Far East 15

Recensione Lethal Hostage

Al Far East Film Festival un gangster movie epico e solenne made in Cina

recensione Lethal Hostage
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In seguito a uno scambio andato a male, il trafficante di droga Hong prende in ostaggio la piccola Annie, figlia di un dentista. Il criminale fugge con la bambina in Birmania, dove si ribella al suo boss, che vorrebbe uccidere Annie, e diviene il nuovo capo della gang. Durante gli anni il rapporto tra rapitore e rapita si fa sempre più stretto, complicandosi ancora di più quando il vero padre di Annie tornerà in contatto con lei...Un poliziotto che sta conducendo indagini sul traffico di droga deve prendersi cura di sua sorella, sempre pronta a creare scompiglio. Quando però la ragazza viene presa in ostaggio da uno spacciatore, l'uomo dovrà intervenire, finendo in un vortice di violenza e intrighi che si ricollega proprio a Hong...Dopo un esordio sorprendente come Unfinished Girl, il regista cinese Cheng Er era atteso al varco dell'opera seconda. L'occasione di poter assistere alla conferma di un nuovo, interessante, autore del panorama asiatico ci viene data dal Far East Film Festival di Udine, dove è stato presentato Lethal Hostage, sua nuova fatica dietro la macchina da presa. Un film che già dagli sforzi produttivi punta in alto, e lo fa anche grazie ad un cast di volti noti al pubblico asianofilo affiancati da interessanti promesse.

La legge dell'onore

E Lethal Hostage rispetta le alte aspettative, rivelandosi un gangster movie dal respiro epico capace di dipanarsi con un'incredibile naturalezza tra diversi archi temporali, senza mai perdere di vista il complesso, ma reso senza confusione alcuna, intreccio che unisce i destini di diversi personaggi, tutti infine presenti alla resa dei conti finale. Alternandosi tra passato e presente, questa storia di rimorsi e redenzione è tratteggiata con uno stile solenne e placido, che rende le immagini (splendida la fotografia nei campi larghi) vere e proprie poesie in movimento, un teatro di morte e dolore nel quale si trovano imprigionati i protagonisti. La contrapposizione tra la legge, incarnata dall'integerrimo e coraggioso poliziotto, e il crimine, che ha nella figura di Hong un "uomo d'onore", incapace di uccidere i bambini e pronto a pagare per i suoi peccati, è narrata magnificamente, con una carica introspettiva che emerge sontuosa dalla perfetta caratterizzazione dei personaggi e dall'altrettanto millimetrica collimazione degli eventi. Un sapore lirico, che Cheng Er dimostra di saper giostrare con una sicurezza encomiabile e un'ispirazione espressionista che lascia incantati in più di un'occasione. Completano un'operazione pressoché perfetta l'evocativa colonna sonora, magnifica nel sottolineare i vari stati d'animo dei contendenti, e una superba prova generale da parte di tutti gli interpreti, per un cast davvero in stato di grazia.

Lethal Hostage Lirico, epico, solenne. Un gangster movie ispirato, ricco di sequenze visivamente affascinanti e diretto magnificamente da Chang Er, che alla sua seconda prova dietro la macchina da presa si dimostra già regista di razza. Un'opera perfetta in ogni sua componente, dal cast alla colonna sonora e alla fotografia, che nulla ha da invidiare ai classici del genere.

8.5

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