La Prima Notte del Giudizio: le origini della mattanza fra violenza e politica

James DeMonaco ci racconta finalmente come tutto è iniziato in La Prima Notte del Giudizio, un bagno di ultra violenza e feroce critica politica.

recensione La Prima Notte del Giudizio: le origini della mattanza fra violenza e politica
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Per progredire e prosperare, ogni democrazia ha bisogno di un insieme di leggi che regoli la vita dei cittadini. In questo modo si tengono a bada furti, omicidi, stupri, operazioni finanziarie fraudolente, insomma tutte quelle azioni considerate immorali e irrispettose per il quieto vivere. Non solo, ogni governo ha anche necessità di aiutare la popolazione più fragile con politiche di welfare, garantendo sussidi, cure mediche, alloggi popolari e quant'altro.
Cosa mai accadrebbe nel caso in cui queste fondamenta sociali venissero a mancare? Ce lo mostra sin dal 2013 James DeMonaco, ovvero dall'uscita di The Purge, La Notte del Giudizio, capostipite di una saga che arriva oggi al suo quarto capitolo. In un'America distopica, i governanti dell'NFFA (I Nuovi Padri Fondatori) hanno istituito la notte dello sfogo: 12 ore all'anno in cui tutto è lecito e i cittadini possono uccidere, razziare, stuprare senza limiti e conseguenze. Un modo, secondo il radicale partito politico, per annientare l'illegalità nel resto dell'anno.
Abbiamo visto questa formula torcersi contro chi ha lucrato sui sistemi di sicurezza nel primo film, abbiamo assistito all'anarchia più assoluta nel secondo (Anarchia - La notte del giudizio), al condizionamento delle elezioni nel terzo (La notte del giudizio - Election Year), mentre ora è finalmente arrivato il momento di capire come tutto è nato con La Prima Notte del Giudizio.

Esperimenti estremi

I partiti di destra e di sinistra sono stati completamente spazzati via, al potere è arrivato un terzo polo dalle sfumature nazifasciste, l'NFFA, favorevole alla diffusione libera e sregolata delle armi e a salvaguardare i diritti dei più ricchi e potenti cittadini del Paese. Un pensiero politico che culmina con un controverso esperimento: una notte in cui tutto è lecito, che faccia sfogare i cittadini al fine di farli star meglio subito dopo.
Una soluzione estrema mai attuata in una democrazia moderna, che genera ovviamente feroci dibattiti in tutti gli Stati Uniti. Nonostante le pesanti critiche, l'NFFA procede spedita per la sua strada e autorizza la prima notte del giudizio limitata alla sola Staten Island, un'isola di 265 km quadrati a sud di Manhattan. I cittadini non sono costretti a restare nelle loro case, possono decidere in autonomia di andare altrove prima che i ponti per l'esterno vengano sbarrati. Buona parte della popolazione però è alla fame, vive in condizioni di povertà assoluta, e la partecipazione all'esperimento vale ben 5.000 dollari - più eventuali bonus se ci si sfoga a dovere.
Grazie a delle speciali e luminose lenti a contatto, che rendono ancor più spaventosa la notte, il governo può vedere ciò che fanno i partecipanti e premiarli successivamente, nel caso in cui sopravvivano ovviamente. Un'offerta pericolosa ma terribilmente allettante, che ovviamente convince i cittadini più poveri a rimanere sull'isola. Del resto cosa potrebbe mai succedere, bisogna soltanto starsene in casa e ritirare l'assegno, almeno in teoria.

La fine delle sinistre e delle destre

Pur lasciando la direzione a Gerard McMurray, James DeMonaco scrive quello che probabilmente è il capitolo più critico ed esposto politicamente. Arrivata al quarto film, la saga scopre finalmente tutte le carte del mazzo, svelando tutti i "perché" e i "come" di una follia tutta americana. Parliamo certo di un prodotto di fantasia, ambientato in un futuro distopico, bisogna però riconoscere come la caduta delle sinistre e di alcune destre si stia verificando realmente in alcuni Paesi occidentali - con l'ascesa di partiti e/o organizzazioni "terze" lontane dalla politica tradizionale.
In Italia sappiamo bene cos'è successo alle ultime elezioni di marzo, gli stessi Stati Uniti ci hanno anticipato a fine 2017, eleggendo un presidente "scomodo" ai democratici come ai repubblicani più puri. Certo da qui alla notte del giudizio ce ne passa, ovviamente, è però palese come DeMonaco sia stato per certi versi profetico nel 2013, immaginando un terremoto politico globale.
Accantonando l'attualità, che del resto c'entra relativamente nel discorso generale, torniamo alla First Purge: tutto nasce come un esperimento sociale, psicologico, per osservare il comportamento dell'uomo in un particolare momento in cui tutto è lecito, nulla viene punito. In sostanza si tratta di annullare qualsivoglia freno inibitore, circostanza che potrebbe effettivamente riservare delle sorprese.

