Le ultime 24 ore, la recensione dell'action/thriller con Ethan Hawke

Un agente della CIA viene riportato in vita per 24 ore e il suo unico obiettivo è ottenere vendetta nei confronti di chi ha ucciso la sua famiglia.

recensione Le ultime 24 ore, la recensione dell'action/thriller con Ethan Hawke
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Travis Conrad è un agente della CIA che ha dato tutto per il suo lavoro e la sua stessa famiglia, moglie e figlio, innocenti che finiscono per pagare un prezzo altissimo: la loro vita. In Le ultime 24 ore, a un anno esatto dalla morte dei suoi cari, il Nostro viene contattato da un ex collega che gli propone un'offerta difficile da rifiutare: 2 milioni di dollari per uccidere un ex militare, ora pronto a fare la spia su segretissimi esperimenti compiuti dal governo.
L'obiettivo è pronto a testimoniare ed è sotto la stretta protezione della bella agente dell'Interpol Lin, che Travis si rifiuta di uccidere salvo essere egli stesso eliminato dalla donna.
La sua scomparsa però è solo temporanea e l'uomo è riportato in vita proprio grazie alla chirurgia sperimentale sopra citata, ma solo al fine di estorcergli una preziosa informazione e poi essere definitivamente soppresso; riuscito a fuggire al nuovo decesso, Travis si trova ora con sole ventiquattr'ore di tempo prima che la "resurrezione" finisca il suo effetto, nel tentativo di vendicarsi dei propri superiori e proteggere Lin e il testimone.

Il giorno della vendetta

Un infallibile assassino tornato, seppur temporaneamente, dalla morte, ordini governativi corrotti e un'implacabile vendetta in divenire sono al centro di questo adrenalinico action/thriller che, sfruttando elementi cari al cinema fantastico, regala novanta minuti di sano divertimento a tema. Le ultime 24 ore è un'esaltante scorribanda di coreografie, sia per ciò che concerne le numerose sparatorie che per le esaltanti sequenze su quattro ruote, e le assurdità dello script - nonché le notevoli e relative forzature - passano in secondo piano dinanzi alla stilosa messa in scena operata dal regista Brian Smrz, la cui passata carriera da stuntman si vede eccome nelle suddette sequenze.
Un film che, trasportandoci dagli States al Sud Africa, con una breve tappa a Hong Kong, garantisce anche una discreta varietà di ambientazioni, inclusa la resa dei conti finale nell'edificio governativo in cui operano decine e decine di agenti, pronti a tutto pur di fermare la disperata corsa contro il tempo del protagonista.
Protagonista che si trova spesso a osservare il timer innestatogli nel braccio, elemento questo poco realistico ma assai utile nel creare una sincera (e facile) suspense a tema, ulteriormente sfumata dalle allucinazioni di cui questi è vittima, mentre si trova nella condizione sospesa tra il mondo dei vivi e quello dei morti - con flashback sparsi sulla tragica sorte toccata ai suoi familiari.
Il tutto avviene a un ritmo scatenato che lascia poco tempo per gli spunti di riflessione, e pone l'intera operazione quale ideale prototipo di fruizione usa e getta in cui a contare è solo l'avvincente escalation d'azione che, dopo il breve prologo, lascia letteralmente senza fiato.
Merito anche di un Ethan Hawke che, tra sguardi sciupati e sofferti, infonde comunque un'amara ed enfatica umanità a un personaggio che, interpretato da altri, sarebbe sicuramente risultato meno appassionante.

Le ultime 24 ore Come già sottinteso dal titolo italiano, Le ultime 24 ore è un film che viaggia veloce sui binari del più intransigente cinema action moderno, trovando adeguato spettacolo ludico nell'avvincente corsa contro il tempo del protagonista, killer della CIA resuscitato temporaneamente dalla morte e pronto a reclamare vendetta prima che la sua vita termini definitivamente. Ethan Hawke è un protagonista umano e dolente, nonché magistrale interprete di sequenze d'azione al fulmicotone in un cast eterogeneo che, a dispetto di un ritmo esasperato e di una sceneggiatura ricca di cliché e forzature, riesce a creare un discreto legame empatico con lo spettatore.

7

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