Mandibules: la recensione del folle film estivo di Quentin Dupiex

Il nuovo film di Quentin Dupiex arriva in Italia con una mosca gigante e Adèle Exarchopoulos in un ruolo già cult: divertimento assicurato.

Mandibules: la recensione del folle film estivo di Quentin Dupiex
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Quentin Dupiex è di certo uno dei più folli autori francesi attualmente in circolazione. Purtroppo in Italia non ha una grande storia di distribuzioni e di pubblico: il suo ultimo film Doppia Pelle avrebbe dovuto finalmente infrangere questo tabù nel corso del 2020 ma, causa pandemia, è riuscito ad affacciarsi solo in pochissime sale e per pochissimi giorni. Il lavoro precedente, Au Poste!, uscito nel 2018, le sale italiane le aveva viste col binocolo per approdare direttamente in home-video.

Ora Mandibules, l'instant-cult di cui l'estate 2021 aveva bisogno, proverà a riscattare le lacune distributive del nostro mercato, andando a occupare uno slot "di genere" che mancava da qualche tempo nei cinema nostrani: la commedia fantastica intrisa di non-sense. E di commedia, di fantastico e di non-sense Mandibules - col sottotitolo italianizzato di "Due uomini e una mosca", appioppato sulla locandina con chiari intenti alla Aldo, Giovanni e Giacomo - ne ha più che da vendere.

Un'estate che più estate non si può

La storia verte su Jean-Gab (David Marsais) e Manu (Grégoire Ludig), due amici più che sempliciotti (e per questo dolcissimi) che, senza il becco di un quattrino in tasca, decidono di accettare lavoro per conto di un misterioso cliente: consegnare una valigia "da punto A a punto B", come dicono loro, per intascare 500 euro.
Al fine di compiere quella che considerano una missione da poco conto Jean-Gal e Manu rubano un'auto, ma mentre sono in viaggio scoprono che all'interno del portabagagli si è intrufolata una mosca gigante della stazza di un cane medio. Invece che inorridire - perché nel cinema di Dupiex una mosca gigante è strana, sì, ma non così tanto - i due perdigiorno decidono di tenerla con loro e provare ad addestrarla (giustamente!) per farci qualche soldo.
Come attrazione per il pubblico, penserete voi: no, come drone organico da spedire nelle case attraverso le finestre aperte (siamo d'estate, dopotutto) e commettere furti. Tutto si complica però quando il duo (anzi il trio) si imbatte in un gruppo di amici in vacanza che, ignari della mosca gigante, invitano Jean-Gal e Manu nella loro casa sul mare.

Il cinema bizzarro di questo strambo autore nato musicista e ormai affermato regista di culto ne ha viste di cotte e di crude in passato, tra pneumatici assassini (Rubber), feticisti degli oggetti scamosciati (Doppia pelle) e palme tramutate in pini (Wrong): Mandibules sublima quest'ode al cinema tonto ma libero, solo apparentemente weird e astratto ma dal cuore semplice semplice al punto che volergli male è impossibile.

Torna il tema portante della sua opera - l'on the road, perché in Dupiex l'eventualità di fermarsi equivale al perdersi - che qui però vira e, dopo diversi lavori dai toni vagamente plumbei, si sposta inseguendo lidi più soleggiati, atmosfere molto serene (guardate com'è pastellosa la fotografia), momenti di spassionata ingenuità pensati per scatenare risa e un po' di tenero, all'insegna di un'immediatezza che diventa non solo uno stato d'animo ma un modo di essere e di approcciarsi ai problemi della vita.

Basti pensare all'uso della figura della mosca: storicamente creatura votata all'horror, che non può non far pensare a David Cronenberg o ai film di fantascienza degli anni '50, qui la mosca non è solo un essere docile ma addirittura un animaletto servile, metafora di quella leggerezza che il film vuole catturare. Impossibile poi non menzionare la mitica Adèle Exarchopoulos, corpo e bellezza che Dupiex rilegge totalmente calandola in un ruolo più unico che raro nella sua prestigiosa carriera.
Il finale a cliffhanger, con tanto di rottura della quarta parete, promette il proseguo di un'avventura picaresca scanzonata alla quale Dupiex parrebbe in grado di aprire letteralmente qualsiasi porta. O finestra, se per questo.

Mandibules - Due uomini e una mosca Un film scanzonato votato al non-sense e alla leggerezza tipica della stagione estiva, caldo come la fotografia pastello e della stessa limpidezza dell'acqua di piscina, Mandibules è l'ennesimo cult di un regista che ragiona così totalmente fuori dagli schemi da sembrare in grado di realizzare, appunto, solo dei cult. Nell'avventura di un duo di “svalvolati on the road” con mosca gigante al seguito l'autore trova un'immediatezza e una semplicità che conferiscono all'opera quel senso di evasione e libertà che molti registi inseguono ma che in pochi riescono ad afferrare così saldamente.

7.5

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