La figlia della sciamana, la recensione del fantasy danese

Adattamento del primo romanzo di una saga fantasy, il film vede per protagonista una giovane sciamana alle prese con un diabolico intrigo di corte.

recensione La figlia della sciamana, la recensione del fantasy danese
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La giovane Dina possiede fin dalla nascita il dono passatole dalla madre, la sciamana Melussina Tonerre, e per questo è mal vista dai coetanei che vivono nel vicino villaggio. Dina infatti ha la capacità, tramite lo scambio di sguardi, di far vergognare le persone e conseguentemente far loro ammettere le proprie colpe, un potere visto con timore che ora potrebbe tornare utile in un caso di regicidio.
Il re di Dunark è stato infatti ritrovato brutalmente assassinato insieme alla moglie incinta e al figlio di quattro anni, e il principale sospettato è l'erede diretto, il primogenito Nicodemus, ritrovato ubriaco fradicio con in mano l'arma del delitto. L'accusato si dichiara innocente e l'ambizioso Lord Drakan decide di convocare prima Melussina e poi Dina al fine di risolvere il caso nel minor tempo possibile.

Dalla carta allo schermo

Adattamento dell'omonimo romanzo, il primo di una saga scritta da Lene Kaaberbøl distribuita anche in Italia, La figlia della sciamana è un fantasy che cerca di coniugare nelle sue dinamiche narrative sussulti sia del folklore scandinavo - film e libro battono bandiera danese - che delle moderne contaminazioni coming-of-age del filone. Non è un caso che il personaggio principale, come indicato anche dal titolo, sia proprio una preadolescente.
Vengono invece fortunatamente evitate le derive young-adult così tanto in voga, senza innesti romantici a guastare il contesto avventuroso, e l'approccio segue una strada lineare resa aperta dall'epilogo che suggerisce il prosieguo, poi effettivamente realizzato quattro anni più tardi con La figlia della sciamana II - Il dono del serpente (2019).
Pur senza far gridare al miracolo, la semplicità insita nell'operazione e nella relativa messa in scena restituisce atmosfere sane e genuine, capaci di intrattenere quel pubblico orfano de Il trono di spade - con un paio di sequenze che citano più o meno volontariamente l'epopea martiniana - anche al netto di uno stile più soft e all'acqua di rose.

Una godibile avventura

Disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, La figlia della sciamana schiva la facile violenza e anche le sequenze d'azione sono limitate alla resa dei conti finale, sfruttando con intelligenza un budget che certo non poteva competere con i colossi del settore.
L'ambientazione ci trasporta in piccoli villaggi tipici della mitologia e dell'urbanistica nordica del medioevo e la stessa vicenda di questo primo episodio ripercorre alcuni topoi del filone: tradimenti di corte, eredi pronti a rivendicare il giusto trono, l'onore che fa cambiare schieramento a figure insospettabili.
Tutto piacevolmente prevedibile per novanta minuti all'insegna di un intrattenimento leggero e scacciapensieri, dove il dono della giovane protagonista e il sangue di drago capace, se bevuto, di dare straordinarie capacità all'assuntore concedono qualche interessante divagazione a tema e rendono più appassionante l'esecuzione della vicenda.
L'esordiente Rebecca Emilie Sattrup, appena quattordicenne all'uscita nelle sale di questo "chapter one", riesce a infondere il corretto alone di innocenza e mistero alla figura di Dina e il resto del cast se la cava più che discretamente, con Peter Plaugborg perfetto nei panni del subdolo villain.

La figlia della sciamana Tra classico e moderno, La figlia della sciamana è un fantasy che fa della semplicità d'intenti il suo principale punto di forza. Senza eccedere in effetti speciali e in inutili sdolcinatezze young-adult, il film adatta con efficacia il romanzo di partenza (primo di una saga) e ci accompagna in un tipico immaginario cavalleresco, tra tradimenti di corte e lotte per il trono, seppur qui in un contesto molto più contenuto rispetto ad altri cult a tema. Una sorta di mix fra origin story e coming-of-age che, pur al netto di alcune ingenuità e forzature, garantisce un gradevole intrattenimento per tutti gli amanti del filone, curiosi di conoscere il prosieguo: nel 2019 ha visto la luce il sequel, quindi nulla da temere per chi era rimasto interdetto dall'epilogo ben più che aperto. Il film andrà in onda lunedì 13 luglio alle 21.15 su CIELO TV.

6.5

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