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Mazinga Z Infinity, la recensione: il ritorno in grande stile di un'icona

A ben 43 anni di distanza dalla fine della serie originale, il robottone creato da Go Nagai torna al cinema in un'avventura inedita e davvero riuscita.

recensione Mazinga Z Infinity, la recensione: il ritorno in grande stile di un'icona
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È davvero curioso come a volte le idee più grandi abbiano dei semplicissimi inizi. Prendiamo proprio Mazinga Z, forse il robot più iconico della storia del manga e dell'anime contemporaneo, e il suo creatore, Go Nagai. L'amatissimo e leggendario autore, infatti, considerò a lungo verso la fine degli anni '60 di ispirarsi a titoli quali Astroboy di Osamu Tezuka o Super Robot 28 per ideare un suo personalissimo prodotto incentrato su automi meccanici, ma le idee dovevano ancora farsi chiare nella sua testa. Un giorno poi, fermo nel traffico in autostrada e stufo di aspettare inerme in coda, il Maestro pensò ingenuamente "e se potessi far uscire degli arti meccanici dall'auto per scavalcare tutti?". Nella realtà, ovviamente, sarebbe stato inapplicabile, ma il mangaka, per vocazione, lavora di fantasia, e Nagai sfruttò quella semplicissima ma geniale intuizione come legante per i concetti e le immagini che vagavano e si accavallavano ormai da tempo alla rinfusa nella mente, creando così Mazinga. Dalla fine della storia del protettore dell'umanità contro la civiltà Micenea sono passati ormai 43 anni, ma il suo fascino, il suo stile e il suo impatto culturale ha nel tempo ispirato altri grandi autori, divenendo essenziale e immortale. Difficile, quindi, provare a riprende in mano una simile leggenda, ma la Toei Animation ha accettato la sfida, lavorando duramente per quasi 10 anni e finalmente vincendola con Mazinga Z Infinity, nuovo film d'animazione della famosa casa di produzione che prosegue la serie originale di Nagai, rimescolando le carte in tavola in modo molto intelligente e con rinnovato valore artistico.

Dove eravamo rimasti

Mazinga Z può tranquillamente definirsi il capostipite del genere manga con protagonisti piloti di mecha, ideato sin dal principio per coesistere attivamente anche come anime. Anzi, per le generazioni nostrane nate e cresciute con Mazinga, proprio l'anime è stato il mezzo per conoscere questo affascinante eroe meccanico, dato che fu portato in Italia negli anni '80 a dispetto del manga, pubblicato invece solo nel 2009. Così, anche se Goldrake e Jeeg Robot d'Acciaio sono sempre creature di Nagai, Gundam, Evangelion o Aquarion sono in tutto e per tutto titoli derivativi che hanno raccolto sapientemente l'eredità di Mazinga dandogli un'identità specifica, chi con estremizzazioni metafisico-morali chi con trame socio-politiche altamente articolate. Ovvio, quindi, che dopo decenni di progetti simili anche Infinity venga paradossalmente contaminato da svariate di queste idee, mantenendo però sempre una forte personalità artistica e creativa che non fa rimpiangere i fasti del passato. La storia del nuovo film non riprende direttamente le fila dalla conclusione della serie -lungometraggi compresi- ma c'è un salto temporale di 10 anni, periodo di pace per la Terra, adesso libera dalla minaccia della Civiltà del Sottosuolo e del Dottor Inferno. Koji Kabuto è divenuto ormai un esimio scienziato che opera alle pendici del Monte Fuji, presso il Centro di Ricerca per l'Energia Fotonica, la più potente e pulita che il mondo abbia mai conosciuto. Insieme a famosissimi robot che hanno difeso l'umanità come Boss o Diana A, anche l'originale Mazinga Z è adesso stato messo in bella mostra in un museo.

