Lasciami per Sempre, la recensione del film di Simona Izzo

Simona Izzo torna dietro la macchina da presa con Lasciami per sempre, tragicomica resa dei conti tra i componenti di una famiglia... molto allargata!

recensione Lasciami per Sempre, la recensione del film di Simona Izzo
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Era dai tempi di Tutte le donne della mia vita, del 2007, che la cineasta romana Simona Izzo non si dedicava ad una regia cinematografica. A dieci anni di distanza, il suo inaspettato ritorno dietro la macchina da presa è rappresentato da Lasciami per sempre, atto a sfruttare come quasi unica location la villa in cui la creatrice di profumi Viola alias Barbora Bobulova, decide di riunire la variegata "fauna parentale" costituita da mariti ed ex mariti, figli e figliastri, sorelle, cugini acquisiti e quant'altro, in modo da lasciarsi il passato alle spalle. Perché, divorziata dallo skipper di professione Davide, interpretato da Vanni Bramati, la donna non solo è madre del Lorenzo dalle fattezze di Andrea Bellisario e che festeggia i suoi vent'anni proprio durante la reunion, ma sembra aver ritrovato la fiducia nell'amore grazie al nuovo compagno Nikos, musicista in crisi cui concede anima e corpo il cantautore Max Gazzé, anche collaboratore alla colonna sonora del film. Il Nikos che, oltretutto, si ritrova nella casa anche un ormai cresciuto figlio Sean, ovvero Sean Cubito, nato da un rapporto occasionale con una canadese; mentre Marco Cocci è il brillante il fisico teorico Yuri, in passato sentimentalmente legato alla Aida incarnata da Valentina Cervi, in seguito rivelatasi omosessuale.

Tesoro, mi si è allargata la famiglia!

La Aida che altro non è sorella di Viola, come pure la Carmen di Veruska Rossi, madre della Giulia di Camilla Calderoni e separata dal ginecologo e traditore seriale Pietro, il quale convive da poco con una donna di colore e manifesta i connotati di Maurizio Casagrande. Tutti al servizio di un'operazione che sguazza tra corna e "legami pazzi" per raccontare come la famiglia moderna e, di conseguenza, la società, stiano attraversando non solo una crisi economica, ma anche identitaria e sentimentale. Del resto, non manca di essere affermato proprio che l'Italia campa sulla crisi nel corso della circa ora e mezza di visione che, con la tematica del matrimonio gay inclusa nei dialoghi, sembra individuare tra i suoi punti di riferimento un certo cinema dello spagnolo Pedro Almodóvar nell'inscenare quella che, da festa iniziale, non tarda a trasformarsi in una tragicomica resa dei conti. Ma, oltre al fatto che risulta tutt'altro che impossibile avvertire una eccessiva ed inutile presenza di personaggi già alla sola lettura della trama, l'evoluzione della storia si sviluppa in maniera piuttosto fiacca e priva di capacità di coinvolgimento. Aspetti riconducibili, senza alcun dubbio, alla pochezza di idee su cui si costruisce la sceneggiatura, dispensatrice, tra l'altro, di autentiche "perle" quali "Qualsiasi altra cosa è più semplice di una donna al quadrato, non esiste una formula". E l'abbondanza di piuttosto gratuite nudità femminili e maschili tirate in ballo non migliorano certo il tenore generale di Lasciami per sempre.

Lasciami per Sempre Quando c’è, la famiglia ti pesa e, quando non c’è, ti manca. Sostanzialmente, intende ribadire questo Lasciami per sempre, commedia corale scritta dalla regista Simona Izzo insieme a Matteo Bondioli. Commedia a base di coppie scoppiate, che scoppiano o in procinto di nascere e i cui intenti sono divertire lo spettatore, ma anche spingerlo alla commozione. Peccato che fallisca in entrambi i casi, rivelandosi tanto caotica quanto noiosa e lasciando apprezzare esclusivamente le buone prove sfoderate dal ricco cast e il brano inedito di Max Gazzé incluso nella colonna sonora.

4.5

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