Midnight in the Switchgrass recensione: Bruce Willis in un thriller fiacco

Bruce Willis, Megan Fox ed Emile Hirsch sono i protagonisti di uno scialbo thriller, ispirato alla scia di sangue di un pericoloso serial killer.

Midnight in the Switchgrass recensione: Bruce Willis in un thriller fiacco
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La prossima edizione dei Razzie Awards includerà una categoria creata ad hoc per l'occasione e che riguarda un attore in particolare. Stiamo parlando di Bruce Willis, protagonista della non certo lusinghiera "Worst Performance by Bruce Willis in a 2021 Movie", nella quale gareggia con tutti gli otto film da lui girati nel corso della scorsa stagione. E al quale appartiene ovviamente anche il qui oggetto di recensione Midnight in the Switchgrass, dove l'interprete di Die Hard e tanti cult del cinema action si trova in buona compagnia: anche Megan Fox, protagonista principale, è infatti candidata nella relativa categoria ai sopracitati premi.

Con queste premesse non ci si può certo aspettare un capolavoro e infatti l'esordio dietro la macchina da presa di Randall Emmett, un onesta carriera da produttore, palesa evidenti limiti tecnici e narrativi oltre che quelli, ormai dati per scontato, attoriali. La storia, stando alle dichiarazioni ufficiali, è ispirata alla serie di delitti compiuti dal più pericoloso serial killer del Texas, anche se l'azione qui è stata spostata in Florida. Un dettaglio di poco conto se la pellicola fosse valida, ma purtroppo viene difficile trovare qualcosa da salvare nel corso dell'ora e mezzo di visione.

Midnight in the Switchgrass: il cacciatore di donne

La cittadina di Pensacola è sconvolta dal brutale ritrovamento del cadavere di una ragazza intorno ai vent'anni, con le indagini che brancolano nel buio. Non il primo caso con un simile modus-operandi, che fa pensare alla mano di un comune assassino. L'agente dell'FBI Karl Helter e la sua collega Rebecca Lombardi si trovano in zona per un'altra missione, relativa a sgominare un traffico di prostituzione.

Ben presto la detective scopre come questo potrebbe essere direttamente collegato al delitto e decide di unire le forze con un agente della polizia locale, Byron Crawford, che sta lavorando da tempo sul caso. E quando un'altra ragazza viene rapita, quella di Rebecca sarà una vera e propria corsa contro il tempo per rintracciare il colpevole prima che sia troppo tardi e finirà per cacciarsi lei stessa in una situazione di estremo pericolo...

Duro a morire...

Il ruolo di Willis è, come sempre più spesso accade, il classico specchietto per le allodole con lo scopo di attirare i fan dell'iconica star del cinema action che, pur a dispetto di una carriera da molti anni in caduta libera, continuano a seguirlo con assoluta e masochistica dedizione. Come già accaduto, per esempio, nel fallimentare sci-fi Cosmic Sin del 2021 (recuperate la nostra recensione di Cosmic Sin), il buon Bruce infatti si limita ad una veste marginale, da semplice comprimario, e per buona parte del film, nelle fasi più importanti, sparisce nel nulla lasciando totale libertà di campo ai due effettivi protagonisti, la già citata Fox ed Emile Hirsch.

Ma a spiccare maggiormente nel cast non sono i buoni, bensì il villain di Lukas Haas, che rimane forse l'unico motivo di parziale interesse: il suo disturbato personaggio, padre e marito amorevole ma sadico assassino di giovani donne, vive di diverse sfumature e la morbosa performance dell'attore imprime una sorta di malsano fascino al racconto.

Per il resto Midnight in the Switchgrass si perde in continue improvvisazioni, da evidenti forzature nelle fasi chiave del racconto - tali da smorzare sul nascere anche quel minimo di tensione potenzialmente generabile - fino ad inutili lungaggini, basti vedere il lungo dialogo tra Crawford e la madre di una delle vittime. Il quadro psicologico, cattivo a parte come detto, è risibile e anche la stessa risoluzione finale risulta più improbabile che effettivamente verosimile.

Midnight in the Switchgrass Un serial killer e rapitore di giovani donne, una tenace detective e un poliziotto tormentato che sta indagando da anni sul caso. Midnight in the Switchgrass conserva tutti i luoghi comuni del caso senza nessuna parvenza d'originalità e il solo spunto parzialmente accattivante è la performance di Lukas Haas negli scomodi panni del villain. Bruce Willis e Megan Fox, entrambi candidati ai Razzie seppur in categorie diverse, dividono così il set con un volenteroso Emile Hirsch, in un thriller poliziesco che castra la tensione sul nascere e si trascina stancamente su forzature e tempi morti prima di giungere all'inevitabile epilogo. Ci troviamo di fronte all'ennesima produzione di consumo pensata per un mercato di serie b, della quale non si sentiva assolutamente il bisogno. Il film andrà in onda venerdì 4 marzo alle 21.20 su RAI4 in prima visione tv.

4.5

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