Manhattan Nocturne, la recensione del film con Adrien Brody e Yvonne Strahovski

Un reporter investigativo viene assunto da una bella vedova affinché indaghi sulla morte del marito in Manhattan Nocturne, noir di Brian DeCubellis.

recensione Manhattan Nocturne, la recensione del film con Adrien Brody e Yvonne Strahovski
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Porter Wren è un popolare giornalista investigativo di New York, famoso per alcune inchieste che hanno portato ad importanti sviluppi d'indagine in diversi casi scottanti. Felicemente sposato e con due figli ancora piccoli l'uomo una sera conosce ad un prestigioso party, organizzato dal guru dell'editoria Hobbs, la bella vedova Caroline Crowley, il cui marito è da poco scomparso in circostanze ancora da chiarire. La donna invita Porter a casa sua e gli chiede di indagare sulla morte del compagno, finendo poi per sedurlo e iniziare così una torbida relazione passionale. Il reporter però non sa in quale complicato "gioco" ha finito per immischiarsi.

C'era una volta il noir

Aggiornare il noir al nuovo millennio è l'impresa tentata dal regista, produttore e sceneggiatore Brian DeCubellis, alla sua prima prova in un lungometraggio per il grande schermo. Missione solo parzialmente riuscita anche se, al netto di qualche sbavatura, le due ore di Manhattan Nocturne riportano in qualche occasione alla memoria atmosfere del cinema nero classico, qui declinato all'era moderna con tanto di smartphone e schede di memoria a smuovere le coordinate base del racconto, tutte impostate su alcuni classici trucchi e stereotipi narrativi: dal costante voice-over del protagonista, che ci permette di comprendere meglio la psicologia del reporter, alla sexy femme fatale (una splendida Yvonne Strahovski) che nasconde più di un segreto, il riutilizzo dei topoi funziona a dovere, salvo perdersi poi in una sceneggiatura ricca di risvolti più che forzati e alquanto improbabili. I colpi di scena, che hanno luogo in serie dalla seconda metà, sono tutti filtrati attraverso i filmini registrati sulle MicroSD e l'impianto d'indagine finisce inevitabilmente per perdere quella suspense sul campo che avrebbe potuto generare un maggior impeto tensivo. Il problema principale dell'operazione è proprio quello di appoggiarsi troppo al contesto tecnologico tralasciando quella classico di sobria azione del genere dark per eccellenza, e lo stesso cineasta sembra a tratti autolimitarsi in favore di un approccio più furbo ma meno coraggioso, in un istinto citazionista che non preme mai a dovere sull'acceleratore. In ogni caso Adrien Brody ha la faccia giusta per dar vita ad un personaggio oscuro e tormentato, cedevole alle passioni ma pronto a tutto per riconquistare la vita di un tempo.

Manhattan Nocturne Un noto reporter investigativo viene assunto da una bella vedova per indagare sulla morte di suo marito, salvo scoperchiare un vaso di Pandora che sarebbe stato meglio lasciar chiuso. Manhattan Nocturne prova a modernizzare il noir classico ai tempi moderni, e in alcuni momenti trova suggestioni affascinanti nel ritorno dei classici topoi, femme fatale inclusa, ma si perde in alcuni sviluppi narrativi poco credibili che rendono la vicenda poco verosimile. Il film andrà in onda stasera, venerdì 10 novembre, alle 21.15 su CIELO.

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