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Mamma, ho scoperto gli gnomi!, la recensione del film originale Netflix

La giovanissima Chloe scopre nella sua nuova casa l'esistenza di un passaggio segreto e si trova coinvolta in un'incredibile avventura.

recensione Mamma, ho scoperto gli gnomi!, la recensione del film originale Netflix
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Chloe e sua madre sono costrette a trasferirsi per l'ennesima volta a causa del lavoro della donna. Per via dei continui spostamenti di città in città alla quale è sottoposta, la ragazzina non ha amici, nonostante la sua giovane età, ed è ossessionata dallo smartphone e dalla tecnologia.
In Mamma, ho scoperto gli gnomi! l'arrivo nella nuova casa, fatiscente, diroccata e (cosa ben più grave!) priva di connessione WiFi, non è dei migliori per Chloe che, in un eccesso d'ira, sferra un calcio sulla parete svelando l'esistenza di un passaggio segreto che conduce alla soffitta.
Proprio qui trova una lucente collana con una misteriosa pietra di colore verde annessa, e decide di portarla con sè a scuola per fare colpo sui compagni di classe. Ironia della sorte, il prezioso oggetto viene regalato da Chloe alla ragazza più popolare della scuola al fine di entrare nel suo ristretto gruppo, salvo ignorare come sia in realtà un monile di grande potere necessario a impedire l'invasione del nostro mondo da parte di un esercito di piccoli mostri conosciuti come Troggs, che giungono nella casa di Chloe attraverso un portale interdimensionale ora di nuovo aperto.
A dare una mano alla sfortunata protagonista vi saranno sei piccoli gnomi, uguali in tutto e per tutto a dei comuni nani da giardino e armati fino ai denti, e un timido coetaneo vicino di casa.

Il mondo in pericolo

Fin dal titolo originale, Gnome Alone, si cita un grande classico degli anni '90 come Mamma, ho perso l'aereo (1990), alias Home Alone in lingua autoctona, e così la solitudine forzata della giovanissima protagonista, lasciata spesso sola dalla madre per via di pendenze lavorative, ricorda quella del piccolo Macaulay Culkin nel film di Chris Columbus. Solo che qui la povera Chloe deve vedersela non con imbranati rapinatori ma bensì con un infinito esercito di mostriciattoli che giungono nel nostro mondo da un'altra dimensione. In Mamma, ho scoperto gli gnomi!, la ragazzina può contare sull'aiuto di un sestetto (e con il settimo, come in piena tradizione nanesca, disperso chissà dove) di agguerriti nani da giardino che, armati a puntino, le danno una fondamentale mano nella riuscita dell'impresa. In questa co-produzione tra USA, Canada e Regno Unito, giunta nel catalogo Netflix come originale, la messa in scena si rivolge fin dai primi istanti a un pubblico di bambini "moderni", con l'utilizzo dello smartphone e delle ultime tecnologie a variare un plot antico quanto il mondo stesso del cinema.
L'animazione computerizzata guarda agli omologhi titoli a tema contemporanei ma, vuoi per un character design poco ispirato, vuoi per una certa ripetitività nella gestione delle ambientazioni, il risultato non convince del tutto e si rivela incapace di emergere nel vasto panorama di pellicole a tema.

Crisi di personalità

E così tra passaggi segreti, porte tra vari mondi, creaturine rotonde e affamatissime che scorrazzano senza sosta per la casa della protagonista minacciando, almeno sulla carta, il mondo intero, i settantacinque minuti di visione effettivi (i titoli di coda ne durano infatti ben dieci) non offrono sorprese di sorta, adagiandosi in uno stanco reiterarsi di situazioni e soluzioni visive nel quale la giovane protagonista avrà modo di crescere e affrontare le proprie insicurezze. Peccato che in questo canonico percorso di formazione non si riesca mai a entrare completamente in empatia con i personaggi (tolta l'eroina Chloe, tutti scadenti nell'anonimato) e il divertimento emerga solo a tratti, con gag e battute figlie di una concezione troppo infantilistica per catturare un range di pubblico ampio.
Il regista Peter Lepeniotis, già autore del discreto Nut Job - Operazione noccioline (2014), sembra adattarsi alle ovvietà di sceneggiatura nella relativa messa in scena e, tolto un buon utilizzo dei colori e un'ispirata sequenza in assenza di gravità (con le inquadrature che roteano adattandosi agli spostamenti dei Nostri), lo spettacolo visivo si assesta su un livello di risicata sufficienza, che nulla può per risollevare le sorti di un progetto privo di reali punti di forza.

Mamma, ho scoperto gli gnomi! Un'animazione computerizzata a prova esclusivamente di piccini, dato che la narrazione si rivela troppo elementare e avulsa da sfumature per coinvolgere uno sguardo più navigato, e la relativa messa in scena, estetica e di regia, che non possiede la personalità necessaria per lasciare il segno dal punto di vista visivo. Mamma, ho scoperto gli gnomi! affoga in una banalità di intenti scoraggiante, sprecandosi tra citazioni più o meno marcate (in primis, omaggiato già nel titolo sia originale che italiano, Mamma, ho perso l'aereo del 1990) e un senso d'avventura tendente a una comicità chiaramente indirizzata a un target ancora imberbe. Gli elementi fantastici e la presenza degli agguerriti nani da giardino che aiutano la stereotipata protagonista (al centro di un prevedibile percorso di crescita) regalano un paio di risate nei settanta minuti di visione, mentre i personaggi umani non brillano per carisma e si dimenticano in un batter d'occhio al giungere dei lunghi titoli di coda.

5

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