Recensione La Leggenda del Lago Maledetto

Una maledizione millenaria e un amore indissolubile

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La Leggenda del Lago Maledetto è una storia molto famosa in Corea, che già aveva visto una trasposizione su grande schermo nel 1969. Il regista Lee Kwang-Hoon, affascinato da questo dramma eroico d'amore e morte, ha deciso nel 2003 di crearne un'altra versione cinematografica. Ecco così un nuovo wuxiapian coreano, dopo i risultati più che discreti ottenuti col "sanguigno" Sword in the Moon, anche se le differenze tra le due pellicole non sono poche. Infatti La Leggenda del Lago Maledetto si attesta su tematiche più tendenti al fantastico, e rinuncia alla grezza violenza del film di Kim Eui-Suk. Nonostante ciò, la pellicola in questione ha subito forti critiche, soprattutto dal pubblico femminile, che forse si aspettavano una storia all'acqua di rose scevra da eccessivi spargimenti di sangue. Perchè alla fine ci troviamo davanti sì a una commuovente storia d'amore, ma facente comunque parte di un filone epico-battagliero, che vede luogo e tempo durante l'era del Regno di Shilla.

Un regno ormai libero da mille anni dalla minaccia di Auta, capo della tribù della Luna, popolazione di maghi oscuri. Il suo spirito venne infatti imprigionato in un lago dall'allora fondatore dell'impero di Shilla, attraverso una spada conficcata nel terreno. Il generale Biharang (Jeong Jun-Ho) combatte per difendere il suo regno e la sua regina dagli attacchi dei ribelli, ma è mal visto dalle alte cariche dello stato, anche per via di una sua vecchia relazione con la regnante. Contrasti d'amore ancor più accentuati, visto l'attuale rapporto di Biharang con Jaunbie (Kim Hyo-Jin), una popolana, il cui padre rivoltoso fu giustiziato dall'esercito. Il primo ministo della regina ordinerà così l'omicidio della ragazza, ma i due sicari non svolgono il loro compito, e Jaunbie risveglia per puro caso l'antica maledizione, estraendo la spada che teneva imprigionato lo spirito di Auta. Questi prenderà così possesso del corpo della giovane, e Biharang si troverà nella difficile situazione di scegliere da quale parte stare, se adempiere al suo giuramento verso il regno, o cercare in ogni modo di salvare l'amata dalla maledizione.

Parola d'ordine: non fermatevi ai primi cinque minuti. Infatti l'inizio del film, ambientato nel passato ai tempi del sigillo di Auta, è un concentrato di puro trash, con effetti speciali e interpretazioni alquanto ridicole, e che strappano più di una risata involontaria. Non un buon biglietto da visita, ma andando avanti con la visione la pellicola migliora nettamente, e gli stessi effetti risultano di tutt'altra qualità. Il maggior fascino della pellicola è insito senza dubbio nella trama, un'avvincente storia di amore e morte, capace di emozionare e commuovere, pur peccando in qualche vuoto di sceneggiatura, giacchè nella prima parte certi particolari non risultano chiarissimi. Merito anche di un montaggio incostante, che comunque non inficia eccessivamente lo svolgersi degli eventi. L'amore qui è analizzato in tutte le sue sfacettature, dalla gelosia al dolore per la perdita, e questo è possibile grazie al trio di protagonisti: la regina, che ama ancora Biharang, la cui amata ormai è divenuta un demone crudele. Il sapore tragico della vicenda riesce a toccare le corde dell'animo, e lo struggente finale è la miglior conclusione si potesse chiedere. Un'atmosfera magica e solenne, ancor più accentuata dalla splendida colonna sonora, suadente e malinconica ma non priva di epos, che paga solo l'uso esagerato, anche in sequenze in cui non era necessaria. Peccato per alcune cadute di stile, come l'improbabile scena in cui si cerca di scacciare il demone dal corpo di Jaunbie, e che ricorda una versione trash de L'Esorcista.I combattimenti sono di una qualità incostante, e se le scene di massa, pur denotando un più che discreto numero di comparse in armatura, non convincono appieno, lo stesso non si può dire per i singoli scontri, dove le coreografie tipiche degli wuxiapian emergono in tutta la loro poesia. I trucchi e le aggiunte in Cg non risultano mai troppo invadenti, e anzi le scene in cui Jaunbie posseduta dal demone compie delle stragi tra i soldati sono realizzate ottimamente. Un uso accorto dei cavi, per permettere acrobazie impensabili, si è rivelato scelta riuscita. Le interpretazioni sono di buon livello, e se Jeong Jun-Ho (un po' Tony Leung, un po' Andy Lau) imprime al suo personaggio il giusto tormento emotivo, vera sorpresa è la giovane Kim Hyo-Jin, nel doppio ruolo di diavolo e acqua santa. Di buon livello la fotografia, soprattutto nelle scene notturne, fulcro centrale dell'ambientazione. La bellezza dei luoghi offre sicuramente più di un aiuto, e anche se non si arriva alla immaginifica magnificenza della trilogia di Zhang Yimou, i paesaggi offrono una scenografia più che degna. Buona anche la realizzazione dei costumi e delle armature, senza però far gridare al miracolo.La Leggenda del Lago Maledetto è un buon prodotto di genere, e, anche soffrendo di qualche pecca dovuta probabilmente ad un budget non elevatissimo, alla fine lascia soddisfatti, regalando più di un'emozione.

Edizione Dvd

Oggetto di questa recensione è la Collector's Edition, proposta dalla Exa video in collaborazione con Shin Vision.I due dvd sono inclusi all'interno di uno splendido cofanetto dorato, limitato a 2000 copie. All'interno del primo disco troviamo il film, accompagnato da un cartoncino con le storie dei personaggi principali e la carriera dei rispettivi attori, mentre nel secondo dvd, dedicato agli extra, abbiamo una lunga intervista al regista.Per ciò che riguarda la sezione tecnica, il video è widescreen anamorfico 2.35:1, ma la definizione si mantiene su livelli incostanti, un po' poco per un film comunque recente. L'audio, in italiano (DD EX 6.1 , DTS ES 6.1 e Dolby Surround 2.0) e coreano (Dolby Digital 5.1) si comporta invece ottimamente, risultando potente e ben calibrato, con un ottima resa sonora delle musiche e degli effetti sonori. Sottotitoli in italiano e italiano per non udenti.Numerosi anche gli extra, che vedono nel primo dvd il trailer originale del film, e altri pubblicitari della casa editrice. Nel secondo troviamo un backstage con interviste ad attori e registi, uno speciale sull'uso dei cavi per le acrobazie volanti e gli stunt, uno incentrato sulla figura della regina, e infine sulla scena d'amore tra i protagonisti. Poi le due interviste agli attori principali, e una numerosa galleria di immagini, che vede foto di scena, delle location, i bozzetti dei personaggi e dei costumi, lo storyboard e tre locandine originali. Concludono ancora dei teaser del film e altri trailer promozionali.Un'edizione di tutto rispetto, ordinabile sul sito.

La Leggenda del Lago Maledetto Un demone imprigionato da mille anni si risveglia e prende possesso del corpo di una ragazza, amata dal generale delle guardie reali. Fedeltà o amore? La leggenda del lago maledetto è un'epopea tragica e convincente, a metà tra fantasy e wuxiapian, con qualche difetto che comunque non ne lede eccessivamente la qualità finale. La bellezza della storia, qui sviluppata più che degnamente, basta da sola per consigliarne la visione.

7

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