Mamma Mia - Ci risiamo!, la recensione del sequel con Cher e Lily James

La famiglia Sheridan torna sulle note allegrissime degli ABBA, e questa volta l'operazione è decisamente più efficace.

recensione Mamma Mia - Ci risiamo!, la recensione del sequel con Cher e Lily James
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Dieci anni dopo (cinque nell'intreccio del film), eccoci di nuovo tutti insieme su un'isoletta greca, dove Sophie Sheridan (Amanda Seyfried) e il "padre" Sam (Pierce Brosnan) continuano a gestire l'albergo di famiglia dopo la morte di Donna (Meryl Streep), deceduta un anno prima dell'inizio della storia.
Una premessa non proprio allegra, eppure di allegria ce n'è a palate in Mamma Mia - Ci risiamo!, il sequel del fenomeno musicale uscito al cinema nell'estate del 2008, dopo anni di successo a teatro. Un'operazione innocua e gradevole, in cui l'energia e la simpatia del cast (oltre agli attori già citati ricordiamo Colin Firth, Stellan Skarsgard, Julie Walters e Christine Baranski) compensavano i difetti strutturali e formali di un film che era sostanzialmente una lunga serata di karaoke basata sul catalogo degli ABBA (con tanto di apparizioni dei due uomini del gruppo, Benny e Björn, per confermare la loro approvazione del progetto).
Il successo strepitoso del primo episodio ha reso quasi inevitabile l'uscita di un seguito, per quanto segnato da due potenziali difficoltà a monte: la necessità di scrivere una storia nuova di zecca, senza il materiale teatrale di base, e il fatto che, con un paio di eccezioni, le uniche canzoni ancora non utilizzate fossero quelle meno note.
Due scogli che, col senno di poi, spiegano l'esito artistico più che positivo di Mamma Mia - Ci risiamo! (il titolo, tradotto un po' maldestramente in italiano, si rifà al ritornello del brano principale).

Squadra che vince questa volta si cambia (in parte)

In cabina di regia c'è Ol Parker, che firma anche la sceneggiatura insieme a un maestro della commedia come Richard Curtis (il quale è verosimilmente l'autore delle battute più sottilmente adulte).
Dovendo partire sostanzialmente da zero, il cineasta non ha dovuto fare i conti con un testo preesistente che, per motivi di durata, andava accorciato; il nuovo intreccio, costruito ex novo, risulta pertanto più fresco, più vivace, più coerente. Lo stesso vale per le canzoni: per ovvi motivi, quasi tutti i successoni sono riciclati in un modo o nell'altro (Mamma Mia e Dancing Queen in toto, Money Money Money solo in forma strumentale), ma la stessa cura viene applicata sia per i brani ultra noti che per quelli meno conosciuti, con coreografie che evidenziano la serietà degli autori per quanto riguarda le convenzioni del musical.
Basti pensare che il numero che dà il titolo al film è molto più coinvolgente in questo secondo capitolo che nel capostipite, e la sequenza più memorabile è, a sorpresa, quella in cui Donna, neolaureata, al posto del classico discorso si mette a cantare When I Kissed the Teacher.

Passato e presente


Donna nel presente non c'è più, limitando il ruolo di Meryl Streep a sporadiche apparizioni (ma la presenza "materna" è colmata dal magnifico cameo di Cher nei panni di Ruby, la nonna di Sophie). Il personaggio ha però un ruolo importante, che ripercorre le vicende della protagonista da giovane, quando arrivò in Grecia e incontrò i tre padri di Sophie (e qui diventa ovvio quanto il regista fosse poco legato alla continuità, dato che alcuni dettagli vengono modificati - in meglio - rispetto a quanto narrato nel primo episodio).
Le presta il volto (e la voce) Lily James, con una performance mozzafiato dove gli elementi più drammatici vanno di pari passo con l'energia debordante dei momenti canori e danzanti, inaugurando un percorso di catarsi emotiva che culmina in un finale da groppo in gola, seguito ovviamente da un ultimo balletto di gruppo (e un post-credits inatteso e divertentissimo).
Così il sequel da cui ci si aspettava il minimo indispensabile si afferma invece come uno dei piaceri più puri dell'estate cinematografica.

Mamma Mia - Ci Risiamo! Dieci anni dopo si torna a cantare e ballare sulle note degli ABBA e il risultato, un po' a sorpresa, è molto valido. Il nuovo regista Ol Parker costruisce un musical dal sapore classico e dalla fattura tecnica impeccabile, raccontando due storie in parallelo dove alle nuove disavventure di Sophie si alterna il passato ribelle della madre Donna. Vitalità e allegria sono gli ingredienti principali di un sequel la cui gioia pura si fa contagiosa sin dal primo istante.

8

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