Mamma Mia!, la recensione: le canzoni degli ABBA sbarcano al cinema

Arriva la versione cinematografica dello sfavillante musical ABBA style, con un cast al-star. La nostra recensione.

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Here I go again.

Se non amate i musical, dove tutto viene raccontato cantando, le canzoni dei vecchi ABBA, le atmosfere soleggiate delle Grecia, le zeppe, i balletti... state lontani da questo film, talmente abbagliante, che potrebbe quasi farvi cambiare idea.

I have a dream.

Per Sophie (Amanda Seyfried) è arrivato il fatidico giorno del matrimonio. La cerimonia, gli abiti, tutto deve essere perfetto. Ma Sophie ha un sogno: conoscere il suo vero padre. Leggendo il diario di sua madre, rintraccia i tre uomini "sospettati", e li invita, all’insaputa di tutti, al proprio matrimonio. Quando Sam (Pierce Brosnan), Harry (Colin Firth) e Bill (Stellan Skarsgård) approderanno finalmente sulla suggestiva isoletta greca, si darà inizio alla piccola commedia dei sotterfugi, in cui tutti sanno e nessuno è al corrente della verità. E mentre la dolce Sophie cerca di conoscere gli uomini per comprendere chi di loro possa essere suo padre, Donna (Meryl Streep) cerca di allontanarli in tutti i modi da sua figlia, per non rovinare tutto con delle presenze non gradite come le loro.
Ma ad un matrimonio, si sa, serve il padre della sposa per poter arrivare dinnanzi all’altare.

The winner takes it all!

Dopo nove anni di irrefrenabile successo, Mamma Mia! lascia i fatiscenti teatri di Broadway, per trasferirsi sui grandi schermi cinematografici. Trasformare qualcosa nato per il teatro in un prodotto cinematografico, spesso presenta dei rischi: diversa impostazione scenica, tempistiche interne differenti, pubblico più eterogeneo. Non sempre i risultati sono alla stessa altezza che ci si era prefissati. Ma non in questo caso.
Mamma Mia! è frizzante, travolgente, portatore dell’antico potere del cinema di riuscire a svincolare lo spettatore dal presente della sala cinematografica, per materializzarlo in un mondo soleggiato e frenetico. L’impressione visiva che il film lascia nel pubblico, rimanda a qualcosa di accecante. Il primo particolare che colpisce non è certo la trama, o la capacità recitativa, quanto un modo di rappresentare gli eventi in maniera frivola e un po’ assurda, senza utilizzare nulla d'estraneo alla quotidianità, che teletrasporta in una realtà atemporale, in cui neanche balletti e le relative performance sembrano dissonanti e fuori luogo. Inizialmente ci si trova certamente a disagio dinanzi a persone anagraficamente mature che si comportano come adolescenti in piena crisi ormonale, a movimenti corporei che appaiono quasi innaturali, ma tale fastidio viene subito cancellato e rimpiazzato dal convulso desiderio di muovere i piedi a ritmo della narrazione.
Oltre alla fotografia di stampo estivo, fondamentale all’interno di questa produzione, è la colonna sonora che, come il titolo rimanda, è interamente affidata al repertorio degli ABBA, famoso gruppo svedese degli anni ’70. Senza di essa, il film non apparirebbe così ritmico e sfrenato. Zeppe e lustrini si nascondono dietro le pareti per apparire al minimo accenno di musica disco, opportunamente inseriti in una location che a prima vista ispira solo tranquillità e pace.
Come in ogni musical che si rispetti, il tutto procede grazie a queste canzoni, opportunamente sottotitolate, che solo raramente provocano quello spiacevole fastidio causato dall’inadeguatezza. I momenti in cui si preferirebbe che l’esposizione fosse affidata a dialoghi e azione scenica sono pochi e sistemati tutti verso l’epilogo della storia. Ma in questo caso il rapporto di mutuo soccorso tra colonna sonora e film è reciproco, perché MammaMia! avvia un processo di rivalutazione delle canzoni degli ABBA, mostrando sottigliezze umoristiche e maliziose nei testi, cui non si fa caso in un ascolto casuale (si ringraziano i sottotitoli per aver svolto questo compito rivelatore nel nostro paese).

Dancing queen!

La performance di Meryl Streep buca lo schermo. Impacciata e un po’ fuori luogo nei primi minuti di film, in cui si avvia in maniera sconclusionata a salutare le sue vecchie amiche di gioventù sul piccolo molo dell’isola, diventa man mano sempre più convincente e trasportatrice, conquistando lo spettatore con quella miscela di ansia e brio che esprime con la canzone Mamma Mia, nel momento in cui si ritrova davanti agli occhi tutti i suoi più grandi amori del passato. La grande attrice ammalia anche in questo lavoro cinematografico, in cui tutta la sua capacità recitativa viene assorbita da atteggiamenti al limite del ridicolo, maliziosi e spensierati. Gli sguardi preoccupati e gli ammiccamenti da grande diva della disco music divertono lo spettatore e rendono umano un personaggio un po’ sui generis.
Fantastiche anche le interpretazioni dei tre uomini della sua vita, tra cui spicca un impostato Brosnan, dal colletto inamidato e lo sguardo scrutatore, che mai ci saremmo aspettati in versione canterina e lieta. A volte i personaggi sembrano spingersi oltre i propri limiti, ma il tutto fa parte di un gioco in cui vince chi non si prende troppo sul serio e riesce ad affrontare anche il problema più spinoso con una canzone.

How Can I Resist You?

Phyllida Lloyd riesce a manipolare in maniera perfetta il soggetto di Catherine Johnson, rendendolo un prodotto sfavillante e ricreativo, che trasporta sullo schermo le atmosfere che avevano reso il musical un grande successo di pubblico. Non ci si annoia, non si rimane interdetti e anche i più ostici detrattori sfodereranno, con tutta probabilità, un piccolo sorriso nel buio della sala.
Degni di nota sono i titoli di coda del film, in cui gli attori principali si concedono in un concerto dance, utilizzando come audience quella in sala, concedendo gli acclamati bis tipici dei grandi spettacoli musicali. La performance si trasforma in un gioco di sorrisi e di ironia che trasfigura tutti in alieni provenienti dagli anni settanta, tutti zeppe, lustrini e movimenti lascivi, che rallegra ed incentiva l’ammirazione verso grandi attori che abbandonano l’usuale perfezione da star di Hollywood con ironia e umanità.

Mamma Mia! MammaMia! è un musical divertente e sfavillante, in cui una delicata situazione familiare si trasforma nel perfetto pretesto per far cantare e ballare un’intera isoletta greca, e perché no, anche un’intera sala cinematografica. Malizioso ed umoristico, il film ammalia con il suo impianto da commedia, in cui spesso si sorride più per le espressioni facciali degli attori, e le piccole imperfezioni quotidiane, che per eventi di stampo comico. Decisamente piacevole.

7.5

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