Recensione Machete Kills

Danny Trejo è tornato per fare tutti a fette!

recensione Machete Kills
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"Danny Trejo mi chiamava continuamente chiedendomi: ‘Quando ne facciamo un altro?'. Dovunque vada la gente lo ferma e non lo chiama più Danny, ma Machete. Persino sua madre adesso lo chiama Machete. Non avevamo alcuna intenzione di farne due, ma il primo film aveva creato un suo pubblico, creando anche l'attesa per un seguito. Abbiamo deciso allora di girare Machete kills per dare alle persone un secondo film e, contemporaneamente, un assaggio del terzo".
A parlare è il cineasta texano classe 1968 Robert Rodriguez a proposito del sequel del suo acclamatissimo Machete (2010), che elevò finalmente l'arcinoto caratterista Danny Trejo - visto, tra l'altro, in Con Air (1997) di Simon West e La casa del diavolo (2005) di Rob Zombie - a protagonista nei panni dell'agente federale del titolo, da tutti creduto morto e finito per trasformarsi nel capro espiatorio di un diabolico complotto pianificato da uno spietato uomo d'affari.
Un personaggio che apparve per la prima volta nel memorabile fake trailer posto in testa allo zombie movie Planet terror (2007), ma che il regista di Dal tramonto all'alba (1996) aveva in realtà in mente già dal 1995, in quanto ricorda: "In effetti il personaggio mi era venuto in mente durante la realizzazione di Desperado, e ne avevo parlato sul set a Danny Trejo. Ricordo di avergli detto: ‘Un giorno interpreterai Machete'. Per anni ne abbiamo discusso. In Spy kids, quando ancora pensavamo che non saremmo mai riusciti a girare davvero il film, gli abbiamo fatto un omaggio".

Mex-ploitation part 2!

Soltanto quando ha cominciato a ragionare insieme a Quentin Tarantino sui trailer fittizi da inserire nella loro operazione nostalgia Grindhouse (2007) Rodriguez decise di pensare un'intera storia per quello che sarebbe dovuto essere il primo "mex-ploitation", ovvero un film di genere nello stile di quelli realizzati negli anni Settanta e Ottanta, ma con un protagonista latino-americano.
Film del quale era nell'aria una continuazione già prima che arrivasse nelle sale, perché fu proprio mentre Rodriguez si dedicava ai suoi ultimi ritocchi che pensò di concluderlo con un elemento di grande effetto: "Machete si allontana con Jessica Alba in un finale molto carino, ma c'era bisogno di qualcos'altro. C'era bisogno di qualcosa di potente. Così, mentre ero al mix, ho deciso di inventarmi dei titoli per due falsi sequel, solo per far credere al pubblico che c'erano due seguiti in arrivo. I titoli dicevano: Machete farà ritorno in Machete kills e Machete kills again."
E, se da un lato i cartelli al termine di Machete hanno finito per mutarsi progressivamente da trovata creativa quali erano a una vera promessa, la notevole accoglienza avuta dalla pellicola ha contribuito in maniera fondamentale a far sì che i suoi fan avessero ciò che chiedevano.

Un sequel a prova di... bomba!

Quindi, con un'apertura che, immersa in immagini degne dei fanta-trash risalenti al decennio in cui venne girato Scontri stellari oltre la terza dimensione (1978) di Luigi Cozzi, annuncia già il prossimo Machete kills again... in space, ritroviamo immediatamente in scena l'ufficiale dell'immigrazione Sartana Rivera, di nuovo con le fattezze della sexy Alba, al fianco del protagonista abile nell'uso delle armi da taglio, pronto a sguazzare tra decapitazioni e corpi divisi verticalmente in due parti appena si presenta l'occasione per disseminarli.
Perché non tarda a presentarsi per lui una missione impossibile (???) che gli viene questa volta affidata dal presidente degli Stati Uniti, incarnato da un Charlie Sheen accreditato, però, con lo pseudonimo Carlos Estevez: fermare al più presto Mendez alias Demian"Le belve"Bichir, eccentrico miliardario e mercante d'armi che, pazzo rivoluzionario, non solo ha deciso di diffondere guerra e anarchia sul pianeta, ma scopriamo presto avere collegato al proprio cuore il comando del missile tramite cui intende distruggere la razza umana.

Danny tr...ash!

Chiaro, allora, che, mentre il soggetto alla base del capostipite ricordava sotto certi aspetti quello su cui venne costruito l'action-movie Shooter (2007) di Antoine Fuqua, in questo caso ci troviamo maggiormente dalle parti delle avventure dell'agente segreto James Bond, soprattutto dopo che fa la sua entrata in scena uno strepitoso Mel Gibson nel ruolo del tutt'altro che raccomandabile Voz.
Solamente una delle facce note coinvolte in questo secondo tassello che, orfano, tra l'altro, di Steven Seagal e Robert De Niro, eliminati nel film precedente, tira in ballo William"I trasgressori"Sadler nei panni dello sceriffo Doakes e la Sofia Vergara de I tre marmittoni (2012) in quelli (pochi) della pericolosa Madame Desdemona, fornita addirittura di reggiseno metallico spara-proiettili (!!!).
Del resto, man mano che fanno il loro ritorno anche Michelle"Resident evil"Rodriguez e l'effettista Tom Savini, non sono certo le assurde trovate tipiche dell'autore di Sin city (2005) a risultare assenti nel corso della quasi ora e cinquanta di visione, in mezzo a eliche usate per fagocitare cattivi e l'arrivo del killer conosciuto come El Camaleon, incredibilmente interpretato da Walt Goggins, Cuba Gooding Jr., la pop star Lady Gaga e Antonio Banderas.
Ma, tra omaggi alla saga Star wars e l'apparizione della pistola fallica vista per la prima volta nel succitato Desperado, è proprio la evidente poca utilità di questo personaggio a lasciare intuire che la smania di snocciolare in continuazione grottesche idee cattura-pubblico rischi in maniera seria di rendere eccessivamente esagerato il tutto.
Tanto che, se il primo capitolo - nonostante il ricco cast - rivelò il cuore di un b-movie coi fiocchi capace di soddisfare e accattivarsi addirittura lo spettatore ordinario, Machete kills, pur svolgendo efficacemente il suo compito di divertire senza annoiare mai, arriva a toccare in maniera evidente le corde di quel trash di genere spesso amato esclusivamente da quello che è, paradossalmente, il cinefilo tanto esigente quanto di nicchia.
Come lo stesso Rodriguez, insomma.

Machete kills Diretto nel 2010 dallo stesso Robert Rodriguez, Machete manifestò i connotati di una geniale allegoria anti-razzista nascosta dietro la maschera di un moderno western in salsa exploitation traboccante splatter e ironia e, di conseguenza, capace di catturare non solo il cuore del pubblico amante dei b-movie. Con Vanessa Hudgens e Amber Heard incluse nel ricco cast, il pur divertente sequel Machete kills tenta di osare maggiormente, spingendo ancora di più sul pedale delle assurdità e dell’ironia... rischiando, però, di conferire all’insieme il look di una parodia del capostipite e di soddisfare, di conseguenza, soltanto la fetta di spettatori abituata ai deliri trash su celluloide.

7

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