La Stanza, la recensione del thriller horror su Prime Video

Stefano Lodovichi inscena una storia rarefatta, con un'unica ambientazione e un terzetto di personaggi al centro di uno snodo mystery ricco di sorprese.

La Stanza, la recensione del thriller horror su Prime Video
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Il film si apre con la protagonista Stella che, in una giornata di pioggia, decide di togliersi la vita. Mentre si trova in bilico sul balcone della sua finestra, il suono continuo del campanello la fa desistere dal suo intento suicida. Ma chi è alla porta?
Con grande sorpresa la donna scopre che si tratta di un cliente, che sostiene di aver affittato una stanza per la notte. Tempo addietro infatti la vasta dimora era predisposta a bed & breakfast, ma ormai da diversi mesi l'attività è stata sospesa. Stella, spiazzata da quell'arrivo improvviso, è costretta a cedere alle pressanti insistenze dell'uomo, che riesce così a farsi ospitare nell'agognata camera.
Il misterioso individuo sembra conoscere molte cose legate al suo passato e quello della famiglia e l'arrivo di Sandro, il marito di Stella, porta gli eventi sotto un'altra luce.

Voglio credere

Vi è un grosso ma per fruire appieno di un'esperienza altrimenti tensiva e appagante quale quella proposta dall'ora e mezza dell'ultimo film di Stefano Lodovichi, e cioè l'obbligo di venire a patti con l'inspiegabile, accettare la sospensione dell'incredulità e non porsi troppe domande o teorie sui reali motivi di quanto stia avvenendo su schermo.
Perché La Stanza è un film abile nel nascondere le carte, nel suo porsi a essere metafisico e metaforico senza concedere troppe spiegazioni, lasciando alla forza intrinseca dei personaggi coinvolti il compito di reggere le fila narrative, innestando all'interno di quello slancio mystery della prima metà inserti che guardano non solo al filone fantascientifico ma anche alle ghost story più cupe e tormentate.

Lodovichi, anche autore della sceneggiatura, riutilizza quell'insabbiamento delle verità già espletato con successo nel sottovalutato In fondo al bosco (2015) e riesce a mantenere sempre alta la curiosità fino al giungere dei titoli di coda.
Un'impresa non certo semplice dato il ridotto numero di figure in scena e l'unica ambientazione che fa da sfondo alla vicenda.

Il disgregarsi dell'Io

Distribuito in esclusiva nel catalogo di Amazon Prime Video, La Stanza è un film di tempi e modi che guarda a certo cinema di Alejandro Amenábar, abile nel mischiare le carte per preparare alla definitiva resa dei conti finale, memore delle dinamiche home invasion e di quella sana follia à la Shining (1980), che lascia lo spettatore con il fiato sospeso fino all'ultimo istante.
La concisa durata si rivela efficace ed evita tempi morti di sorta, dando modo al racconto di progredire senza inutili pedanterie ed eccessi di retorica, ma anzi catturando bene il crescente terrore che aleggerà tra quelle quattro mura.
Le marcate scelte fotografiche nell'accentuazione di colori cupi e spenti, una colonna sonora di facile presa nei passaggi clou e le solide interpretazioni del cast, con un mefistofelico Guido Caprino sugli allori, garantiscono un accattivante e primigenio intrattenimento di genere, godibile completamente solo se venuti a patti con quanto scritto in precedenza.

La Stanza Un numero di personaggi ridotto all'osso, una tetra magione e un mistero che si svela lentamente attraverso dinamiche sempre più inquietanti, nelle quali una forzata terapia di coppia apre un vaso di Pandora che nasconde tutti i mali del microcosmo narrato. La Stanza gioca furbescamente con lo spettatore e lo costringe ad accettare una rivelazione poco plausibile e difficilmente razionalizzabile, ma ciò nonostante è in grado di catturarne l'interesse e regalare un'ora e mezza ad altissimi livelli di tensione psicologica, che sfrutta l'ambiguo limbo per creare un'entità astratta e affascinante, un teatro degli orrori dagli slanci metaforici che giostra al meglio le scavate personalità dei protagonisti.

7

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