La montagna silenziosa, la recensione del film di Ernst Gossner

Allo scoppio della prima guerra mondiale, un soldato austriaco e uno italiano, parenti acquisiti, si trovano sui lati opposti della barricata.

recensione La montagna silenziosa, la recensione del film di Ernst Gossner
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Nel maggio 1915, in Sud Tirolo, la famiglia Gruber sta festeggiando il matrimonio della figlia maggiore Elisabeth, data in sposa all'italiano Angelo Calzolari. Durante le celebrazioni il giovane Ander, fratello della fresca moglie che ha sempre covato un astio verso gli "stranieri", si innamora ricambiato della nuova cognata, la bella Francesca. Il party viene interrotto sul più bello dall'annuncio della guerra che l'Italia ha appena dichiarato all'Austria.

In La montagna silenziosa la tensione si fa subito sentire tra gli invitati, con i nostri connazionali costretti a fuggire in fretta e furia prima di essere arrestati; Francesca però sceglie di rimanere e nascondersi sotto falsa identità grazie all'aiuto di Ander, poco dopo arruolato a forza dall'esercito autoctono per prendere parte al conflitto.
Il ragazzo promette all'amata di far ritorno in caso di pericolo, le lascia inoltre un fuoco d'artificio da usare come segnale d'emergenza qualora le cose si mettessero male per lei e le sue origini fossero scoperte dai paesani. Ma Ander è ignaro di cosa la guerra comporti e con il trascorrere dei giorni, tra i picchi solitari ora bagnati dal sangue dei soldati, si troverà di fronte a scelte difficili per le quali dovrà prendere una posizione. Stessa situazione nella quale si trova anche Angelo dall'altro lato della barricata.

Un giorno come tanti

Rispetto alla seconda, ricca di pellicole e kolossal a tema, la prima guerra mondiale è invece più parca di produzioni dedicate. Tra i titoli più recenti ambientati nelle fasi di quel tragico conflitto vi è questa co-produzione tra Austra, Italia e Stati Uniti che ci accompagna nel bel mezzo delle schermaglie sul fronte Alpino, mettendo in scena con tutte le libertà del caso una storia realmente accaduta. Un progetto ambizioso che purtroppo naufraga nelle proprie ambizioni e che, pur avendo una manciata di sequenze ispirate, soffre di troppe ingenuità, stilistiche e narrative, per risultare realmente efficace ai fini dello spettacolo.

La montagna silenziosa si apre nel bel mezzo dei festeggiamenti di nozze per trascinarci progressivamente nell'inferno della battaglia, dove gli amici diventano nemici e parenti acquisiti sono costretti ad arruolarsi negli opposti lati della barricata: incisiva in questo senso la fotografia del matrimonio che riprende gli invitati di schiena, giacché era appena arriva la notizia della dichiarazione di guerra. Un ennesimo rimando su ciò che avrebbe potuto essere e che invece l'insensatezza della svolta bellica ha trasformato per sempre in un abisso di morte e violenza.

Dall'alto in basso

Il regista Ernst Gossner, nella prova più ad alto budget della propria carriera, tenta di mantenere un equilibrio tra la fasi romantiche (il doppio rapporto tra Ander e Francesca e tra Elisabeth e Angelo è elemento fondante fino al tragico epilogo, pur con diverse attenzioni nel minutaggio in favore dei primi due) e quelle prettamente di genere, l'insieme appare però poco omogeneo e rischia di scadere in un'involontaria farsa sia per colpa di un cast non sempre all'altezza (a dir poco sprecata in tal proposito la nostra Claudia Cardinale in un piccolo ruolo) che per dialoghi forzati in più occasioni, con tanto di storielle metaforiche raccontate da anziani commilitoni.

La montagna silenziosa brilla soprattutto negli scorci paesaggistici, con alcune riprese che catturano al meglio il fascino delle vette di confine sulle quali gli uomini diventano pedine inconsapevoli di un gioco al massacro senza vinti né vincitori. La discreta tensione che caratterizza l'ultima mezz'ora, una corretta gestione degli effetti visivi e l'epilogo colmo di speranza risollevano parzialmente uno svolgimento stagnante che non riesce a catalizzare costantemente l'attenzione durante la visione, tanto che la durata ridotta appare ben più corposa a uno spettatore inconsapevole.

La montagna silenziosa Nonostante le notevoli premesse, La montagna silenziosa rischia di franare dietro limiti evidenti nel tentativo di costruire una storia a metà strada tra il resoconto bellico (che ebbe luogo nella prima guerra mondiale sul fronte Alpino) e una love-story impossibile tra due coppie di individui appartenenti agli opposti schieramenti. Un cast internazionale, con il William Moseley della saga di Narnia e la nostra Claudia Cardinale (in un piccolissimo ruolo) quali punte di diamante, e uno sforzo produttivo di tutto rispetto non riescono a nascondere le falle di una sceneggiatura imprecisa e poco omogenea che procede per forzature, e il discorso sulla guerra "tra fratelli" non esplode quasi mai con il corretto impeto drammatico, lasciando alla sola efficacia di singole scene o passaggi il compito di innalzare lo slancio emotivo/spettacolare. Il film andrà in onda venerdì 11 ottobre alle 23.50 su RAIMOVIE.

5

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