La finestra della camera da letto, la recensione del thriller "erotico"

Sul finire degli anni '80 Curtis Hanson realizza un thriller ricco di colpi di scena, parzialmente debilitato da un approccio stilistico poco omogeneo.

recensione La finestra della camera da letto, la recensione del thriller 'erotico'
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Jerry si sta da poco frequentando con l'affascinante Sylvia, di origini francesi e già sposata. Una sera, dopo aver trascorso una notte di passione nell'appartamento di lui, la donna è testimone dalla finestra della camera da letto di una tentata aggressione nei confronti di una ragazza nel parco sottostante. Sylvia ha riconosciuto chiaramente il violentatore ma per non far venire alla luce la sua scappatella decide di non denunciare il fatto alle autorità. Ma quando i media riportano dell'uccisione di un'altra giovane vittima, Jerry si offre di raccontare quanto visto dall'amante spacciando il tutto come se fosse stato lui a aver assistito, nella speranza di dare una svolta alle indagini e catturare l'assassino.
Il protagonista si accorgerà ben presto di aver sottovalutato le insidie che si nascondono dietro all'idea e solo l'incontro con Denise, la ragazza aggredita nei pressi di casa sua, potrà permettergli di sistemare le cose e fare luce sul caso.

Passato e moderno

I topoi del giallo alla Hitchcock si aggiornano ai toni e alle atmosfere del cinema anni '80, con una spruzzata di esagerazione per la verve action del relativo periodo. Il compianto Curtis Hanson, regista successivamente di grandi classici quali The River Wild - Il fiume della paura (1994) e L.A. Confidential (1997), si approccia liberamente al romanzo The Witnesses di Anne Holden e realizza un film ibrido, che ricalca parzialmente il di poco precedente Omicidio a luci rosse (1984) di Brian De Palma ma timoroso di spingere l'acceleratore sui territori dell'estremo, cedendo a convenzioni più affini ai gusti del grande pubblico.
Il titolo La finestra della camera da letto - un voluto richiamo proprio al capolavoro del maestro del brivido ossia La finestra sul cortile (1954) - suggerisce sfumature potenzialmente scabrose ma l'erotismo si limita a una manciata di sequenze dove il fisico sinuoso di Isabelle Huppert si mostra senza veli.
Proprio l'attrice parigina è l'elemento più interessante del racconto, con un'interpretazione che strizza l'occhio a quella di Marlene Dietrich nel magnifico Testimone d'accusa (1957).

Fino alla fine

Il resto dello schizofrenico e a tratti forzato menage a trois è completato dallo Steve Guttenberg di Scuola di polizia, poco a suo agio in un ruolo più serio del solito, e da Elizabeth McGovern che, dopo aver conquistato con il suo fascino addirittura Robert De Niro in C'era una volta in America (1984), appare in quest'occasione più ingessata del solito.
La finestra della camera da letto possiede una sua certa forza soprattutto nella prima metà di visione, con l'intreccio che si sviluppa in maniera poco verosimile ma avvincente dal punto di vista ludico, con l'ossessione del protagonista che si trasforma in un'arma a doppio taglio e offre interessanti sfumature sull'importanza delle scelte prese e le relative conseguenze.
Un buon numero di colpi di scena e soluzioni stilistiche che omaggiano ancora una volta sir Alfred - in questo caso La donna che visse due volte (1958) - tengono la tensione e la curiosità su alti livelli.
La mezz'ora finale paga invece una scarsa omogeneità rispetto a quanto fin lì visto, dato che l'anima action, condita dalla tipica ironia a tema, prende il sopravvento fino al più prevedibile degli epiloghi.
Nel complesso il film rimane godibile e piacevole, in particolar modo nel suo gioco citazionista, ma con maggior equilibrio sarebbe stato ricordato negli anni a venire in modo più incisivo.

La finestra della camera da letto Dieci anni prima di un'assoluta gemma quale L.A. Confidential (1997), Curtis Hanson realizza un thriller che guarda ai classici nelle atmosfere e nelle situazioni iniziali, salvo poi deragliare su un impianto ludico più affine al cinema di genere degli eighties. Adattamento del romanzo di Anne Holden, La finestra della camera da letto riesce a intrattenere anche a dispetto delle sue evidenti forzature - a cominciare da un cast nel quale solo la splendida Isabelle Huppert si rivela elemento convincente - e il buon numero di colpi di scena, più o meno verosimili, mantiene alto l'interesse fino alla fine. Una spruzzata di erotismo, richiami alti e il risvolto action nel finale garantiscono una varietà disomogenea ma mai noiosa. Il film andrà in onda sabato 23 maggio alle 23.30 su IRIS.

6.5

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