Maze Runner - La Rivelazione: recensione del terzo capitolo della saga

Il capitolo conclusivo della saga, Maze Runner - La Rivelazione, è pronto ad arrivare nei nostri cinema, con un film ricco di azione e colpi di scena.

recensione Maze Runner - La Rivelazione: recensione del terzo capitolo della saga
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Fino a qualche anno fa erano davvero in pochi a conoscere il significato del termine distopico, diventato oggi quasi di uso comune: merito del successo di numerosi libri young adult che, piuttosto velocemente, hanno portato alla ribalta questi futuri irreali ma non del tutto improbabili, in cui eroi ed eroine di ogni tipo, per lo più ignari di tutto e dal destino apparentemente segnato, si ritrovano a lottare per qualcosa più grande di loro. Il passo dalla carta stampata all'adattamento cinematografico è stato davvero breve e, per molti versi, anche proficuo. Ma, con tanto materiale da cui prendere spunto, era impossibile riuscire a rintracciare solo saghe di successo e così, nel corso degli anni, ci siamo ritrovati a vedere progetti non tutti proprio ben riusciti, molti dei quali abbandonati prima di arrivare al termine della storia.
Quando, durante le riprese de La Rivelazione, terzo capitolo del franchise, il protagonista Dylan O'Brien ha subito un brutto incidente, qualcuno ha avuto paura che potesse significare la fine per la vita cinematografica di Maze Runner, tratto dalla trilogia di James Dashner. E invece Wes Ball è riuscito a raccontare la storia di Thomas e dei radurai fino alla fine, con non pochi cambiamenti e colpi di scena.

Senza guardare indietro

Cosa era successo durante Maze Runner - Il Labirinto nel 2014? Dove ci eravamo lasciati alla fine di Maze Runner - La Fuga nel 2015? Domande del tutto lecite visto il tempo passato dall'ultimo film, ma sulle quali il regista ha preferito non soffermarsi per niente, aprendo La Rivelazione con una grande scena d'azione piena di adrenalina e priva di ogni tipo di preambolo. Mentre lo spettatore segue con gli occhi sbarrati il poderoso attacco che Thomas (Dylan O'Brien) e i suoi amici stanno apportando al convoglio della CATTIVO (o WCKD in originale), è chiamato anche a fare mente locale e unire da solo i pezzi di quello che potrebbe essere successo nei mesi precedenti.
Presumibilmente i protagonisti hanno utilizzato il tempo narrativo trascorso tra i due film per ideare e mettere in atto l'attacco al loro nemico, decisi a salvare il loro amico Minho (Ki Hong Lee), tenuto prigioniero in una delle carrozze del treno che trasportano gli immuni verso la base operativa della CATTIVO per poterli sottoporre a svariati esperimenti medici. Questa prima scena definisce in modo chiaro quali sono gli intenti di Wes Ball per Maze Runner - La Rivelazione: non guardarsi mai indietro e non fermarsi troppo a spiegare contesti e situazioni. Il regista si affida completamente alla potenza dell'immagine, prediligendo grandi scene d'azione in cui non mancano esplosioni, inseguimenti e colpi di scena, che tengono lo spettatore continuamente sull'attenti, catturati da un ritmo narrativo serrato e adrenalinico.
Una scelta decisamente vincente che, se all'inizio può un po' spiazzare, non sacrifica minimamente la comprensione della storia e la capacità del pubblico di seguire le evoluzioni fisiche ed emotive dei personaggi, ormai non più dei ragazzini abbandonati all'interno di un immenso labirinto, ma trasformatisi in dei veri e propri eroi in grado di sacrificare se stessi e prendere decisioni difficili, sottoponendosi a ogni genere di prova (anche quelle forse un po' esagerate e decisamente poco verosimili).

