutto Kristin Scott Thomas, e che coniuga nella musica una trama che ricorda per certi versi un Sister Act in salsa british. L'opera non trova mai uno spunto interessante per potersi distinguere ma risulta comunque in grado di coinvolgere e mescolare la giusta dose d'ironia e dramma.

6

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