Looking Glass - Oltre lo specchio, la recensione del film con Nicolas Cage

Nel mystery-thriller diretto da Tim Hunter, Nicolas Cage prende in gestione un motel nel quale si nascondono inquietanti segreti.

recensione Looking Glass - Oltre lo specchio, la recensione del film con Nicolas Cage
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I motel sono da sempre un luogo simbolo della cultura americana, e il cinema ne ha sempre catturato il torbido fascino in produzioni dei più svariati generi. D'altronde un'ambientazione così di passaggio, solitamente diffusa in luoghi periferici o di collegamento tra le grandi città, si apre con naturalezza a efficaci sfumature narrative. Le stanze di questi alberghi a basso costo possono infatti nascondere inquietanti segreti o essere luogo di ritrovi amorosi per amanti o coniugi fedifraghi, palcoscenico ideale soprattutto per le produzioni di genere che spesso necessitano di un tragico evento scatenante ai fini del racconto. Negli ultimi anni viene in mente un titolo come The Bag Man (2014), conosciuto anche come Motel, e alla lunga lista di pellicole in cui tale scenario funge da fondamentale elemento scenografico si è aggiunto la scorsa stagione anche Looking Glass - Oltre lo specchio, secondo molti critici d'Oltreoceano ispirato a un caso di cronaca che ha visto coinvolto un gestore di tali strutture che spiava i propri clienti attraverso uno specchio unidirezionale.

Ricominciare

La trama ha inizio con l'arrivo della coppia di protagonisti, Ray e Maggie, nel motel da poco preso in gestione in una cittadina tra il deserto californiano e Las Vegas. I due coniugi, reduci dalla drammatica perdita della loro bambina, sperano di trovare nuovi slanci per dimenticare quanto accaduto e rinsaldare conseguentemente il loro rapporto, in crisi dopo la tragedia che li ha colpiti. Tra i clienti abituali vi sono un camionista dipendente dal sesso e una misteriosa e sexy bionda che attrae da subito le attenzioni di Ray. Il quale scopre per caso una porta conducente nei sotterranei che collega a una sorta di stanza attraverso cui è possibile osservare, senza essere visti, quanto accade nella camera numero 10. L'uomo rimane morbosamente attratto da questa scoperta e spia in più occasioni i clienti, imbattendosi anche in pratiche bondage che coinvolgono proprio la bella affittuaria. Quando questa viene ritrovata uccisa, le cose si complicano per Ray e un inquietante segreto emerge dal passato...

Motel selvaggio

Il regista Tim Hunter, prevalentemente attivo sul piccolo schermo ma con diverse incursioni anche sul grande, sembra strizzare l'occhio a certi lavori di David Lynch per la gestione delle sordide atmosfere e le onnipresenti luci al neon che caratterizzano, una notte dopo l'altra, la routine lavorativa del protagonista interpretato da Nicolas Cage, pronto pure a scatenarsi in un disco-pub in una versione assai più scialba e breve della scatenata danza di Cuore selvaggio (1990), non a caso cult del succitato maestro. Ovviamente la messa in scena e relativa sceneggiatura non possono competere con così alti prototipi e Looking Glass - Oltre lo specchio perde lentamente i pezzi narrativi nello scorrere dei cento minuti di visione, fino a un epilogo semi-aperto e poco logico almeno per ciò che concerne il futuro dei Nostri.

Strade perdute

L'alone mystery che permea gran parte della vicenda non possiede infatti un'idonea base narrativa sulla quale appoggiarsi, e la presenza di sporadiche figure secondarie lascia ben pochi dubbi sull'identità del reale villain: il dialogo nel quale una comparsa risponde a Ray con un "qui tutti conoscono tutto, tranne te" sembra paradossalmente inglobare anche il pubblico, che molto probabilmente avrà già individuato i potenziali moventi e assassini prima degli stessi personaggi principali.

Dopo un inizio ricco di potenzialità, poi prontamente inespresse, la pellicola scade in una sfiancante monotonia e un paio di sussulti tensivi non bastano a risollevare la monocorde messa in scena. L'inserimento gratuito di un paio di sequenze sadomaso e la scarsa introspezione psicologica, pur forzatamente accentuata, nel rapporto tra la coppia, confermano l'approssimazione di partenza e impediscono di appassionarsi a quanto sta avvenendo.
Looking Glass - Oltre lo specchio rovina nelle sue stesse ambizioni e il cast non fa molto per migliorare la situazione: Cage in primis, sempre pronto a regalare un minimo di follia anche nei ruoli più sfortunati della sua carriera, qui è col freno tirato e ligio osservatore degli eventi, in uno slancio voyeuristico che non gli compete, mentre Robin Tunney è anonima e incolore nei panni della moglie afflitta.

Looking Glass - Oltre lo specchio Un motel di provincia, una coppia reduce da una recente tragedia e un mistero che viene a galla da un vicino passato: sulla carta Looking Glass - Oltre lo specchio aveva tutte le carte in regola per rivelarsi una godibile produzione di genere, con tanto di sussulti voyeuristici, ma alla resa dei conti si rivela un titolo mediocre, che guarda ad alti modelli senza prendere una propria strada. Tra rimandi al cinema lynchiano, una risoluzione dell'enigma che si rivela più scontata del previsto e un epilogo non del tutto verosimile, il film di Tim Hunter è troppo debole e sfilacciato per lasciare il segno, nonostante un paio di spunti che sembravano indirizzare la narrazione su sentieri più avvincenti. Un Nicolas Cage più trattenuto del solito e un cast di figure secondarie dal taglio involontariamente caricaturale impediscono di appassionarsi alla storia e ai personaggi coinvolti, e la sordida atmosfera che ogni tanto fa capolino finisce ingabbiata dal vuoto che la circonda. Il film andrà in onda domenica 24 novembre alle 23.25 su RAI4.

5

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