Un Lupo Mannaro Americano a Londra, in Blu-ray il cult di John Landis

Il classico comedy horror di John Landis finalmente in Blu-ray, la recensione della nuova edizione in HD.

Un Lupo Mannaro Americano a Londra, in Blu-ray il cult di John Landis
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Blue moon
You saw me standing alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own
Blue moon
You know just what I was there for
You heard me saying a prayer for
Someone I really could care for

And then there suddenly appeared before me
The only one my arms will hold
I heard somebody whisper please adore me
And when I looked to the moon it turned to gold

Blue moon
Now Im no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own

And then there suddenly appeared before me
The only one my arms will ever hold
I heard somebody whisper please adore me
And when I looked the moon had turned to gold

Blue moon
Now Im no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own

Blue moon
Now Im no longer alone
Without a dream in my heart
Without a love of my own


Una notte di luna piena.

Gli anni ottanta non ci hanno regalato solo delle improbabili cotonature, delle giacche con delle imbarazzanti spalline giganti, dei "classici della musica" come I Like Chopin dei Gazebo e le ipertofiche ghiandole mammarie di Samantha Fox o Tinì Cansino e le altre ragazze fast-food del Drive In. In mezzo a tanto trashume degno di essere nascosto in un pozzo scavato nel deserto del Nevada insieme ai Jeans e ai camperos di El Charro, gli anni in cui Milano era ancora da bere, ci hanno donato una stagione di cinema irripetibile in cui degli autori, che magari poi per un motivo o per l'altro si sono un po' persi per strada, ci hanno confezionato delle chicche entrate di diritto nei cuori degli appassionati. Film che nonostante gli innumerevoli passaggi sulle televisioni generaliste o a pagamento, le ripetute visioni in vhs, magari registrate dalla tv, possiedono quel magnetismo particolare che rende impossibile distogliere l'attenzione e si lasciano guardare sempre con piacere per la decima, o la ventiduesima volta. Fra i più noti fautori di tali magie, c'è di sicuro John Landis, filmaker che negli ultimi 20 anni non è mai riuscito a ritrovare quella perfetta alchimia d'elementi propria di alcune sue pellicole realizzate, appunto, a cavallo della decade di cui sopra.
Blues Brothers, Una Poltrona per due, Tutto in una notte, Spie come noi e il "qui presente" Un Lupo Mannaro Americano a Londra rappresentano uno sfavillante esempio di quell'estro creativo che negli anni ottanta permetteva a registi come Landis, Joe Dante, Richard Donner o il recentemente scomparso John Hughes, di trasformare in oro tutto quello che toccavano (aiutati, molto spesso, da quei geniacci della premiata ditta Lucas/Spielberg).
Un Lupo Mannaro Americano a Londra, uscito nel lontano 1981, ha attraversato la solita trafila di edizioni home video più o meno scadenti, fino all'uscita, 4 anni fa circa, di una special edition in dvd di buona fattura ad opera di Universal.
Ora che l'alta definizione si sta affermando sempre di più, la Major ha fatto cosa buona e giusta proponendo il film anche in Blu Ray.
State attenti alle notti di luna piena se vi trovate nella brughiera inglese.

Bad Moon Rising.

Prima che l'Europa diventasse il teatro delle sevizie di miliardari annoiati ai danni di malcapitati turisti americani, o lo scenario della vendetta di Jason Bourne, era semplicemente un luogo per trascorrere delle vacanze, magari lontano dai lussi dei Grand Hotel. Bastavano uno zainetto, un sacco a pelo e la voglia di farsi qualche bella camminata. Proprio come i due giovani universitari David (David Naughton) e Jack (Griffin Dunne) che decidono di trascorrere un periodo in Inghilterra. Una notte però, mentre attraversano le campagne dello Yorkshire in una notte di luna piena, vengono attaccati da una creatura. Jack, purtroppo, non sopravvive, mentre David, ferito, viene ricoverato in un ospedale londinese.
Quando si riprende, non ha memoria dell'accaduto, ma ad aiutarlo a ricordare ci penserà l'apparizione del fantasma di Jack che lo informerà del fatto che la bestia che li ha assaliti altro non era se non un lupo mannaro e che lui, essendo sopravvissuto, è destinato a diventarlo durante la notte di luna piena. Jack suggerisce a David di ammazzarsi prima che questo accada.

