La notte che mia madre ammazzò mio padre, la Recensione

Invito a cena con delitto nello spagnolo La notte che mia madre ammazzò mio padre, black comedy in chiaro omaggio ad Agatha Christie.

recensione La notte che mia madre ammazzò mio padre, la Recensione
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"Un po' di tempo fa ero a cena con delle amiche, e una di loro ha raccontato di quella volta in cui ebbe la pessima idea di invitare a casa sua, per il pranzo di Natale, sia il suo ex che la ex del suo attuale compagno. L'amica ci raccontava quella cena infausta con un certo tono di tragicità, e fu allora che iniziai a pensare che in quel drammatico racconto c'era invece una stupenda commedia. Di lì a poco, proprio in occasione di un'altra cena, a casa della produttrice Beatriz de la Gándara, mi decisi di raccontare a lei e a Fernando Colomo quel che stavo iniziando ad abbozzare: una commedia che partiva da quell'aneddoto sugli ex invitati a cena". Regista di A mia madre piacciono le donne, la spagnola Inés París ricorda così la genesi de La notte che mia madre ammazzò mio padre, aggiudicatosi il premio del pubblico presso l'edizione 2016 del Festival di Malaga e, in un certo senso, rientrante nella stessa tipologia di commedia nera che annovera tra i propri esempi il dimenticato Il mio nuovo strano fidanzato, risalente al 2004.

Indovina chi (s)viene a cena

Del resto, come lì avevamo un giovane palestinese che, invitato a cena dalla sua fidanzata ebrea intenta a presentarle la propria famiglia, finiva per rendersi involontariamente responsabile di un presunto omicidio, anche in questo caso l'azione si svolge in un'unica notte e con una cena a fare da pretesto narrativo. Una cena di lavoro che, approfittando dei figli via di casa per una gita, l'attrice Isabel alias Belén Rueda organizza per far sì che il famoso attore argentino Diego Peretti venga convinto ad essere protagonista del prossimo film dal marito Angel - sceneggiatore ed autore di romanzi noir - e dalla ex moglie Susana, ovvero Eduard Fernández e María Pujalte.
Film giallo scritto dal consorte stesso e per il quale proprio Isabel, in cerca di una parte, tenta di convincere tutti di essere adatta al ruolo di coprotagonista; se a complicare le cose non provvedesse l'inaspettato arrivo del suo stralunato ex Carlos, il quale, a quanto pare, ha urgente bisogno di parlarle. Un Carlos interpretato da Fele"Darkness"Martínez e che, affiancato dalla nuova fidanzata Álex incarnata dalla sexy Patricia Montero, tra veleno per topi in agguato e piuttosto dolorose (per lui) situazioni si rende elemento fondamentale ai fini dello sviluppo della comicità alla base de La notte che mia madre ammazzò mio padre. Una comicità che combina farsa e vaudeville, ma filtrando il tutto attraverso il black humour tipico della cinematografia iberica e riservando un risvolto a sorpresa a circa metà della oltre ora e mezza di visione. Mentre è il nervosismo generale ad accompagnare la narrazione di un'operazione da grande schermo d'impianto piuttosto teatrale (d'altra parte, si svolge quasi del tutto all'interno di un appartamento), che qualcuno non ha neppure esitato a identificare in qualità di omaggio ai classici della suspense di Agatha Christie e al cult degli anni Settanta Invito a cena con delitto. In sintesi, un film di attori (tutti in splendida forma, oltretutto) dove niente è ciò che sembra e durante il quale si ridacchia a sufficienza... sebbene il risultato finale rimanga nella media.

La notte che mia madre ammazzò mio padre Una cena di lavoro tra gente di cinema, sei scatenati personaggi dalle venature piuttosto grottesche e quattro mura da utilizzare quale esclusiva scenografia. È sufficiente questo alla cineasta spagnola Inés París per mettere in piedi una black comedy del genere whodunit, ovvero il giallo deduttivo (o giallo a enigma) che si basa, appunto, su un delitto in uno spazio determinato o chiuso. E, in un continuo crescendo di imprevisti e situazioni esilaranti, è sull’ottimo cast che punta in maniera principale per rendere La notte che mia madre ammazzò mio padre divertente quanto basta al fine di intrattenere a dovere lo spettatore in cerca di risate tutt’altro che grasse ed infarcite con un pizzico di follia. Si può vedere.

6

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