L'obiettivo da raggiungere

Dopo essere fuggito dal Labirinto e aver attraversato il deserto per allontanarsi il più possibile dal nemico, adesso Thomas deve avvicinarsi alla sede operativa della CATTIVO per mettere definitivamente fine al loro dominio e salvare i suoi amici. Ma come entrare nella città più protetta del mondo? Unendo le forze con un gruppo di resistenza chiamato il Braccio Destro, di cui fa parte una vecchia conoscenza di cui è difficile fidarsi, Thomas proverà a entrare nel complesso medico in cui lavorano la dottoressa Ava Paige (Patricia Clarkson), lo spietato Janson (Aidan Gillen) e la sua Teresa (Kaya Scodelario), causa principale della cattura di Minho. Man mano che il protagonista si avvicina alla struttura, anche lo spettatore si accosta agli intenti della stessa, entrando in possesso di informazioni necessarie alla comprensione della totalità della storia, come i motivi che spingono la CATTIVO a comportarsi in un determinato modo e lo scopo principale della loro esistenza: trovare, attraverso test ed esperimenti sul sangue degli immuni, una cura per il virus che ha decimato la razza umana, ormai ridotta a pochissimi esemplari.
Raccogliendo indizi e nozioni sul movente dei vari personaggi che animano la storia di Maze Runner - La Rivelazione, il confine tra ciò che è giusto e sbagliato diventa sempre più sottile, mantenere gli schieramenti emotivi che apparivano così semplici e lampanti nel primo film è quasi impossibile e lo spettatore, proprio come Thomas, viene chiamato più volte a interrogarsi sulla moralità degli avvenimenti, trasformando così il film in un'esperienza attiva e stimolante non solo visivamente ma anche mentalmente.

Accettare i propri limiti

Maze Runner - La Rivelazione è sicuramente un film che ha ben chiaro il suo intento di intrattenere lo spettatore mentre lo accompagna verso la conclusione della storia. Le differenze tra i capitoli precedenti sono lampanti, sia nella struttura ritmica della narrazione che nell'aspetto prettamente estetico. Come conferma il regista stesso: "Nel primo film, con il labirinto, era tutto cemento e decadenza. Nel secondo predominava la sabbia, mentre questo è un mondo di vetro e acciaio. Ognuno dei film ha il suo tono e la sua palette di colori". Una differenziazione cromatica che rispecchia perfettamente anche l'evoluzione dei personaggi che, da spaesati ragazzini abbandonati a se stessi, si trasformano in veri e propri uomini d'acciaio, in grado di fare qualsiasi cosa... anche sopravvivere a un salto dalla cima di un palazzo. Per cercare di enfatizzare al massimo l'azione all'interno di questo capitolo conclusivo, Wes Ball ha preso delle scelte mai timide, portando ogni singola scena al suo limite (spesso oltrepassandolo e portando il tutto ai confini della credibilità) e alterando anche la struttura del libro di James Dashner, per rendere ogni confronto il più spettacolare possibile.
Così alcuni dei momenti cruciali del libro vengono completamente riscritti e riposizionati all'interno della storia, per incastrarsi al meglio nella struttura ideale del regista, e ne vengono aggiunti anche altri di cui il lettore affezionato della saga è totalmente ignaro (e a tratti probabilmente infastidito), per potenziare al massimo la comunicazione emotiva del lungometraggio. "Ci sono cose nel film che non sono esattamente come nel libro, ma sono ispirate da questo. Sono stato fortunato ad avere con me James Dashner, che mi ha aiutato con tutti questi cambiamenti e decisioni da prendere. Volevamo fare il possibile per rispettare i fan e quello che volevano vedere".
E se è vero che alcuni cambiamenti possono apparire un po' una forzatura, sicuramente permettono al film di dare una buona prova di intrattenimento, riuscendo a catturare l'occhio anche dello spettatore che si è avvicinato a Maze Runner solo a livello cinematografico.

Maze Runner - La Rivelazione Maze Runner - Il Labirinto poneva le basi di una storia misteriosa e affascinante, coadiuvata da una scenografia imponente e una scelta cromatica decadente e affascinante, mentre La Fuga si presentava palesemente come un film di passaggio, disperso e un po' confuso, chiamato ad aggiungere personaggi e informazioni alla storia, necessarie per condurre lo spettatore a questo Maze Runner - La Rivelazione, il capitolo cinematograficamente più riuscito della trilogia. Molte scelte azzardate e dialoghi non troppo originali non rovinano l’esperienza complessiva della visione del film, che intrattiene il pubblico per tutta la durata e lo accompagna verso una conclusione che non lascia nulla in sospeso. Maze Runner diviene così una di quelle saghe distopiche il cui adattamento cinematografico, tutto sommato, non è stato solo una rincorsa alla moda del momento destinata al fallimento.

7

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