Recensione Matrimonio in famiglia

Fiori d’arancio e frizioni socio-culturali nell’America di oggi

Recensione Matrimonio in famiglia
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Sono passate più di quaranta primavere da quando sul grande schermo debuttava la pungente commedia Indovina chi viene a cena, che trattava con originalità e carisma un tema molto caro all'America di quegli anni (e non solo): l'integrazione culturale e razziale. E quale occasione più propizia di una coppia mista che debba presentare ai propri genitori la rispettiva dolce metà, per analizzare il complesso mondo dell'incontro, spesso scontro, tra culture? All'epoca il regista Stanley Kramer vinse la sua sfida, realizzando un film impegnato e leggero, che riusciva a combinare il brio di una commedia romantica a un tono serioso, restituendo la gravità di un tema molto scottante. Oggi, a distanza di 43 anni, sembra che l'integrazione tra culture sia ancora un argomento molto in voga, così come sembrano esserlo i matrimoni misti, con tutte le commistioni familiari che gli stessi comportano...

Le nostre nozze, il loro matrimonio

Lucia e Marcus si sono conosciuti alla Columbia University (lei studia legge, forse più per assecondare i bisogni del padre che i suoi, mentre lui si è appena laureato in medicina). A insaputa dei genitori di lei (che non approverebbero), hanno convissuto prima di prendere la decisione di convolare a giuste nozze. Ma lei è americana di origine messicana mentre lui è un afro-americano, e se nel rapporto di coppia le differenze socio-culturali sembrano inezie incapaci di scalfire il loro solido amore, la stessa placida armonia non coinvolgerà i loro padri che, messi all'improvviso di fronte alla prospettiva di un imminente matrimonio, daranno il via a una estenuante battaglia che minerà l'equilibrio emotivo dei due futuri sposini, convincendoli del fatto che si tratta di un avvenimento che riguarda l'intero nucleo familiare allargato, secondo il mantra "Le nostre nozze, il loro matrimonio". L'evento verrà dunque scomposto pezzo per pezzo, e ogni singolo dettaglio organizzativo diventerà terreno fertile per uno scontro tutto al maschile, perpetrato in nome di cultura, religione, tradizione. A fare da cornice a questo quadretto, alcune declinazioni sui variegati rapporti femminili (tra madre, figlia, sorella e anche una vispa nonnetta sciovinista, che sviene alla vista del ragazzo nero della nipote).

Una nuova rivisitazione di un vecchio e inflazionato tema


A vedere questa commedia, ne vengono subito alla mente molte altre di simile fattura, ben più recenti anche del film di Kramer di cui parlavamo sopra, che hanno costruito attorno all'evento matrimonio le tante gag comiche, tra torte che planano più spesso in faccia che nelle bocche degli astanti, soprattutto sulla scia del successo de Il mio grasso matrimonio greco del 2002. E anche in tema di produzioni nostrane, Luca Lucini è tornato proprio quest'anno sul tema sfornando una simpatica commedia, Oggi sposi, versione italianizzata di quello stesso scontro tra culture. Purtroppo in Matrimonio in famiglia, per la regia di Rick Famuyiwa, è difficile rivenire una qualsiasi originalità, vista l'angolazione ‘inflazionata' con cui il tema è affrontato, né tantomeno è possibile godere di uno stile capace di generare qualche divertente imprevisto o colpo di scena che strappi un sincero sorriso. Sin dall'inizio la storia è una sequenza di luoghi comuni, facili pregiudizi e svolte più che prevedibili che lasciano davvero poco spazio all'immaginazione e anche, va detto, alla capacità recitativa degli attori, strizzati in personaggi snaturati e privi di dinamicità (soprattutto i due padri). L'unico personaggio capace di un certo trasporto e una trasparenza emotiva è forse proprio la Lucia interpretata da America Ferrera, popolare protagonista della serie televisiva Ugly Bett, che conferma la sua bravura anche in un contesto di script piuttosto ostile. Script che ruota tutto attorno alla pruriginosa intolleranza, del tutto gratuita, da cui sono affetti i due capo famiglia (due bambinoni: uno dedito al viagra e a rincorrere ragazzine e l'altro con una infantile ossessione per le automobili restaurate). Più terribile della loro baruffa da galli nel pollaio, c'è solo la zuccherosa redenzione (con tanto di torta nuziale intonsa) alla quale tutti capitoleranno nel telefonato happy ending, tra profluvi di carinerie e attacchi di bon ton, con la terribile allusione a un altro presunto matrimonio: quello tra la sorella di Lucia e un sorridente asiatico che sbuca tra le cartoline dei titoli di coda. Giunti a quel punto starete già rimpiangendo l'irriverente grecità de Il mio grosso grasso matrimonio greco o l'intramontabile raffinatezza di Indovina chi viene a cena.

Matrimonio in famiglia Matrimonio in famiglia è una commedia perlopiù priva di utilità. Ricalcando quelle che sono state, in passato e più recentemente, commedie di successo che utilizzavano l’escamotage matrimonio per parlare degli attriti tra culture e tradizioni diverse, il film non riesce a trovare una chiave di lettura originale, scegliendo piuttosto di calcare la mano su gag sgonfie e quanto mai improbabili (come la capra che ingoia tutto il viagra e poi cerca di montare il padre dello sposo).

4.5

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