La regina del peccato, la recensione del thriller erotico

In questo thriller per il mercato televisivo, la bella protagonista è in cerca di un'avventura ma rimane coinvolta in un gioco pericoloso.

La regina del peccato, la recensione del thriller erotico
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La bella Posy è prossima al matrimonio con il fidanzato, un affermato dottore, seguendo in pieno le sue regole di vita che l'hanno sempre portata verso strade sicure. Proprio per questo la cugina Laura la spinge, prima di diventare una moglie devota, ad avere un po' di "divertimento", così Posy inizia a flirtare con un affascinante uomo d'affari, Jack, conosciuto di recente. Nel frattempo la protagonista aiuta anche la polizia nelle indagini sull'omicidio di una giovane donna, il cui corpo è stato ritrovato nel parco cittadino: Posy è stata l'ultima persona ad averla vista.
La ragazza è ignara che proprio Jack sia coinvolto direttamente in un losco traffico, alle dipendenze di un misterioso e crudele individuo che sevizia e uccide chiunque finisca nel suo mirino.

Le relazioni pericolose

Il pubblico televisivo la ricorderà come presenza ricorrente nella serie Revenge, mentre gli amanti del cinema l'avranno vista crescere in film come 30 anni in un secondo (2004) e La rivolta delle ex (2009), anche se la sua carriera non ha mai spiccato definitivamente il grande balzo. Christa B. Allen, bellezza mozzafiato, è tra i pochi spunti - rigorosamente dal lato estetico/voyeuristico - di questo thriller televisivo a marchio Lifetime, che cerca di contaminare le canoniche dinamiche sentimentali del filone con un contesto da thriller erotico di dubbio gusto.
La regina del peccato segue infatti un percorso lineare solo parzialmente inframezzato da sussulti di violenza psicologica e ogni personaggio ha il suo ruolo ben preciso da interpretare alla lettera, senza ulteriori sfumature di sorta.
Conosciuto in originale sia con il titolo di Dangerous Seduction che con quello - tradotto pari pari nella versione italiana - di The Queen of Sin, il film mette in campo una morale dubbia sulle scelte della stessa protagonista che, nell'intento di tradire il futuro marito prima delle nozze, si caccia in un mare di guai.

Scelte rischiose... o forse no

Il sottofondo poliziesco è ai minimi termini, con le indagini di un cocciuto detective che sfruttano forzature in serie per giungere al prevedibile happy ending, con i potenziali istinti passionali insiti nel legame tra Posy e Jack finiscono per seguire una canonica scia di tradimenti e catarsi che risulta quanto mai inverosimile.
Lo stesso erotismo suggerito e fatto presagire si rivela poi in un effettivo nulla di fatto, con giusto un paio di abitini sexy indossati dalla bella protagonista a suscitare qualche bollore nel pubblico.
Nella sua ora e mezza di durata La regina del peccato non offre nulla di nuovo e la spenta regia di Jean-François Rivard poco aggiunge a un immaginario consolidato dalla pressoché totalità delle omologhe produzioni a tema.
Uno stile tanto pulito quanto anonimo caratterizza la discesa negli inferi e relativa lotta per la sopravvivenza di un personaggio le cui parziali ambiguità vengono giustificate senza tener conto del lato psicologico delle pedine coinvolte.

La regina del peccato Una splendida protagonista prossima alle nozze è alla ricerca di un'avventura prima che il matrimonio abbia effettivamente luogo, ma il consiglio dell'invadente cugina si rivela un'arma a doppio taglio per entrambe - come ben presto scopriranno a proprie spese. La regina del peccato, battente bandiera Lifetime, è un thriller televisivo dalla messa in scena scialba dove il presunto erotismo alla base dell'assunto si consuma in un paio di look sexy indossati dalla protagonista Christa B. Allen, effettivamente dotata del corretto physique du rôle. Le svolte tensive, gratuitamente scadenti in derive da horror psicologico, sono troppo deboli per alzare i livelli di attenzione e il banale (e al contempo improbabile) lieto fine chiude (in)degnamente un'operazione di qualità mediocre. Il film andrà in onda mercoledì 10 giugno alle 21.20 su RAI2 in prima visione TV.

4

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