Recensione Last Vegas

Poker d'assi per Turteltaub a Las Vegas

recensione Last Vegas
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What happens in Vegas stays in Vegas”: se ci si diverte, tutto è lecito nella bizzarra città del Nevada, anche se resta un segreto a conoscenza dei soli presenti al 'fattaccio'. O almeno, questa è l'idea: ma su questo famoso motto si sono inscenati numerosi film densi di pazze avventure ai tavoli da gioco o nei locali “sbarazzini” della Sin City e, dunque, vicende note a milioni di spettatori, per quanto inventate o romanzate. In una città in cui si chiude un occhio sul vizio, sui comportamenti libertini e sull'attitudine allo 'sballo' più totale è facile ambientare drammi e commedie, del resto, più o meno riuscite. Da Paura e delirio a Las Vegas a Notte brava a Las Vegas, passando per il grandissimo successo della saga Una notte da leoni, il bisogno catartico di irresponsabili guai su celluloide ha colpito molte volte gli spettatori, soprattutto se si parliamo di addii al celibato cinematografici.
Qui entra in gioco anche Jon Turteltaub, regista attivo da più di vent'anni con, nel curriculum, tre noti film d'avventura con protagonista Nicolas Cage: i due film della divertente saga National Treasure (Il mistero dei Templari e Il mistero delle pagine perdute) e il meno riuscito L'apprendista stregone, tutte pellicole di produzione Disney/Bruckheimer. Messo da parte l'urban fantasy, Turteltaub si cimenta ora nella commedia con Last Vegas, raggiungendo risultati decisamente apprezzabili.

Quattro vecchi leoni e un addio al celibato

Sam (Kevin Kline), Archie (Morgan Freeman), Paddy (Robert De Niro) e Billy (Michael Douglas) sono amici, letteralmente, da una vita. Si conoscono da ben più di mezzo secolo e, insieme, ne hanno viste di tutti i colori. Anche se il lavoro, le rispettive famiglie e i diversi percorsi esistenziali li hanno portati a vivere distanti, basta una telefonata e sono di nuovo quelli di una volta. A parte, forse, Paddy, ingrigitosi dopo la morte della moglie e offeso nei confronti di Billy, reo di non aver presenziato al funerale della donna per colpa di non ben specificati “altri impegni”. E proprio Billy, nonostante vada ormai per la settantina, decide di cambiare stile di vita, rivoluzionandola con un matrimonio: sposerà a Las Vegas la sua bella fidanzata trentenne, e vuole i suoi amici di sempre insieme a lui in questo storico giorno. Inutile dire che sarà solamente l'inizio di una serie di disastri e rocambolesche avventure che metteranno a dura prova l'indole e gli ideali dei quattro arzilli vecchietti...

Equilibrio

Ed ecco che, aiutato da un poker d'assi, Turteltaub sbanca Las Vegas. Effettivamente, ad avere a disposizione quattro grandi come De Niro, Freeman, Kline e Douglas come protagonisti, bisogna impegnarsi per non tirar fuori nulla di buono. E infatti, i quattro premi Oscar danno vita ad altrettanti personaggi non originalissimi, forse, ma accattivanti e, al contempo, umani e perciò densi di luci, ombre, sbruffonerie e incertezze. In tutto ciò si inserisce una storia rodata e che viaggia su binari spesso prevedibili, ma molto ben scritta e che permette di dare il giusto peso ad ogni personaggio e ogni punto di vista. La regia si diverte a mostrare le irrefrenabili pazzie di Las Vegas, salvo rallentare quando è il caso per approfondire i rapporti tra i personaggi. E in questo equilibrio Last Vegas trova la chiave di volta per essere un film divertente ma al contempo non stupido e fine a se stesso, nonostante l'opportuna naïveté di diversi passaggi da commedia spicciola e l'apparizione di guest star come Curtis50 CentJackson.

Last Vegas Divertente ma con un cuore: la nuova commedia di Jon Turteltaub sbanca Las Vegas grazie a un poker d'assi attoriale non comune e a un grande equilibrio tra i momenti di brio e quelli dedicati all'approfondimento e alla crescita dei personaggi. Non originalissimo in alcuni momenti e sicuramente debitore del filone 'vegasiano', ma indubbiamente ben scritto, diretto e interpretato.

7

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