Tutto è futuristico, dalle città sovradimensionate ai palazzi immensi, fino all'utilizzo dell'energia fotonica. Questo perché la produzione voleva dare un senso di continuo e di evoluzione tecnologica palpabile, mantenendo però intatto il look rurale delle campagne circostanti. In casi di necessità, come garante della pace mondiale e mezzo di deterrenza per futuri attacchi, l'impavido Tetsuya Tsurugi è rimasto come pilota del Grande Mazinga, che vedremo infatti in azione nell'incredibile prologo del film, tra le tre macro-sequenze d'azione che donano ritmo ed entusiasmo al progetto, tutte davvero ben strutturate. Ma ci saranno anche storie d'amore, vecchie amicizie e parti commediate a comporre questa nuova storia, dai tratti narrativi improntati per buona parte del film al dialogo, sia per re-introdurre i personaggi sia per uno sviluppo che va a toccare tematiche davvero molto adulte, politiche e morali.

Uomo o demone?

Sfruttando un mix di animazione tradizionale e in computer grafica che mai stona con l'anime originale e anzi va ad aggiungere continuità, dinamismo e valore a un'icona imponente come Mazinga (che andava però un attimo svecchiata), Infinity è sostanzialmente impeccabile sul piano tecnico. Le scene d'azione scorrono che è un piacere, chiarissime e coinvolgenti, così come elementi tradizionali e strutture in CGI coesistono senza grandi stonature anche all'interno di pure sequenze dialogate.

Vedere mostri sacri dell'aggressione fisica a tutto tondo come il Raggio Fotonico, il Missile Centrale o Pugni a Razzo muoversi così velocemente, senza attriti tecnici dovuti all'età, è davvero una sensazione piacevole e che riempie il cuore di ogni fan, dal purista all'innovatore, per dei momenti action che metteranno sicuramente d'accordo tutti. Se però sul piano dell'animazione non ci sono dubbi, è sulla preponderanza dell'elemento diplomatico che si resta un po' perplessi. La scrittura è molto matura, ma forse non propriamente adatta in termini di pura fruizione per dei bambini, che sono poi le nuove generazioni alle quali questo Mazinga Z Infinity vuole puntare, oltre e recuperare in corner i fan di vecchia data. Per un adulto è comprensibile come si usino terminologie professionali "supercazzola" per spiegare qualcosa di impossibile e inconoscibile, ma per la mente candida di un'infante quelli saranno forse momenti noiosi in vista delle purissime scazzottate tra robot, e forse va bene anche così: in fondo perché adattarsi al filone contemporaneo di shonen con poca anima, se si ha qualcosa da dire? E in aggiunta viene anche ripresa ed esplorata più a fondo la dicotomia uomo-demone che da sempre ha impregnato l'elemento etico dell'anime, costringendo Koji alla riflessione ultima sulla problematica morale, che condurrà a un epilogo davvero molto sentito e a una chiusura in termini di regia praticamente perfetta. Infinity rappresenta in conclusione il ritorno in grande stile dell'icona massima dei mecha, nuovamente in azione per difendere l'umanità, con le stesse armi di un tempo, la stessa grinta e la stessa passione di quarantanni fa. Mazinga GO!

Mazinga Z Infinity Dopo più di quarant'anni dalla fine della serie originale, Toei Animation riporta sul grande schermo una delle icone magne dell'animazione giapponese, in grande spolvero per un film di genere dalla grandi ambizioni e magari fulcro centrale di un nuovo universo narrativo. Mazinga Z Infinity è soprattutto sorprendente sul piano tecnico, dove il mix di animazione tradizionale e CGI aggiunge valore e dinamismo all'azione, svecchiando movenze e attacchi dell'eroe robotico. Qualche stonatura nella sceneggiatura rende il film forse più adatto ai fan di vecchia data che alle nuove leve cinefile, in alcuni passaggi inoltre è molto lento e troppo improntato allo sviluppo polito-diplomatico della storia, ma intendiamoci, anche così questo Infinity dimostra di avere tanta personalità e grinta da vendere.

8

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