Recensione La legge del mercato

Uno straordinario Vincent Lindon è Thierry in La legge del mercato di Stéphane Brizé: un film amarissimo che tratteggia con marcato realismo le dure, inumane leggi che regolano il mercato del lavoro e il business del profitto.

recensione La legge del mercato
Articolo a cura di

Thierry (Vincent Lindon) ha 51 anni, 20 mesi di disoccupazione alle spalle, e la necessità di trovare un nuovo impiego per portare avanti le spese famigliari e garantire un futuro al figlio, peraltro non pienamente autosufficiente. Ma la legge del mercato è durissima, e il tempo di crisi è ancora più evidente quando non sei più nel fiore degli anni e hai bisogno di essere riassorbito da un mercato del lavoro 'difficile'. Una serie di stage e colloqui non andati a buon fine e poi, di nuovo, l'occasione di un impiego e di un introito fisso per ripartire. Ma i compromessi da accettare sono sempre molto duri e Thierry si ritroverà a fare il sorvegliante in un grande supermercato, per il quale transitano (per i corridoi o in fila alle casse) le storie più disparate (e disperate). Da chi non ce la fa ad arrivare a fine mese ed è costretto a rubare un po' di carne, passando per chi ha problemi in famiglia e spera di arrotondare il costo della spesa appropriandosi dei buoni, fino a chi crede di non fare torto a nessuno accumulando qualche punto della spesa in più, tutte queste storie passeranno davanti agli occhi di Thierry, costretto a visionare ogni minuto dalle telecamere del circuito chiuso del punto vendita e a riferire degli atti 'illeciti'. Una serie di storie e accadimenti che produrranno nell'uomo un turbamento umano e morale assai profondo. Costretto, per ruolo, a far presente ogni tipo di scorrettezza ai danni del supermercato per il quale lavora, Thierry finirà presto per vivere un conflitto emotivo non facile (forse impossibile) da risolvere. Qual è il limite di dignità umana fino al quale ci si può spingere pur di soddisfare i propri bisogni e, dunque, anche La legge del mercato?

Il cinismo disarmante declinato ai tempi della crisi

Con La legge del mercato il regista Stéphane Brizé (al suo terzo film con Vincent Lindon che qui regala un'interpretazione di straordinaria intensità che gli è valsa tra l'altro anche il Premio come Miglior Attore allo scorso Festival di Cannes) muove il cinema francese ancora una volta sul terreno scosceso della crisi e di un mercato del lavoro brutale, cinico e sempre più privo di umanità. Alla stregua del magnifico Due giorni e una notte dei Dardenne (passato a Cannes nel 2014), La legge del mercato ritrae il realismo della disperazione in un mondo di ricerca del lavoro frustrante e umanamente mortificante. Il protagonista Thierry, spinto dalla necessità di procurarsi un incarico, qualunque esso sia, sarà messo di fronte a colloqui umilianti e de-umanizzanti, processi di selezione brutali e, infine, all'accettazione totale e inappellabile di regole lavorative che sottendono l'azzeramento del valore umano e morale tanto dei lavoratori quanto dei fruitori del servizio. Ogni cosa è considerata in base al profitto che può generare e questo è l'unico punto di vista contemplato. Chi non ottimizza il suo lavoro o, peggio, fa perdere denaro all'azienda (fossero anche pochi spiccioli) viene sbrigativamente e senza troppi convenevoli fatto fuori. Di contro, chi si spende per l'aumento del fatturato (anche con mezzi di dubbia moralità) viene ringraziato e (a buon bisogno) premiato. Il regista Stéphane Brizé segue da vicino (vicinissimo) la traiettoria di un uomo costretto a fare i conti con questo incredibile cinismo e marca stretto l'altalena emotiva che Thierry dovrà subire, stretto tra l'incudine e il martello, tra la necessità di trovare un lavoro e il carico di compromessi che dovrà accettare pur di tenerselo stretto. Un film pulito senza sbavature di sorta, dove ogni sequenza è essenziale a ricostruire il dolore profondo di uomo e padre di famiglia gravato dal peso del suo ruolo e dalla voglia di mantenere una sua (trasparente) umanità.

La legge del mercato Già premiato con il Premio miglior attore a Vincent Lindon al Festival di Cannes 2015, arriva al cinema La legge del mercato di Stéphane Brizé. Un film cupo e incredibilmente realistico sulla brutalità di un mercato del lavoro cinico e in-umano, interessato solo alla legge del profitto. Uno straordinario Vincent Lindon veste i panni di Thierry, un brav’uomo stretto tra il suo ruolo di marito e padre premuroso, e il percorso di crescente umiliazione indotto dalla necessità di trovare un lavoro e (dunque) una retribuzione con la quale ‘campare’ sé stesso e la propria famiglia.

8

Che voto dai a: La legge del mercato

Media Voto Utenti
Voti: 1
6
nd