La Ragazza nella Nebbia, la recensione del thriller di Donato Carrisi

Donato Carrisi debutta alla regia trasformando il suo ultimo romanzo in un thriller spettrale con Toni Servillo sulle tracce di una ragazza scomparsa.

recensione La Ragazza nella Nebbia, la recensione del thriller di Donato Carrisi
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"Anche la tranquillità uccide" recita Jean Reno nel film La Ragazza nella Nebbia, nei panni dello psichiatra di un piccolo paese sperduto tra le montagne. La cronaca nera ci ha spesso dimostrato che i crimini più efferati vengono commessi in luoghi abitati da poche persone, dove le pulsioni non vengono soffocate dal rumore e dal caos cittadino, ma si alimentano di silenzi fino ad esplodere. Donato Carrisi, autore di thriller apprezzati in tutto il mondo come Il Suggeritore e Il Maestro delle Ombre, debutta alla regia con questo film ispirato al suo ultimo romanzo, nelle sale italiane dal 26 Ottobre.

Sulle tracce di una ragazza scomparsa

L'ispettore Vogel, interpretato da Toni Servillo, è vittima di un incidente stradale nei pressi di Avechot. Viaggia da solo, ma la sua camicia è sporca di sangue. Così, per ricostruire l'accaduto, egli viene invitato a confrontarsi con lo psichiatra del paese che prova a ricostruire con lui il passato per arrivare alla verità. La storia inizia mesi prima, quando in quel piccolo centro abitato freddo avvolto dalla nebbia, scompare Anna Lou, una ragazza dai capelli rossi con una vita assolutamente tranquilla e ordinaria. L'ispettore Vogel comincia ad indagare mettendo insieme i vari indizi come un puzzle intricato, fino a dare vita ad un caso mediatico che attira l'attenzione della stampa e del pubblico, tra televisione e giornali. Egocentrico e sedotto dalla notorietà, egli si concentra più sullo spettacolo effimero alimentato dallo scandalo, del tutto disinteressato alla giustizia e alla ricerca di un vero colpevole. "Quello che piace al pubblico è l'unica cosa che conta" afferma schiavo di un dichiarato cinismo, mentre progetta di incastrare un innocente per il suo successo personale di fronte ai riflettori. Ma questo speculare sul dolore altrui lo mette ben presto alla prova, cambiando le carte in tavola.

Il cinema americano insegna

La Ragazza nella Nebbia è un thriller geometrico dai toni vintage, immerso in un'atmosfera misteriosa e spettrale. Carrisi tratteggia in modo dettagliato i suoi personaggi ricchi di sfumature, in un trionfo di ambiguità che si respira in ogni angolo di quella piccola comunità che segue le rigide regole di una confraternita religiosa. Sembra di vivere le dinamiche del film The Village di M. Night Shyamalan, con un groviglio di segreti custoditi da boschi fitti di alberi e strade deserte, mentre alcune figure curiose si affacciano timidamente alle finestre, per non essere coinvolte direttamente nell'azione. Inevitabile il riferimento anche a Fargo, il cult dei fratelli Coen, non solo per l'ambiente innevato e nordico in cui si svolge la vicenda, ma anche per gli uomini comuni che si rendono protagonisti delle peggiori meschinità. E come non associare l'Agente Mayer, il personaggio di Michela Cescon, a quello di Frances McDormand, quando appare sulla scena con la divisa, il cappello di pelliccia e Ray-Ban scuri. Carrisi non nasconde la sua ispirazione al cinema americano, nei dialoghi, nelle situazioni e nella messa in scena. Tuttavia la regia si rivela coraggiosa e creativa, e riesce a coinvolgere lo spettatore con giochi di luci e ombre, realizzando inquadrature suggestive per una storia coinvolgente ed intrigante. Toni Servillo non convince pienamente nei panni di Vogel, per una recitazione troppo teatrale, in particolare nel "passo a due" con Jean Reno che, invece, risulta più naturale ed empatico. Il resto del cast funziona, da Lorenzo Richelmy ad Alessio Boni, fino alla determinata e cinica Galatea Renzi nei panni della giornalista a caccia di scoop Stella Honer.

Il fascino mediatico della criminalità

Donato Carrisi riesce ad analizzare il fascino mediatico della criminalità che conosciamo bene in Italia. Quelle storie che affollano i talk show pomeridiani trasformando spesso assassini in star del piccolo schermo, seppur per un tempo limitato, nascondendosi dietro alla giustificazione che occorre dare un nome alla paura per andare avanti. Ma in fondo è solo una scusa per rincorrere il dio denaro che governa il mondo di oggi. "E' il cattivo che fa la storia" insegna in aula il professor Martini, interpretato da Alessio Boni nel film. La Ragazza nella Nebbia vibra intorno al presunto "mostro", annusando l'essenza del male, fino ad abbandonarsi all'ombra dell'omertà, per un thriller noir con un buon ritmo e una sceneggiatura lineare che rende giustizia al romanzo originale.

La Ragazza nella nebbia La Ragazza nella Nebbia conferma il talento a 360° di Donato Carrisi, autore del romanzo che lui stesso ha adattato per il grande schermo, firmando la sceneggiatura e la regia. Il risultato è un thriller intrigante e coinvolgente costruito gradualmente in modo puntuale e attento. C'è qualche sbavatura nella recitazione e nella sceneggiatura, ma la regia e la fotografia colpiscono per originalità e coraggio.

7

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