Lilli e il Vagabondo: la recensione del remake live-action per Disney+

Il film, diretto da Charlie Bean su sceneggiatura di Andrew Bujalski, vede nel suo ampio cast vocale le star Justin Theroux e Tessa Thompson.

recensione Lilli e il Vagabondo: la recensione del remake live-action per Disney+
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Se amate i film della domenica pomeriggio post-pranzo, quelli per un pubblico d'età molto bassa e con un animale da compagnia come protagonista, allora grazie a Disney+ sappiate che c'è un nuovo standard: è il remake live-action di Lilli e il Vagabondo. Ennesimo titolo di questa collana interna all'etichetta dei lungometraggi Disney, ma primo esempio di contenuto originale per il servizio streaming. Raramente l'audiovisivo moderno ha sperimentato una precisione così sistematica di equilibrio fra contenuto e sistema di distribuzione. Fosse stato portato al cinema, il nuovo film di Charlie Bean avrebbe rappresentato molto probabilmente un fracasso totale per il progetto Disney, che ha sì sempre arricchito il botteghino, ma che da un punto di vista qualitativo è andato avanti negli anni ad alterne fortune.
Messo al servizio del pubblico domestico di Disney+, invece, il prodotto ne giova a dismisura. Non ha praticamente eguali o rivali nel genere, né a livello di budget né a livello di effettiva riuscita, e soprattutto non può rappresentare una perdita per l'azienda.

A differenza di tutti gli altri remake live-action, e in attesa del rinviato Mulan, Lilli e il Vagabondo non è un film che è stato rifatto per stupire il grande pubblico con uno spettacolo fantasy ad ampio budget. È solo la storia di due cani che si incontrano in una sorta di New Orleans di fine secolo scorso, si conoscono, mettono in discussione i loro mondi differenti e si innamorano tra vicoli, accalappiacani e piatti di spaghetti. Eppure, nel produrlo, Disney ha alzato l'asticella per il film senza pretese della domenica.

Dolce sognar

Dal 1955 per la regia di Wilfred Jackson, Hamilton Luske e Clyde Geronimi, il reboot riporta una delle coppie più iconiche della storia del cinema animato e non. Quella composta da Lilli, la tenera, elegante e ben educata spaniel americana, sempre profumata e perfettamente inserita nella quotidianità borghese della coppia composta da Jim e Darling, e il meticcio Biagio, soprannominato il Vagabondo, scaltro cane randagio che ha un pessimo rapporto con la vita domestica, alla quale preferisce senza mezzi termini la libertà offerta della strada. La vita di lei (doppiata da Tessa Thompson nella versione originale) viene completamente stravolta quando in casa arriva il primo figlio dei suoi padroni, e quando sconsolata deciderà di allontanarsi dall'elegante villetta in cui ha sempre vissuto. Siccome questo non è il mondo spietato di Jack London visto ne Il Richiamo della Foresta, ma quello magico e incantato dal lieto fine di Walt Disney, finirà per incrociare la sua strada con Biagio (con la voce di Justin Theroux), braccato da uno spietato e favolisticamente onnipresente accalappiacani (interpretato dal sempre divertente Adrian Martinez).
Il Vagabondo scappa nel quartiere di Lilli, si nasconde nel suo cortile, e durante la frizzante conversazione che ne consegue le rivela una sconvolgente verità: ora che i suoi padroni hanno un bebè da accudire, lei sarà dimenticata.

Metabolizzata questa nuova condizione, Lilli si lascerà trasportare dallo stile di vita di Biagio. A quel punto, nonostante abitino su due differenti livelli della scala sociale i due impareranno a conoscersi, vivranno insieme avventure imprevedibili (sempre con Martinez a proiettare la sua ombra gigantesca dietro di loro) e finiranno per innamorarsi.

Fra spaghetti e polpette

La storia del film di Bean (cineasta con tantissima esperienza nel mondo dell'animazione), scritta dal mumblecore Andrew Bujalski, rimane estremamente fedele a quella dell'opera originale. Apporta alcune modifiche degne di nota solo nel roster di personaggi (e nella controversa "Siamese Cat Song"), con la trama che però esce inerme dai lievi aggiustamenti che al suo incedere contribuiscono poco o nulla. Sul lato tecnico il lavoro svolto è ottimo, con i 60 milioni di budget (che non sono tanti, ma neanche pochi) spremuti fino all'ultima goccia per conferire ai veri cani-attori delle espressioni in CGI più antropomorfe. Il risultato non fa gridare al miracolo ma non stona mai col contenuto proposto, e il cast vocale contribuisce a rendere credibili movenze e tic dei personaggi con una prestazione solida (oltre alla Thompson e Theroux, in ruoli secondari troviamo Sam Elliott, Janelle Monáe e Benedict Wong). Le divisioni di classe sono diluite dagli atteggiamenti cartooneschi del contesto, ma la storia d'amore "difficoltosa" è sempre chiara ed espressa con dolcezza, come del resto si confà alle favole. C'è anche un leggero e apprezzabile sforzo di farsi ritratto idealizzato della tolleranza razziale.

Anche se non brilla mai di luce propria il film è sempre godibile e potrebbe farvi compagnia per parecchio tempo anche dopo i titoli di coda. Se non altro, con l'originale a pochi colpi di click del telecomando all'interno della piattaforma Disney, potrebbe spingere i più giovani a riscoprirlo a partire dal 24 marzo prossimo.
Quel che è certo è che non sarebbe potuto esistere al di fuori del nuovo servizio di streaming, e la cuccia offertagli da Disney+ è una dimora perfetta.

Lilli e il vagabondo Dal contenuto perfetto per il formato per il quale è stato concepito, Lilli e il Vagabondo spende in maniera ottimale le cartucce di CGI messe a disposizione dal budget, per restituirci un fantastico ibrido di live-action e tecnologia, con due cani-attori che ancora una volta faranno innamorare i fan della Disney vecchi e nuovi. Un buonissimo esordio dal vero per il regista Charles Bean, dopo quello nell'animazione con The Lego Ninjago Movie, nonché il giusto biglietto da visita per gli originali Disney+.

6.5

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