Luis e gli alieni, la recensione: un padre e un figlio oltre le apparenze

Tre colorati e divertenti alieni venuti dallo spazio contribuiscono a riavvicinare, involontariamente, un padre e un figlio in crisi.

recensione Luis e gli alieni, la recensione: un padre e un figlio oltre le apparenze
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Solitamente quando si avvicinano le parole "alieni" e "cinema", si pensa immediatamente a qualcosa di catastrofico: invasioni plateali, battaglie infinite fra cielo e terra, creature deformi e violente. A sovvertire le regole classiche ci pensa un piccolo film d'animazione prodotto fra Germania, Lussemburgo e Danimarca, Luis e gli Alieni, che sfrutta l'idea dei visitatori venuti dallo spazio per riunire un padre e un figlio.
Luis ha 12 anni, anche se in termini di maturità dimostra un'età maggiore: la difficile situazione familiare lo ha fatto crescere in fretta, una brutta malattia gli ha strappato via la madre quando lui aveva pochi anni, mentre il Padre Armin Sonntag lavora di notte per dormire di giorno, dimenticandosi sovente di lui.
Certo la parola "lavorare" per il signor Sonntag ha un'accezione alquanto stramba: il suo unico talento è scrutare il cielo con un grande telescopio, al fine di ricercare forme di vita extraterrestri. L'uomo è convinto di aver avuto in passato un incontro ravvicinato proprio con gli alieni, evento traumatico che lo ha cambiato radicalmente.

C'è vita nel cosmo

Da quell'ipotetico incontro è nato un libro, stampato in migliaia di copie rimaste purtroppo tutte invendute. I libri, accatastati, occupano gran parte del trasandato salotto di casa, anch'essa trascurata e in stato di totale abbandono. Luis si prepara la colazione da solo, va a scuola da solo, torna a casa da solo e studia da solo, facendo slalom fra il disordine senza far rumore - e svegliare così un assonnato padre che ronfa sul divano.
Il degrado di Casa Sonntag viene inoltre evidenziato dallo splendore del vicinato, con abitazioni lussuose e pulite, giardini curati e brillanti. Una situazione che ben presto arriva alle orecchie del preside della scuola di Luis e degli assistenti sociali, che bramano di portar via il ragazzo da casa poiché completamente abbandonato dal padre. A confondere ulteriormente le carte in tavola ci pensano tre piccoli e divertenti alieni muta-forma, arrivati sulla Terra attratti da una irresistibile televendita captata nello spazio.
Omg, Nag e Wabo cambiano radicalmente la vita di Luis, il solo che scopre il loro arrivo: il ragazzo, da sempre scettico rispetto all'esistenza degli alieni, è totalmente sconvolto, questo però - come si potrebbe pensare - non lo riavvicina al genitore, al contrario gli fa balenare in testa l'idea di andar via dal pianeta, poiché dimenticato da tutto e tutti e inseguito dagli assistenti sociali.
Wolfgang Lauenstein e Christoph Lauenstein, sceneggiatori e registi del film, confezionano un prodotto animato colorato e divertente, colmo di battute e situazioni esilaranti, sfociando solo in rare occasioni nel banale (con qualche "puzzetta" di troppo che sa di già visto).

Nubbi Dubbi

85 minuti pensati e diretti con estrema sensibilità, che parlano un linguaggio adatto soprattutto ai più piccoli (dai 12 anni in giù). A vincere è sicuramente il ritmo, che lascia pochi angoli morti alla narrazione, ma soprattutto personaggi dinamici che cambiano di continuo - gli umani provano stati d'animo sempre differenti, gli alieni mutano letteralmente forma.
I tre extraterrestri malati di shopping compulsivo, arrivati sulla Terra per accaparrarsi uno strambo massaggiatore elettrico, possono prendere le sembianze di chiunque divorando anche soltanto un capello altrui. Questa possibilità dà vita a diverse situazioni assurde e divertenti, che certamente son destinate a far breccia negli spettatori più piccini. A suon di equivoci e trasformazioni, si arriva poi al movimentato e sorprendente finale, in grado di emozionare anche il pubblico più adulto. Il colorato racconto lascia infatti spazio a una parentesi più oscura e spaventosa, con nuove creature che entrano in scena e mettono in serio pericolo Luis e gli altri personaggi umani.
Il tranquillo contesto urbano cede il posto a un'ambientazione più spoglia e isolata, un picco sconosciuto pieno di insidie che richiede attenzione a ogni passo. Qui umani ed extraterrestri lavorano in simbiosi per ottenere una vittoria comune, con Luis e il padre mai così vicini. Uno scontro finale che gioca un ruolo fondamentale nel riavvicinamento fra padre e figlio ma non solo: cambia radicalmente anche la vita del trasandato Armin, regalandogli la prova che ha cercato per tutta la vita, quella relativa all'esistenza degli alieni.

Sempre a proposito dell'epilogo, bisogna menzionare il personaggio della Signorina Sadiker, direttrice dell'Istituto per bambini trascurati che - nonostante qualche cliché di scrittura - riesce a regalare emozioni inaspettate. Da pedina secondaria, balza in primo piano cambiando i toni del racconto, dopo aver analizzato con soddisfazione per tutto il film le lacrime dei poveri infanti - un nome, un destino insomma. Lei, insieme al folto vicinato della famiglia Sonntag e al gelataio del quartiere, dimostra come spesso le apparenze ingannino, come dietro le patine brillanti si nascondano spesso il marcio e viceversa.
Marlon ad esempio, dirimpettaio e coetaneo di Luis, è un ragazzino viziato all'estremo, arido di sentimenti, nonostante una famiglia perfetta in ogni dettaglio. Luis e suo padre Armin sono invece persone piene d'amore, al netto di una casa trasandata e di un lutto non ancora elaborato a pieno.

Luis e gli alieni Si dice spesso che le apparenze ingannino: Luis e gli alieni è un piccolo film d'animazione che porta questo proverbio all'estremo, arrivando a confondere carte e situazioni senza freni. Questo è possibile grazie a tre colorati alieni capaci di mutare forma e di riavvicinare un padre e un figlio. Luis e Armin Sonntag sono lontani anni luce, poiché il lutto relativo alla morte della madre/moglie non è stato ancora elaborato al 100%. Dietro il marcio però si nascondono, talvolta, i sentimenti più puri e viceversa, dietro la patina di facciata possono celarsi l'orrido e l'arido. Il tutto in un film d'animazione che diverte i più piccoli facendoli riflettere, al netto di qualche rara caduta di stile.

6

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