Ma, la recensione dell'horror con Octavia Spencer

L'attrice premio Oscar è la villain di un thriller dove un gruppo di ragazzi entra in confidenza con una donna di mezz'età, che nasconde oscuri segreti.

Ma, la recensione dell'horror con Octavia Spencer
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Siamo abituati a guardarla in ben altri ruoli, sia per via della sua bravura che la spinge e la indirizza a interpretazioni drammatiche, sia per un physique du rôle che difficilmente la vedrebbe a proprio agio in parti di pura azione in stile blockbuster, escludendo momentaneamente il parodistico e successivo Thunder Force (2021). Ecco perciò che Octavia Spencer, attrice premio Oscar nel 2011 per la sua magnifica interpretazione in The Help (2012), ha voluto cercare qualcosa di diverso per dare un po' di brio a una carriera già di per sé straordinaria.

E per farlo si è affidata proprio a quel Tate Taylor, regista del succitato film per il quale ha ottenuto l'ambita statuetta, con il quale di comune accordo ha progettato le basi per un thriller/horror insolito e straniante, proposto alle abilità commerciali di un certo Jason Blum, che è stato sin da subito colpito dall'abbozzo di sceneggiatura inizialmente presentatogli.
Il successo di pubblico Oltreoceano, come volevasi dimostrare sotto tali mani, è stato ottimo, con oltre sessanta milioni di dollari di incasso ai botteghini rispetto ai soltanto cinque di budget.
Un successo meritato oppure questo Ma poteva offrire qualcosa in più? Scopriamolo insieme.

Ma: nuova in città

La giovane Maggie si è appena trasferita con la madre nella cittadina dove questa è nata, e inizia il suo nuovo percorso scolastico, stringendo amicizia con un gruppo di coetanei/compagni tra i quali vi è Andy, che si sente subito attratto da lei.

Insieme i ragazzi convincono una donna afroamericana di mezz'età, l'assistente veterinaria Sue Ann Ellington, a comprare degli alcoolici per loro, dato che non potevano acquistarli in prima persona per via dell'età.

Da quel momento Sue Ann è una presenza costante nelle vite dei giovani, invitandoli in casa sua e organizzando feste dove l'alcool scorre a fiumi.
Il seminterrato della casa si trasforma in una sorta di ritrovo per gli adolescenti e tutto sembra procedere per il meglio, almeno fino a quando Sue Ann non diventa sempre più ossessiva nei confronti dei suoi "protetti".
Una presenza progressivamente più inquietante e pericolosa, tra segreti del passato e un presente che rischia di essere ancora più tragico.

In bilico

Difficile definire Ma come un vero e proprio film "di genere". Per la gran parte del minutaggio, che consiste in circa cento giri di lancette, si assiste infatti a una sorta di dramma a tinte fosche, sospeso tra turbe adolescenziali e i rimorsi di una donna che ricorda i tempi della scuola in maniera non proprio idilliaca.

E allora ecco che la visione rischia di annoiare quello spettatore che forse si aspettava ben altro, dato che anche lo stesso svelarsi del passato finisce per soffrire di una certa prevedibilità e il ripercuotersi sugli eventi odierni non fa che confermare quella sorta di ciclo destinato forse a continuare ancora una volta.

L'anima tensiva fa capolino qua e là senza mai lasciare effettivamente il segno e la "resa dei conti finale" si tinge di note più prettamente orrorifiche, anche se di sangue ne scorre davvero poco e le scene potenzialmente più cruente sono lasciate fuori campo: per chi ha atteso fino alla fine qualche soddisfazione può comunque arrivare.
A spaventare in maniera più incisiva è invece l'ottima, ancora una volta, performance di Octavia Spencer, che riesce a creare una villain credibile e verosimile pur nei suoi eccessi, vera punta di diamante in un gruppo che oltre all'anonimo cast giovanile comprende altri attori di peso come Luke Evans e Juliette Lewis. Per un film che convince solo a metà.

Ma Un'operazione come questa è interessante soprattutto per vedere un'attrice di talento, abituata solitamente a ruoli di altri tipo, come Octavia Spencer, in una parte più ambigua e per lei ancora inedita in carriera. Proprio grazie alla sua interpretazione Ma regge per l'ora e mezza di visione, altrimenti ricca di cliché e di sviluppi adolescenziali tra i personaggi più giovani del cast che rischiano di annoiare già dopo la prima mezz’ora. Ogni tanto un minimo di suspense emerge in superficie e l'animo horror spunta nel corso dell'ultima parte, anche se rischia di risultare troppo all'acqua di rose per il pubblico di appassionati: difficile dire a chi è rivolto un titolo come questo, pieno di spunti ma incerto sulla strada da seguire, ma il sequel - dato l'ottimo successo di pubblico in patria - è già in programma e speriamo di poter vedere nuove sfumature dell'interessante, quello sì, personaggio di Sue Ann. Il film andrà in onda martedì 17 agosto alle 23.20 su ITALIA1 in prima visione tv.

5.5

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