Recensione La famiglia

Ricordiamo Ettore Scola con La famiglia, saga familiare di ampio respiro e dal grandissimo cast che ripercorre con dolce malinconia e amara ironia settant'anni di storia del nostro Paese.

recensione La famiglia
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Nel 1906 il piccolo Carlo riceve il battesimo e per l'occasione il nonno invita nella casa appena acquistata un gran numero di parenti. Gli anni passano e Carlo, che ora ha dieci anni, è vittima di una ramanzina del padre, furioso perché lui e il fratellino Giulio hanno rubato mezza lira ad un loro ospite. Una decade dopo Carlo è iscritto all'università e dà ripetizioni a Beatrice, una liceale segretamente innamorata di lui. Destino vuole che però, in seguito ad un incontro fortuito, il ragazzo si innamori di Adriana, sorella maggiore della studentessa, dando vita con lei ad una relazione clandestina. Un rapporto turbolento che, in seguito alla loro improvvisa separazione, porterà Carlo a metter su famiglia con Beatrice, nonostante l'affetto che ancora lo lega alla ora attuale cognata, mai sopito nonostante il sempre più rapido scorrere del tempo.

As time goes by

Decidiamo di ricordare il grande regista Ettore Scola con uno dei film che dal punto di vista narrativo si lega più profondamente al concetto di un destino che viaggia attraversando generazioni e generazioni, portando il bambino di un tempo ad essere il vecchio di domani, prossimo al più arduo e definitivo degli addii. La famiglia, saga privata diretta dal cineasta nel 1987, è un'opera che tratteggia attraverso gli inesorabili mutamenti, fisici e morali, del suo protagonista il percorso che tutti siamo destinati ad affrontare in questo lungo viaggio che è la vita. Un'opera che cambia in corso come i suoi personaggi, lasciando un unico tratto comune per tutte le due ore di visione: la grande casa dove si muove il numeroso parentado è infatti l'unica, al contempo accogliente e opprimente, ambientazione che lo spettatore si troverà davanti. Non un kammerspiel nel puro senso del termine, nonostante sia fondamentale il rapporto tra attori e cinepresa, giacché il numeroso gruppo di personaggi in gioco, alcuni soltanto utili ad aumentare volutamente il senso del titolo come nel filo-paradossale finale, riesce comunque a dare un senso di apertura ad un mondo esterno irto di gioie e dolori. Gioie e dolori che permangono comunque anche tra le onnipresenti quattro mura e che riguardano in particolare il contrastato rapporto tra Carlo e Adriana, relazione mancata e segnata da rimorsi e rimpianti per ciò che avrebbe potuto essere e non è. Scola tratteggia queste due figure predominanti (concedendo in ogni caso ampio spazio anche alle più importanti "costole" familiari) con un tono di dolce amarezza speziata da eccessi di rabbia o sprezzante ironia. Al resto ci pensa un cast delle grandi occasioni che si offre a seconda dei vari periodi temporali ad interpretare la versione giovane o anziana del proprio alter-ego: il parterre attoriale mette in campo star passate e future del nostro cinema come Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Ottavia Piccolo, Andrea Occhipinti, Carlo e Massimo Dapporto (padre e figlio che, nello scambio temporale, interpretano entrambi il fratello Giulio), Athina Cenci, Andrea Occhipinti, Sergio Castellitto e Ricky Tognazzi, oltre a due star francesi del calibro di Fanny Ardant (sempre bellissima) e Philippe Noiret. Un grande raduno di volti noti per raccontare una storia che, attraverso il ripercorrimento di settant'anni di storia, parlava al pubblico di ieri per insegnare a quello di domani.

La famiglia Vittorio Gassman, Fanny Ardant e Stefania Sandrelli formano il dolente e intenso menage a trois di questa saga familiare, ambientata tra più generazioni, che ripercorre con lucide pennellate alcuni passaggi storici dell'Italia in divenire, dal fascismo e la guerra sino alla modernità degli anni '80. Con La famiglia Ettore Scola riesce a far diventare di casa sia i personaggi, seguiti nel loro invecchiamento sia fisico che ideologico, sia le quattro mura protagoniste dell'intero racconto, ambientazione unica con la quale, nello scorrere dei minuti, si cominciano a memorizzare dettagli e stanze, rendendola di fatto elemento centrale di tutta la narrazione, popolato oltre al trio di protagonisti da un cast di assoluta grandezza.

8

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