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L'ultimo mercenario, la recensione: Jean-Claude Van Damme invade Netflix

Arriva in streaming l'irriverente, sfrenato e scombussolato film francese con protagonista una delle star d'azione più amate di tutti i tempi.

L'ultimo mercenario, la recensione: Jean-Claude Van Damme invade Netflix
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Nonostante sia passato dall'essere una delle stelle più brillanti del cinema d'azione degli anni '90 a un'ombra di se stesso, il mitico Jean-Claude Van Damme dal 1986 a oggi non ha mai smesso nemmeno per un secondo di fare cinema e televisione. Nella sostanza non ha mai abbandonato il percorso da lui intrapreso con Kickboxers - Vendetta personale, cioè come protagonista più o meno assoluto di titoli di genere spesso di serie B e con il solo scopo di mettere in risalto le sue abilità marziali e un move set divenuto leggendario e iconico per gli appassionati. Intercettando un certo potenziale per la sua figura di culto sulle piattaforme streaming, nell'ultimo periodo è approdato prima su Amazon Prime Video con la fallimentare serie Jean-Claude Van Johnson, cancellata dopo una sola stagione, e adesso su Netflix con il divertente, scombussolato e movimentato L'ultimo Mercenario.

Quest'ultimo è un film d'azione a tutto tondo scritto e diretto da David Charhon che segue la storia di un ex-agente dei servizi segreti francesi, Richard Brumère (JCVD), costretto a un rientro forzato in patria per salvare il figlio da un'ingiusta accusa di traffico internazionale di droga e armi. Per sventare una cospirazione che trama alla spalle del ragazzo, il protagonista darà fondo a ogni sua mossa letale, alla sua rete di conoscenze e ai suoi talenti per salvare la situazione, restando sempre inafferrabile come la bruma che porta anche nel nome.

Jean-Claude Van Damme su Netflix

Quello che colpisce prima di tutto de L'ultimo Mercenario di Charhon è questa incredibile capacità di planare con umorismo sopra l'intera carriera di Jean-Claude Van Damme, riuscendo a parodiarla durante una certa celebrazione di fondo che non risulta però mai stucchevole né tendenziosa, solo sincera e divertita.

A modo suo, l'autore cerca di coprire sotto la maschera del personaggio di Brumere il volto e le attitudini cinematografiche e "ludiche" della star, che però esplode in quanto se stesso in ogni passaggio della pellicola, dalle scene in cui balla come un pazzo a quelle in cui tira calci e pugni come non ci fosse un domani (e c'è pure un famoso meme di JCVD che viene ricreato nel film).
L'ultimo Mercenario unisce insieme la lunga storia filmica e action dell'attore insieme a una verve commediata la cui vena è esplosa solo di recente, come se invecchiare fosse per l'interprete un modo di esaltare e glorificare il suo passato ridendoci sopra e riproponendo a cadenza regolare alcune delle immagini più forti del suo vasto e nutrito repertorio.

A stringere, comunque, il film si presenta come una commedia d'azione il cui humor interno è prettamente francese, legato cioè a un modo di scrivere e recitare tipico del Paese e del cinema d'appartenenza, mentre è soprattutto nelle sequenze d'inseguimenti, corpo a corpo o sparatorie che il titolo dà effettivamente il suo meglio in termini d'internazionalità insieme all'interpretazione sopra le righe e davvero gustosa di Van Damme.

Già a partire dal nome, c'è un certo citazionismo di fondo in chiave di genere, pensando a L'ultimo Boyscout di Tony Scott, e anche i font delle scritte e il modo di interfacciarsi ad alcune scene richiamano prepotentemente gli anni '80, risvegliando una certa nostalgia di fondo sulla quale - come per il resto - L'ultimo Mercenario ride sopra senza troppe pretese né ambizioni, desideroso solo di regalare all'audience un passatempo godibile che rientra in tutto e per tutto nel "listino offerte base" che Netflix sta confezionando con attenzione da anni a questa parte.

Che poi la storia sia piena di cliché narrativi e stilistici, la scrittura non così appagante, le interpretazioni del cast di contorno dimenticabili, è un qualcosa di trascurabile in senso concettuale e di visione nuda e cruda, perché non è quello a riempire il film. Eppure in fase di recensione non possiamo tralasciare mancanze, leggerezze e superficialità che rendono L'ultimo Mercenario un mediocre burlesque cinematografico dedicato al ribaltamento dell'immaginario fisico e umano di Van Damme.

L’ultimo Mercenario L'ultimo Mercenario di David Charhon è esattamente il mediocre burlesque cinematografico che ci aspettavamo di vedere da un titolo volutamente parodico e celebrativo della figura di Jean-Claude Van Damme, tanto nel suo spirito commediato (e francese) quanto nella sue scene d'azione, che sono in verità la parte migliore del film insieme all'interpretazione sopra le righe e divertita dalla star del cinema action. Una visione godibile e ritmata che soffre comunque di molti cliché narrativi e di una scrittura quasi mai brillante, nonostante riesca a planare con umorismo sulla figura dell'attore di Kickboxer e destrutturarla lungo tutto il tragitto visivo sotto le mentite spoglie di un inafferrabile mercenario.

5.5

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