Licantropus Recensione: il lupo mannaro Marvel si scatena su Disney+

Licantropus è un'ode ai classici monster movie della Universal, che apre le porte all'ennesima parte nascosta del Marvel Cinematic Universe.

Licantropus Recensione: il lupo mannaro Marvel si scatena su Disney+
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Partiamo da un presupposto: chi da Licantropus si aspettava una radicale reinterpretazione dell'ormai risaputa e discussa formula Marvel resterà un po' deluso. La cosiddetta presentazione speciale dedicata alla testata di Werewolf by Night che debutterà su Disney+ il 7 ottobre, infatti, non intende certamente inventare la ruota da zero o segnare un nuovo corso all'interno del MCU, bensì aprirne un piccolo angolo più tenebroso con ottime potenzialità. Si, ottime perché, per quanto il mediometraggio diretto da Michael Giacchino non sia esattamente una rivoluzione, riesce comunque a fare un lavoro affascinante e virtuoso per introdurre i mostri e i relativi cacciatori in un universo in continua espansione - e che forse con questa Fase 4 sta un attimo perdendo una precisa direzione (non perdetevi la nostra intervista a Michael Giacchino).

E, inoltre, spinge quanto più possibile un tasso di violenza, aiutato dal bianco e nero, e di horror con qualche timido jumpscare la già menzionata formula. Noi speriamo sia una base solida su cui costruire, magari anche solo in altre presentazioni, in quanto siamo usciti soddisfatti dalla visione in anteprima di Licantropus, ma vogliosi per qualcosa di più, per un tocco di gore in più, per un pizzico di spavento in più. Sono questi i limiti dello speciale, che d'altro canto si conferma indubbiamente come uno dei prodotti Marvel più interessanti e riusciti del 2022.

Un'isolata caccia notturna

Vogliamo iniziare con un piccolo mea culpa: nella nostra analisi del trailer di Werewolf by Night, infatti, avevamo fatto alcune previsioni che si sono rivelate alquanto errate, anche a causa di un montaggio volutamente fuorviante del filmato; strategia classica dei Marvel Studios, che hanno mescolato molto le carte in tavola.

Le vicende si basano sull'eredità di Ulysses Bloodstone, celebre cacciatore di mostri defunto di recente ed in particolar modo su un gioiello di famiglia dalle proprietà piuttosto interessanti. Sorge il dilemma su chi dovrebbe riceverlo, poiché la figlia Elsa (Laura Donnelly) si è allontanata da tempo dalle tradizioni mostruose tipiche dei Bloodstone e viene dunque organizzata una battuta di caccia tra i più valorosi cacciatori in circolazione. In sostanza, un mostro verrà liberato nell'enorme e labirintico giardino del castello e chi riuscirà a stanarlo per primo otterrà il premio, ma uno dei partecipanti (Gael Garcia Bernal) ha in mente ben altri piani. Chiaramente il primo dettaglio che si nota è lo stile in bianco e nero ed in generale i conseguenti richiami agli intramontabili monster movie della Universal, tra cui spicca per ovvi motivi Wolf-Man nonostante non sia difficile trovare ispirazioni da un Dracula o La Mummia. È tutto presentato e svolto con quei continui stacchi e impennate musicali, con quella spigliatezza e celerità che funzionano egregiamente con premesse del genere, lontane da un'eccessiva verbosità e complessità il cui unico risultato sarebbe allungare inutilmente il brodo; in poche parole, sappiamo cosa sta per succedere e Licantropus lo fa capire apertamente con pochissime scene per poi lanciarsi nel cuore del prodotto.

Un continuo climax

Giacchino ce lo aveva promesso anche nella nostra intervista, il suo interesse derivava molto dal lato umano di questi mostri, che dovevano lottare e vivere quotidianamente con qualcosa impossibile da controllare o risolvere. Ed in effetti Licantropus si concentra quasi interamente su questo tema: il suo Jack Russell è una persona tormentata e schiva che però non ha intenzione di perdere la sua umanità, una dose di buon umore ed anche una certa solidarietà con chi è nella sua stessa condizione.

Sembra un pesce fuor d'acqua messo a paragone con gli altri cacciatori, stranamente disinteressato a vantarsi del suo incredibile record di cacce riuscite e disincantato da un mondo di crudeltà e abitudini oltremodo sanguinarie, un novello Kimmy Schmidt in un universo dove è capitato per caso o poco più.

Lo speciale Marvel allora costruisce da questo punto di partenza, rivela in fretta le sue vere intenzioni e le mette in azione nell'arcinoto meccanismo semplice e un po' scanzonato - ma siamo molto lontani da un Thor: Love and Thunder, per intenderci - che conosciamo da un decennio e poi semplicemente esplode. Gli ultimi 10 minuti di Licantropus sono un'ode ai monster movie e alla tradizione americana dei film di serie b ad ogni singola inquadratura, ad ogni singola nota della colonna sonora, ad ogni singola uccisione e goccia di sangue versata dal nostro mostro.

E sono superbi, una goduria realizzata sapientemente con quanti più effetti pratici possibile e guidata dalle mani e dalla visione di una persona che ama la materia - e culminanti in una sequenza secondo noi clamorosa. Il punto di forza di Licantropus diventa, tuttavia, la sua debolezza: avremmo voluto ancora di più da questi 10 minuti conclusivi. La sensazione è che l'asticella sarebbe potuta essere anche posta più in alto, sia sul versante action che soprattutto dal punto di vista orrorifico (un po' troppo carente), ed è quello che vogliamo da un ipotetico seguito o futuro del personaggio. Noi ci speriamo vivamente e ciò vuol dire che lo speciale è più che riuscito.

Licantropus Licantropus è indubbiamente uno dei prodotti Marvel più intriganti e riusciti di questo 2022 per il resto alquanto altalenante, aspettando Black Panther: Wakanda Forever. Non è altro che una sontuosa ode ai classici monster movie della Universal e alla tradizione americana dei film di serie b, su cui viene innestata in parte la formula Marvel, quindi un tono sì scanzonato ma mai troppo fuori luogo o sopra le righe. Dopo una celere introduzione Licantropus inizia allora subito e la prima parte è dominata da un tema molto caro al regista Michael Giacchino, ovvero l'umanità di questi mostri. È il tema portante su cui lo speciale Marvel costruisce un climax che poi esplode in 10 minuti conclusivi semplicemente straordinari per citazioni, colonna sonora, violenza e tinte horror, culminanti in una sequenza in particolare meravigliosa. Ma dopo aver ammirato questa conclusione, Licantropus ci ha soddisfatti ampiamente, eppure avremmo voluto ancora di più, avremmo voluto un'asticella posta ancora più in alto. Se la base è questa, meglio tenere d'occhio questo Jack Russell, darà ancora molte soddisfazioni.

7.5

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