Un bagno di ultra violenza

I cittadini comuni però non sono pronti a un'anarchia simile: gli abitanti di Staten Island accettano tutto come fosse un gioco, organizzano party, si ritrovano in chiesa per pregare, intenti a trascorrere le 12 ore dello sfogo nella maniera più tranquilla e civile possibile. Soltanto pochi criminali, lupi solitari, approfittano per uccidere e razziare, anche se lo facevano già prima della "Purga" e continueranno sicuramente a farlo anche dopo.
E proprio un attimo prima di tramutarsi in fallimento, l'esperimento cambia volto e marcia: sull'isola compaiono strani figuri mascherati, pronti a perpetrare una mattanza senza limiti. Su 97 minuti totali, almeno 60 mostrano un'ultra violenza sfrenata, sregolata, in grado di sopraffare lo spettatore fino a fargli dire "basta". Una discesa agli inferi fatta di sangue e fiamme, che non mostra gli istinti primordiali dell'uomo, bensì l'arroganza e la strafottenza di governanti senza scrupoli.
Ben presto l'esperimento dello sfogo perde le ambizioni iniziali, sacrificando lo studio sociale in favore di uno sterminio in piena regola. Se Hitler aveva in mente di eliminare fisicamente ebrei, disabili, avversari politici, l'NFFA di James DeMonaco mira a scatenare guerre fra poveri affinché questi si eliminino a vicenda; non solo, nel caso in cui questi falliscano vi sono squadre di mercenari pronte a ottenere il risultato. Falciando la fascia più debole del Paese, si risparmia su assistenza e sussidi, si abbatte la criminalità e si lascia il Paese nelle mani dei più facoltosi.

Black Power

Spinto probabilmente dal successo di Black Panther, anche La Prima Notte del Giudizio si affida al "potere nero" per dare forza ed energia alla narrazione. I bianchi del film appartengono tutti al governo, al Paese benestante, mentre i poveri di Staten Island sono tutti di colore. Persone semplici, che non chiedono molto per (soprav)vivere, aiutate paradossalmente più dai boss (sempre di colore ovviamente) della malavita locale che dalla politica.
Un aspetto molto interessante di questo nuovo capitolo: i criminali finiscono per purificarsi non uccidendosi fra loro, bensì salvando i poveri del quartiere e diventando eroi, opponendosi con forza all'inganno dell'NFFA. Un messaggio ambiguo, che probabilmente vuole mostrare al mondo il perché i quartieri poveri d'America (ma non solo) tendano a familiarizzare con i criminali anziché sostenere la legalità e i governi: dai primi ottengono assistenza, dai secondi soltanto oblio e ingiustizia, un meccanismo a doppio taglio che genera ancor più distacco sociale e reati.
La Prima Notte del Giudizio è dunque un prodotto pregno di contenuti, di messaggi subliminali, riesce però a esser pieno anche di azione e tensione, divertendo e toccando al punto giusto il pubblico. Di certo non mancano i più disparati cliché del genere, con sprazzi di retorica sparsi, jumpscare evitabili, figure mostruose eccessivamente didascaliche, che si sommano all'ascesa di un singolo super-uomo contro tutto e tutti (chiaro omaggio al cinema action anni '80).
Y'lan Noel incarna il boss di quartiere (probabilmente redento) che si erge a protettore della sua gente, in particolare l'ex ragazza Nya (una bellissima Lex Scott Davis), con tanto di scontro finale in canottiera e fucile d'assalto.

La Prima Notte del Giudizio La Prima Notte del Giudizio garantisce buone dosi di divertimento e tensione, mostrando per circa 60 minuti un flusso di violenza inarrestabile e soffocante. Allo stesso tempo però sfrutta il suo tempo per attaccare ferocemente la politica americana, schierandosi apertamente con la minoranza di colore schiacciata e oltraggiata da politiche scellerate. Si tratta certamente di fantapolitica, eppure fra le pieghe della sceneggiatura c'è poco da scherzare, del resto l'uomo non è solito imparare dagli errori della storia.

6.5

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