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Comedy Horror

La tradizione Universal in materia di horror e lupi manari è assodata. D'altronde, la major venne fondata da quattro soci, fra i quali figurava l'ebreo aschenazita Carl Laemmle, emigrato in America dalla Germania. Laemmle riusci ad infondere la sua visione ed impostazione europea nei grandi classici dell'orrore firmati Universal, quindi la filiazione di Un Lupo Mannaro Americano a Londra in seno a tale major è stata quasi scontata.
Un po' meno ovvia fu la perfetta fusione di elementi horror e di black comedy che Landis tirò fuori dal cilindro. D'altronde, quando il destino ci mette lo zampino nelle sue imprevedibili modalità, può accadere che progetti a lungo coltivati e magari nascosti nel fondo di un cassetto per un decennio si rivelino poi come degli autentici cult nel lungo periodo. Già perché il primo germe del film, risale a quando Landis si trovava in Europa, nella ex Yugoslavia, come assistente di produzione al film "Kelly's Heroes". Insieme ai membri yugoslavi della trupè s'imbattè un giorno in un gruppo di zingari che stavano seppellendo un defunto in un modo che potesse impedire a questi di "rialzarsi dalla tomba". Riflettendo sull'accaduto, Landis elaborò il primo abbozzo di sceneggiatura. Per due lustri, lo script rimase dentro un cassetto e Landis dovette attendere di diventare una garanzia di lauti incassi con Animal House e Blues Brothers prima di ottenere i 10 milioni di dollari necessari per la pellicola. I produttori temevano infatti che il film potesse essere troppo spaventoso per essere una commedia e troppo divertente per essere un horror. E difatti, Un Lupo Mannaro Americano a Londra può essere considerato il padre putativo del comedy horror che poi, nel corso degli anni, ci ha portato perle come i film di Sam Raimi degli anni ottanta, fino ad arrivare agli odierni Shaun of the Dead e Planet Terror. Perché il film di John Landis riprende tuti i classici stilemi del "werewolf movie" condendoli con una grande dose d'umorismo macabro e cinico quasi inusitata per una produzione americana. Le apparizioni delle sempre-più-decomposte-vittime del lupo mannaro David sono tanto aberranti nell'aspetto, quanto divertenti nelle tempistiche delle loro apparizioni: forse però, per l'anno in cui il film vide la luce, affidare a delle visioni di zombi in putrefazione il ruolo di elemento comico del film, era effettivamente troppo spiazzante: pur incassando una trentina di milioni di dollari negli States, si mantenne lontani dagli aurei traguardi commerciali di Blues Brothers e, soprattutto, Animal House. Ma il tempo a volte sortisce degli effetti positivi sugli accidenti di noi comuni mortali, tanto che oggi possiamo dire con tutta tranquillità che Un Lupo Mannaro Americano a Londra è divenuto un autentico cult (e perdonateci l'ennesimo utilizzo di un termine generalmente abusato, ma l'occasione è propizia).
I veri protagonisti del film, furono gli effetti di trasformazione in lupo mannaro dell'attore David Naughton e della putrefazione di Griffin Dunne. In anni in cui le magie del morphing digitale e della computer graphic erano ancora molto lontani, i mirabolanti risultati raggiunti da Rick Baker con le sue protesi in lattice e robotiche, impressionarono la giuria dell'Academy al punto che questa si vide costretta, nel 1981, a creare una categoria specifica per premiare Rick Baker con quella che sarebbe divenuta la prima di sei dorate statuette. Da quell'edizione in poi, l'Oscar per i migliori effetti di make up diventò un appuntamento fisso della notte degli Oscar.
Le fortune di Landis e Baker non finirono qui: dopo aver visto Un Lupo mannaro, Michael Jackson volle lavorare proprio con loro per dare vita a quello che è divenuto il video musicale più celebre della storia: stiamo parlando ovviamente di Thriller per il quale Landis curò la regia e Baker gli effetti.

Il Blu Ray.

La versione presentata da Universal in semi-contemporanea mondiale è conosciuta negli Stati Uniti col nome di Full Moon Edition, mentre nei nostri lidi si sono limitati al solo titolo del film.
Il case è quello standard dei blu ray.
Il livello della qualità video è buono, nonostante si noti la persistenza di una certa granulosità dovuta, inevitabilmente, all'età della pellicola e ai toni molto scuri che la caratterizzano in certi passaggi. Se già la special edition in dvd uscita qualche anno fa si lasciava apprezzare, qua abbiamo un ulteriore passo in avanti, con colori ancora più corposi.
L'audio in dolby digital è presente solo in lingua originale e anche su questo versante gli anni che il film si ritrova sul groppone si fanno sentire.
Il punto forte di questo Blu ray, oltre al bellissimo film che ospita, è il comparto extra che presenta una mole di contenuti corposa e degna di una pellicola di questo peso. Eccovi quanto proposto da Universal:

- Attenzione alla Luna
- Ho passeggiato con un lupo mannaro
- La realizzazione di Un Lupo Mannaro Americano a Londra
- Intervista al regista John Landis e al truccatore Rick Baker
- Il Calco della mano
- Storyboard
- Montaggio Fotografico
- Commento al film degli attori David Naughton e Griffin Dunne


Fra tutti questi materiali, quello più degno di nota è il documentario Attenzione alla Luna. Un viaggio di un'ora e mezzo scritto e presentato da Paul Davis che costruisce una panoramica omnicomprensiva sulla pellicola di John Landis. Qualora non vi andasse di spararvelo tutto di seguito non temete: l'agile suddivisione in 13 capitoli renderà tutto estremamente agevole.
Meritevole di segnalazione anche "Ho passeggiato con un lupo mannaro", i cui sette minuti di durata sono tutti dedicati al maestro Rick Baker e all'influenza che hanno avuto su di lui i classici monster movies universal.

Un Lupo Mannaro Americano a Londra Una gemma per appassionati dell'orrore e della cinematografia anni ottanta. Non c'è davvero un altro modo per definire questo blu ray edito da Universal. Ovviamente, paragonare la qualità tecnica di questo disco con quella di altri pubblicati in seno alla major del globo terrestre sarebbe scorretto: il film ha quasi 30 anni e aspettarci un livello audio/video come quello di Hellboy II The Golden Army sarebbe imossibile. Ma la pulizia video è comunque apprezzabilissima e sul fronte contenutistico questo blu ray, chiaramente indirizzato ad un target ben specifico, ha davvero tanto da offrire.

8.5

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