Recensione La storia fantastica

Cary Elwes e Robin Wright sono due innamorati legati per sempre ne La storia fantastica, cult fantasy diretto nel 1987 da Rob Reiner e tratto dal romanzo La principessa sposa di William Goldman.

recensione La storia fantastica
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Ci sono racconti che rimangono impressi a lungo nel cuore del lettore e/o dello spettatore. Uno di questi rari casi, che ha trovato corretto adempimento sia in forma cartacea che su celluloide, riguarda sicuramente La storia fantastica, cult fantasy firmato nel 1987 da Rob Reiner e tratto dall'omonimo romanzo di successo dello scrittore William Goldman, anche autore della sceneggiatura. Un progetto partorito dopo oltre un decennio di contrattazioni e dispute contrattuali/finanziare e che ha trovato nell'attesissima ed effettiva realizzazione la magia delle migliori fiabe, rivelandosi opera adatta ad un pubblico di grandi e bambini ed in grado di diventare una vera e propria pietra miliare per chiunque sia cresciuto negli anni '80 e non solo.

Il piacere della lettura

Il piccolo Jimmy è costretto a letto a causa di un'influenza e riceve la visita del nonno che, non sopportando che il nipote trascorra tutto il tempo a giocare coi videogiochi, decide di leggergli il romanzo La principessa sposa. Il libro inizia con la nascita della storia d'amore tra la bella Bottondoro e il garzone Westley, sentimento che si interrompe bruscamente quando la giovane riceva la notizia che l'amato, partito per cercare fortuna e per garantire loro un futuro migliore, è stato ucciso dal feroce pirata Roberts. Dopo anni di sofferenza Bottondoro accetta di sposarsi, pur non amandolo, col il crudele principe Humperdinck. Ma poco prima delle nozze la donna viene rapita da tre lestofanti: l'astuto Vizzini, il gigantesco Fezzik e lo spadaccino spagnolo Iñigo Montoya. Sulle tracce dei sequestratori, che intendono chiedere un riscatto al nobile, si mette il pirata Roberts che, con l'abilità, l'astuzia e l'inganno riesce a "eliminarli" uno dopo l'altro. Bottondoro nonostante il salvataggio è furiosa con Roberts, che ritiene responsabile dell'uccisione di Westley, ignorandone però la reale identità...

L'amore che non muore

Favola romantica di matrice fantasy nel quale l'eroe, come compete al suo ruolo, si trova davanti a delle vere e proprie quest da superare per proseguire nel suo obiettivo: la prima mezzora sembra seguire regole abbastanza classiche del genere, virando poi verso una piacevole e fresca originalità. Originalità che si rispecchia già dal prologo narrativo, ambientato nella realtà, che si offre anche come un invito alla lettura per i più giovani, giacché i personaggi del nonno (un ottimo Peter Falk che funge da voce narrante) e del nipote compaiono più volte nell'alternanza degli eventi fondamentali del romanzo. Dopo il primo salvataggio della principessa La storia fantastica si trasforma definitivamente in una trascinante avventura che fa dell'avvincente leggerezza di fondo il suo punto di forza; la love-story che permea ogni singola gesta della coppia protagonista ha un sapore magico che rimanda, in maniera simile ma diversa, ad un altro cult di poco precedente quale Ladyhawke (1985), ed evitando qualsiasi stucchevolezza di sorta sprona lo spettatore a tifare per l'agognato ricongiungimento dei due amati, uniti e separati in più occasioni da un destino crudele. Rob Reiner è abilissimo nel conciliare il puro intrattenimento per grandi e bambini (anche se la scena della tortura potrebbe in parte turbare i più piccoli) con la forza del sentimento chiamato amore, trovando nei toni da ispirata commedia e in un'epica sottotraccia (incarnata dal memorabile personaggio di Inigo Montoya) ennesimi elementi atti a sfumare il contesto nel migliore dei modi. Il pizzico di fantastico suggerito dal titolo italiano è ben presente nei rudimentali ma efficaci effetti speciali, con ratti giganti e sabbie mobili di sorta, ma ad essere speciale sopra ogni altra cosa è la perfetta alchimia del cast. Se Cary Elwes e un'esordiente e bellissima Robin Wright incarnano magistralmente la forza di un amore puro e incondizionato, i comprimari hanno tutti le facce giuste: dal wrestler André the Giant a Mandy Patinkin (interprete del già citato spadaccino spagnolo) sino ad un irriconoscibile Billy Crystal nei panni del saggio Max dei Miracoli, il film è popolato di personaggi indimenticabili quanto la storia raccontata.

La storia fantastica "Ridateci gli anni '80" è una frase che si sente spesso, non solo per l'ambito cinematografico. Senza scadere nel luogo comune è innegabile che ad oggi sia molto arduo poter rivivere su grande schermo la magia di favole di celluloide del calibro di Ladyhawke, La storia infinita o La storia fantastica. Il film di Rob Reiner mantiene ad oggi tutto il fascino magnetico di una fiaba per tutte le età, nel quale divertimento ed emozione camminano di pari passo, in un viaggio sospeso tra un'epica leggera di ispirazione fantasy e una delle più belle love-story che il cinema, di genere e non, ci abbia mai raccontato. E con personaggi rimasti saldamente impressi nella memoria cinefila di chi in quegli anni era un bambino o poco più.

8

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