ROMAFF12

Last Flag Flying: la recensione del nuovo film di Richard Linklater

Richard Linklater torna al cinema portando sullo schermo il romanzo di Darryl Ponicsan, dolce e malinconico road movie dal valore inestimabile.

recensione Last Flag Flying: la recensione del nuovo film di Richard Linklater
Articolo a cura di

Quante volte abbiamo visto sventolare la bandiera americana nel cinema di Richard Linklater, quante volte il tessuto a stelle e strisce non è stato soltanto oggetto scenografico ma metafora di un pensiero più nascosto; come quando in Dazed and Confused o Everybody Wants Some accoglieva e lasciava partire i giovani studenti, oppure quando in Boyhood il piccolo Mason faceva propaganda porta a porta insieme al papà per le elezioni politiche; i colori americani ritornano puntualmente in segno di fede ad una nazione che dà tanto e toglie troppo ai suoi figli. Linklater ne sembra ossessionato, ma è un tormento che spesso sfocia nell'ironia, nel trattamento sensibile delle tematiche umane e anche Last Flag Flying (titolo che racchiude un'infinità di significati), ultimo lavoro tratto dal romanzo di Darryl Ponicsan, spinge infatti sulla stessa riflessione: la doppia faccia dell'America nella declinazione più politica possibile, di quella potenza mondiale che dichiara guerre all'oriente per esportare l'imperialismo dei falsi eroi. Gli eroi, nella storia raccontata da Linklater e Ponicsan, sono tre rappresentanti del passato (i soldati del Vietnam), cioè Larry detto Doc, Sal e Mueller, e del presente (i marines spediti a morire in Iraq).

La lunga accettazione della perdita

Doc (Steve Carell) il tranquillo, Sal (Bryan Cranston) l'esuberante e Mueller (Laurence Fishburne) il riflessivo hanno combattuto fianco a fianco nel Vietnam, tre ragazzi incoscienti partiti senza ideali che volevano solo divertirsi. A rimetterli insieme, trent'anni dopo, è ancora la guerra: per riportare a casa la salma del figlio di Doc, morto con la divisa a Baghdad, i due amici raccolgono una richiesta di aiuto e ricordano l'esperienza vissuta in terra straniera, i rimpianti, i cambiamenti nelle loro vite, la malinconia che le trapassa come piccoli aghi. E in questi spazi di vita americana c'è tutta la poetica di Richard Linklater applicata ad un film che oggi rivela una maggiore consapevolezza, magari dettata dall'età, proprio nel modo in cui accompagna la lunga accettazione della perdita, del tempo che passa inesorabile e delle bugie che raccontiamo a noi stessi per non soffocare o che ci raccontano (la nazione sopra le nostre teste, il Dio pregato nelle chiese) per farci stare al mondo con dignità.


Un commovente viaggio on the road

Inestimabile testamento di un'illusione americana, Last Flag Flying viaggia su binari cari al regista texano a ritmo di commedia seria, sostenuto dalle prove di tre formidabili attori. Cranston, ultimo degli slackers, si impegna a mantenere alto l'umore, Carell è dolcissimo e profondamente toccante, Fishburne si pone nel mezzo, personaggio meno linklateriano del gruppo ma comunque irresistibile. Perché la filmografia di Linklater, si sa, si fonda sull'idea del collettivo maschile come forza motrice del racconto, e quei ragazzi che abbiamo visto crescere negli anni sono diventati uomini vecchi e malandati, con i baffi lunghi e lo sguardo triste, mentre scoprono le meraviglie della tecnologia e la gioia dello stare assieme. Un dolore profondo, ma anche consapevolmente assorbito grazie alla maturità, pervade ogni scena della pellicola, eppure basta la compagnia di buoni amici e l'euforia di un viaggio on the road ad alleviarne i segni. Poco a poco, quel tormento (che è la vera guerra del film, interiore e non fuori in terra straniera) scompare e lascia spazio ad un confortante silenzio. Come riesce a fare l'inquadratura finale di Last Flag Flying.

Last Flag Flying Fedele al suo cinema e alle tematiche dei precedenti film, Last Flag Flying è un testamento di inestimabile umanità che si concede anche riflessioni di natura politica sulle bugie di un paese (l'America amata e criticata dal regista) che manda a morire i suoi figli in nome di un'illusione. Preziose ed emozionanti le prove dei tre attori protagonisti, da Bryan Cranston assoluto mattatore ad un dolcissimo Steve Carell, l'anima sensibile della pellicola.

7.5

Che voto dai a: Last Flag Flying

Media Voto Utenti
Voti: 1
3
nd