Recensione La sposa cadavere

Primo film in stop-motion diretto da Tim Burton, con le voci di Johnny Depp ed Helena Bonham Carter, La sposa cadavere è una favola dark visivamente spettacolare capace di divertire e commuovere al contempo.

Recensione La sposa cadavere
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Terzo film in stop-motion di Tim Burton, e primo da lui diretto (di Nightmare Before Christmas e James e la pesca gigante è stato solo ideatore e/o produttore), La sposa cadavere era stato pensato inizialmente come un titolo in carne e ossa. All'ultimo minuto si pensò però di sperimentare una nuova tecnologia, rendendolo la prima produzione d'animazione ad essere girata tramite ripresa con camere fisse e in digitale. Innovazione che ben si adatta al malinconico e macabro contesto narrativo, ispirato ad un'antica storia folkloristica ebrea del XVI secolo, aggiornata per l'occasione all'epoca vittoriana. Voci protagoniste di questa favola dark e romantica, almeno nella versione originale, non potevano che essere i due feticci per eccellenza del cineasta statunitense e cioè la ex-compagna Helena Bonham Carter e Johnny Depp, coadiuvati nella fase di doppiaggio da altri grandi nomi quali Emily Watson, Albert Finney, Richard E. Grant e Christopher Lee.

La morte ti fa bella

In un piccolo villaggio europeo del XIX secolo, il giovane ed insicuro Victor è prossimo alle nozze con la coetanea Victoria, figlia di una nobile famiglia decaduta. I due, che non si erano mai conosciuti, si innamorano perdutamente al loro primo incontro ma durante le prove per il matrimonio il ragazzo è colto dal nervosismo e combina un sacco di guai, tanto da doverle rinviare. Costernato per l'accaduto Victor si reca da solo nella vicina foresta e decide di provare nuovamente il giuramento infilando l'anello in un ramo che in realtà si rivela lo scheletro di una mano. Da sottoterra emerge così il cadavere di Emily, una giovane sposa morta proprio la sera del suo matrimonio e che ora chiede proprio a Victor di rispettare la sua involontaria promessa. Giunto nel mondo dei morti però il desiderio del giovane è quello di far ritorno nell'aldiquà affinché possa infine sposarsi con la sua futura e viva amata.

Dancer in the dark

Uno spettacolo per gli occhi ricolmo di omaggi cinefili e destinato ad un pubblico di tutte le età: se il suo taglio spiccatamente dark, capace di giocare intelligentemente con il macabro, è una vera e propria gioia per gli adulti, anche il pubblico dei più piccoli (ben più smaliziato rispetto a quello di un tempo) è ormai in grado di apprezzare personaggi simpatici e inquietanti al contempo. La sposa cadavere è un vero e proprio crogiolo di inventiva che, sfruttando la perenne ambientazione notturna, catapulta in una favola oscura ricolma di malinconia e divertimento, raramente ibridati con così tanta armonia. Si ride e ci si emoziona in egual misura in un susseguirsi di soluzioni originali e citazioniste (situazioni e battute omaggiano grandi classici, dell'animazione e non, come Cenerentola e Via col vento) delle quali sono protagonisti i buffi partecipanti a queste potenziali nozze tra i due mondi. Tim Burton qui eleva il suo tipico stile a visionaria poetica, ritagliando nella narrazione un importante spazio all'indole musical, che emerge scoppiettante in una manciata di canzoni dalle liriche e dalle musiche (curate dal fido Danny Elfman) che oscillano tra ironia e malinconia. E non poteva essere altri che un romanticismo ombroso a dominare gli ottanta minuti di visione, sublime incarnazione di un doppio amore possibile e impossibile che trova la sua giusta conclusione nel toccante epilogo.

La sposa cadavere Romanticismo dark al massimo del suo splendore nel cult in stop-motion di Tim Burton, il primo da lui diretto. La sposa cadavere è una favola nera che diverte e strugge al contempo, per via di una storia e di personaggi indimenticabili e dotati di prorompente umanità, vivi o morti che siano. Con una colonna sonora che aumenta non poco la carica emozionale e un cast di voci, almeno nella versione originale, di primissimo ordine, il film sublima l'animazione verso nuovi lidi, con tecniche innovative che portano la visione a nuovi livelli d'eccellenza visiva e visionaria.

8

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