ROMA 2016

Michael Bublé - Tour stop 148 alla Festa del Cinema di Roma

Con Michael Bublé - Tour stop 148 il regista Brett Sullivan intreccia esibizioni musicali e dietro le quinte per raccontare la star della canzone.

recensione Michael Bublé - Tour stop 148 alla Festa del Cinema di Roma
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Con centosettantatré date sold-out (di cui dieci alla O2 Arena di Londra) e due milioni di spettatori in tutto il mondo, si tratta della tournée nata per supportare l'album To be loved che, multi-platino acclamato ovunque dalla critica, non ha potuto fare a meno di trasformarsi in un successo oltre ogni aspettativa all'interno della già ricca carriera del canadese naturalizzato italiano Michael Bublé, vincitore di quattro Grammy Awards e di numerosi Juno Awards. Tournée di cui il regista Brett Sullivan (da non confondere con l'omonimo autore dell'horror Licantropia Apocalypse) filma per il grande schermo - sfruttando un superbo e avvolgente audio surround 5.1 - la tappa di Birmingham, ovvero la centoquarantottesima, in Michael Bublé -Tour stop 148; raccogliendo in quasi novanta minuti di visione le esibizioni dal vivo di diversi dei grandi successi del cantante nato da padre pescatore di salmoni e madre casalinga che, cresciuto a suon di swing sulle note di Ella Fitzgerald e Frank Sinatra, è stato classificato proprio "erede" di quest'ultimo grazie al suo particolare timbro vocale. L'opera ha animato la giornata di venerdì della Festa del Cinema di Roma 2016


A tu per tour

Quasi novanta minuti di visione che, tra una Home, una Haven't met you yet e una Cry me a river, trovano anche il tempo di consentire alla camera di ripresa di intrufolarsi dietro al palcoscenico e alla figura di colui che, normalmente, siamo abituati a vedere sotto la abbagliante luce dei riflettori.
Colui che non manca di mostrarsi spiritoso e ironico con il proprio pubblico e, allo stesso tempo, disponibile con il personale tecnico-artistico che ha reso possibile il sontuoso show on the road. Colui che scopriamo aver creato un'atmosfera familiare nei rapporti con lo staff che lo segue di avventura musicale in avventura, man mano che si cimenta in Crazy love di Van Morrison e Come dance with me. Per non parlare di Feelin' good, della natalizia Let it snow e di accenni della disneyana Let it go e della sempreverde New York New York, alternati ai racconti delle motivazioni più profonde, della sua esperienza di vita perennemente in viaggio e, ovviamente, della sua musica che il baritono dispensa ai fan, scherzando anche con l'imponente direttore della sicurezza.

Bub-love

Mentre emergono sempre più testimonianze che lo vogliono uomo capace di coinvolgere chiunque, come se ci si trovasse ogni volta nel suo salotto, e che il campionario di cover tirate in ballo comprende Burning love di Elvis Presley, All you need is love dei Beatles e Save the last dance for me dei Drifters. Senza che la carrellata di hit dimentichi la mitica Beautiful day e con il buon montaggio destinato a rivelarsi l'autentico punto di forza di un insieme che, miscelando attraverso il giusto ritmo il backstage e la parte live, consente all'agglomerato confezionato da Sullivan di rivelarsi sì un oggetto del desiderio per qualsiasi seguace irriducibile di Michael Bublé degno di questo nome, ma anche il coinvolgente ritratto a base di emozioni in note di quello che è agli occhi (e alle orecchie) di tutti, indubbiamente, un autentico uomo di spettacolo d'inizio terzo millennio.

Michael Bublé - Tour stop 148 Non solo esibizioni musicali sul palco, ma anche tutto ciò che sta dietro, dall’esperienza e il materiale che occorrono per montare e trasportare un tour di tutt’altro che indifferente portata alle vicende umane che legano il talentuoso cantautore ed interprete Michael Bublé alla sua crew. Senza dimenticare, ovviamente, il rapporto con il pubblico, è tutto questo Michael Bublé -Tour stop 148, inedito dietro le quinte intrecciato alle dinamiche prestazioni dell’artista e che, ritmato a dovere, conquista i suoi fan ma non lascia affatto delusi neppure gli spettatori ordinari, regalandogli tante emozioni in note.

6.5

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