La verità non può aspettare, la recensione del thriller con Natasha Henstridge

Una bella professoressa di criminologia tenta di scagionare una sua studentessa dall'accusa di aver assassinato una compagna di corso.

recensione La verità non può aspettare, la recensione del thriller con Natasha Henstridge
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La giovane Laura, studentessa di criminologia, viene ritrovata misteriosamente assassinata nei pressi del suo campus, dopo aver trascorso la notte con un ragazzo conosciuto in un bar. Ciò nonostante le attenzioni della polizia locale si concentrano sulla sua compagna di stanza, Jordan, considerata la mente più brillante del corso dalla professoressa Nicole Johnson.
Quest'ultima, assolutamente convinta dell'innocenza della ragazza, dà il via a un'indagine privata che possa scagionare del tutto la sua allieva, nel frattempo detenuta quale unica indagata per l'omicidio.
In La verità non può aspettare, l'insegnante rischia di spingersi oltre le sue possibilità, tanto che ben presto sarà la sua stessa vita a essere minacciata dal presunto killer.

Nella rete dell'assassino

Thriller per il piccolo schermo di produzione Lifetime con al centro degli eventi una tenace insegnante di criminologia, che ignara del pericolo si sostituisce alle forze dell'ordine locali nella risoluzione di uno spinoso caso di omicidio che ha coinvolto due delle sue studentesse, una assassinata e l'altra sospettata del delitto.
La sceneggiatura tenta di sviare le carte fino al colpo scena finale, anche se tutto è guidato da una prevedibile narrazione: fin dai primi secondi il pubblico conosce l'identità del presunto assassino, fattore che allenta la tensione fino alla conclusiva rivelazione, trucchetto non certo nuovo alle produzioni di genere.
La verità non può aspettare dissemina così false piste in serie e mette la bella protagonista, interpretata dalla bionda e sempre affascinante Natasha Henstridge, alla prese con un pericoloso gioco mortale tra furiosi inseguimenti in auto, un crescente senso di paranoia e invasioni casalinghe che ripercorrono senza troppa inventiva tutti i topoi del filone.
La regia di Michael Feifer, anche produttore, è di certo volenterosa e offre le tipiche soluzioni di macchina, con tanto di soggettive che osservano a distanza le personali indagini dell'insegnante e musiche canoniche e inquiete sullo sfondo. E così tra lettere minatorie, allarmi notturni e aggressioni fisiche, i novanta minuti di visione procedono per inerzia fino alla definitiva resa dei conti, restituendo l'operazione al suo reale ruolo di passatempo pomeridiano per un pubblico televisivo non troppo esoso in termini di aspettative.

La verità non può aspettare La bella Natasha Henstridge è al centro di questo thriller di destinazione televisiva in cui interpreta una professoressa di criminologia, spinta dagli eventi a scagionare in solitaria una sua studentessa accusata di omicidio. La verità non può aspettare è un tipico e innocuo compitino a tema in cui lo stesso colpo di scena finale risulta più prevedibile del previsto, vista anche la narrazione troppo marcata su una palese falsa pista che, come ovvio, si rivela poi infondata. Il film andrà in onda oggi, venerdì 29 giugno, alle 14 su CINESONY.

5

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