Recensione Mi chiamo Maya

Per il suo lungometraggio d'esordio, Tommaso Agnese racconta la storia di due giovanissime sorelle fuggite da una casa famiglia e alla ricerca di una utopica libertà, ma destinate a incontrare individui decisamente poco raccomandabili

recensione Mi chiamo Maya
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Il nome di Tommaso Agnese non suona certo nuovo a coloro che seguono il cinema di genere d'inizio terzo millennio italiano, considerando che, oltre ad aver figurato tra gli sceneggiatori di 2047: Sights of death (2014) di Alessandro Capone, fanta action tricolore con cast internazionale comprendente Stephen Baldwin, Danny Glover, Daryl Hannah, Michael Madsen e Rutger Hauer, si è occupato di uno degli episodi inclusi nel collettivo Fantasmi (2011), poi rieditato come Paranormal stories.
Nel caso di Mi chiamo Maya (2015), suo primo lungometraggio di finzione da regista, però, torna ad occuparsi di una vicenda a sfondo sociale, un po' come già fece attraverso il documentario La vita così come viene (2009), incentrato sull'adolescenza metropolitana; infatti spiega: "Il film prende spunto dalla cronaca e dall'attualità per raccontare la storia della fuga di due giovani sorelle scappate da una casa famiglia. Il tema principale, quello della fuga, si basa sui dati di cronaca che mostrano come in Italia la tendenza degli adolescenti a scappare sia in continuo aumento, più del 30% dei giovani sotto i vent'anni, infatti, è scappato di casa almeno una volta nella propria vita e numerose sono anche le fughe dalle case-famiglia di giovani con realtà familiare complesse e difficili. Queste fughe durano spesso poco tempo o pochi giorni e così anche quella della qui protagonista Niki, che si svolge nell'arco di tre notti".

Io e mia sorella

La Niki che, sedicenne con le fattezze della Matilda Lutz vista ne L'ultima ruota del carro (2013), in seguito a un tragico evento decide di fuggire dalla casa famiglia di cui sopra alla quale è stata affidata e porta con se la sorellina di soli otto anni Alice, cui concede anima e corpo la piccola Melissa Monti della serie televisiva Solo per amore.
Una Melissa Monti sorprendente e destinata ad affiancare un cast di attori decisamente in parte che, oltre a Carlotta"Braccialetti rossi"Natoli e alla cesaroniana Laura Adriani, include il Giovanni Anzaldo de Il capitale umano (2013) e Valeria Solrino rispettivamente nei panni di un tizio che si esibisce in strada col fuoco e di una assistente sociale.
Senza contare la Laura Gigante di Albakiara - Il film (2008), che, nel ruolo di una punk alle prese con piercing e convinta che la morte sia un atto di libertà, rappresenta soltanto uno dei più o meno strambi individui che le due sorelle, tra mille difficoltà, sono destinate ad incontrare durante il loro viaggio alla ricerca di una utopica libertà.
Individui comprendenti, tra gli altri, figli di papà impegnati in fracassone feste casalinghe e cubiste disposte a spogliarsi in chat per guadagnare soldi; man mano che, di conseguenza, non poco evidente appare l'immersione nel difficilmente rassicurante universo di una gioventù d'inizio XXI secolo per lo più sbandata.
Al servizio di oltre ottanta minuti di visione trasudanti abbandono e solitudine, ma che, al di là della buona confezione tecnica (notevoli, tra l'altro, i primi minuti con la citata Natoli), non riescono nell'impresa di risultare pienamente coinvolgenti nonostante la varietà di situazioni tirate in ballo (abbiamo anche una rissa improvvisa), complice, oltretutto, una sceneggiatura - a firma dello stesso Agnese insieme a Massimo Bavastro - che avrebbe necessitato di maggiore cura.

Mi chiamo Maya Già tra i registi del collettivo Paranormal stories (2011), Tommaso Agnese si occupa con Mi chiamo Maya del suo primo lungometraggio di finzione. La storia di due giovanissime sorelle che si trovano improvvisamente ad intraprendere un viaggio alla ricerca di una utopica libertà, incontrando diversi esemplari della fauna giovanile tricolore. Ma, sebbene gli attori funzionino e la confezione tecnica non appaia disprezzabile, manca in buona parte il coinvolgimento e s’intuiscono diversi problemi di script.

5.5

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