Recensione La Casa

Direttamente dall’Olimpo degli horror, un classico imperdibile in una nuova edizione home video

Recensione La Casa
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A ognuno il suo trauma infantile

Tutti quanti, durante la loro infanzia o adolescenza, si sono scontrati prima o poi con un film horror che ha per sempre segnato la propria vita. L'Esorcista, per esempio, ha marchiato un'intera generazione, che causa ancora vere e proprie scene di panico quando, tra amici, il discorso va a finire sull'argomento possessione. Simile il discorso per It, che per anni ha arricchito analisti di tutto il mondo, grazie a intere schiere di pazienti affetti da fobia per i pagliacci.
Annoverare La Casa, il cui titolo originale è The Evil Dead, in quest'elenco di film responsabili di traumi infantili, è tutt'altro che erroneo o ingiustificato. L'incubo partorito dall'allora giovanissimo Sam Raimi ha infatti sconvolto e spaventato migliaia di persone, insegnandoci a dubitare di legnose abitazioni sperdute nel bosco. Dopo tante edizioni sui vecchi e affascinanti VHS, il film è pronto a debuttare, non per la prima volta (era già stato distribuito da Eagle), su DVD e blu ray. Quest'ennesima ristampa fa seguito a un nuovo restauro della pellicola originale, nel tentativo, piuttosto vano, di adattarla ai nuovi standard visivi e sonori.

Cinque ragazzi per una casa

La trama, a dirla tutta, è relativamente scontata e priva di qualsiasi spunto intrigante. Cinque ragazzi universitari, Ash (Bruce Campbell), Scott (Hal Delrich), Cheryl (Ellen Sandweiss), Linda (Betsy Baker) e Sally (Sarah York), decidono di affittare un piccolo chalet immerso nel bosco. Sin da subito l'atmosfera che si respira è tesa e carica di mistero. Vincendo la paura e facendo leva sulla razionalità di cui ognuno di loro è dotato, il gruppo varca la soglia della casa preparandosi per la notte che intanto incombe. Un po' per gioco, un po' per un avvenimento alquanto strano, Scott e Ash vengono spinti a esplorare la cantina della casa. Qui ritroveranno un antico libro pieno di oscure scritture e orribili disegni. E' l'inizio dell'incubo. Antichi e poco amichevoli spiriti si risvegliano da un lungo sonno e renderanno la vacanza del gruppo di amici veramente indimenticabile.
L'intreccio risulta piuttosto lineare e non presenta nulla di così marcatamente differente da tanti altri film degli stessi anni, che trattano, a modo loro, un tema simile. Non ci sono colpi di scena particolarmente rilevanti. Tantomeno si assiste all'apparizione di nuovi personaggi oltre a quelli già elencati. In cosa allora La Casa si è distinta da tante altre pellicole dello stesso genere?

Pochi soldi, molte idee, tanto talento

La risposta può apparire scontata, ma rappresenta in pieno l'effettivo stato delle cose: a distanza di così tanti anni il film di Raimi ha ancora molto da insegnare e riesce tutt'ora a terrorizzare e inorridire gli spettatori. Uscito nel 1981 il film poté contare su un budget relativamente esiguo (per la cronaca ammontò ad appena 375.00 $), tanto da costringere il regista e gli attori a recitare solo durante i week-end o quando era possibile ritagliarsi un po' di tempo libero. Forse fu proprio grazie a questa serie di difficoltà che Raimi decise di puntare tutto su alcune brillanti idee che fecero poi scuola nei film del genere.
Il più facilmente riscontrabile tra questi elementi relativamente rivoluzionari è sicuramente rappresentato da una certa ironia di fondo che permea la quasi totalità del film. A fronte di scene splatter e cruente, è quasi impossibile trattenere, di tanto in tanto, una debole quanto sommessa risata. Vuoi per la voluta esagerazione con cui il sangue riempie la scena, vuoi per le smorfie o battute al limite del surreale fatte recitare agli attori, Raimi seppe diluire con rara caparbietà l'ilarità con l'orrido.
Tra le caratteristiche che hanno reso unico questo film c'è anche la così detta shakeycam, ideata da Raimi stesso. Questa prevedeva l'utilizzo di una camera montata su un supporto mobile, utile per riprodurre l'effetto tremolante con cui sono state riprese alcune scene. Non si tratta quindi di una vera e propria steadycam, quanto piuttosto di un espediente abbastanza efficace per infondere tensione all'azione. Tensione che viene ulteriormente potenziata da un montaggio e da una serie di inquadrature capaci di restituire ansia e terrore anche nei momenti più banali. In questo senso il lavoro di regia di Raimi non è solo da applausi, ma rende tangibile l'essenza orrorifica de La Casa che non risente affatto del peso degli anni.
Nella lunga lista dei vari espedienti utilizzati va anche aggiunta una lunga serie di effetti speciali abbozzati e riprodotti alla bene e meglio. Difficile non inorridire di fronte a certe visioni, difficile non rimanere affascinati dall'abilità con cui Raimi e soci sono stati capaci di riprodurre determinate sequenze splatter.
A concludere il quadro di un film quasi amatoriale, ci pensa il cast. Giovanissimo, e praticamente sconosciuto, non si può che partire da lui, dal mitico Bruce Campbell che, a partire da La Casa, ha legato per sempre il suo volto a quello di Ash Williams, personaggio che poi interpreterà anche nei due diretti seguiti. Il livello della sua recitazione è assolutamente consono ai toni della storia. Ora buffo in alcune smorfie di terrore ora capace di rendere tangibile l'orrore, Bruce Campbell da prova di essere l'uomo giusto a servizio del giusto regista. Anche Hal Delrich, da una buona prova di recitazione: spavaldo almeno in apertura, si dimostrerà un personaggio più preoccupato per sé stesso di quanto si possa pensare. Quasi di contorno le figure femminili, costrette a urlanti marionette destinate a una fine tutt'altro che felice.
Difficile insomma non restare tutt'ora ammaliati da un film cult del genere. Creato con mezzi di fortuna, visto tutt'ora La Casa riesce a generare risate e suspance con puntualità perfetta. Il progressivo aumento di thrilling è costante per tutto il film, fino all'ultimo quarto d'ora, quando ci si sposta con decisione nei meandri dell'horror psicologico, quasi anticipando di un filone che sarebbe poi proliferato anni dopo. Di sicuro oggi si riderà un po' di più sulla qualità degli effetti speciali, di sicuro chiunque di voi avrà visto qualcosa di più terrificante, di sicuro la trama de La Casa risulterà tanto più scontata e priva di brio. Eppure, altrettanto senza alcuna esitazione, resterete incollati allo schermo fino alla fine. Chi lo ha già visto tempo addietro non potrà fare a meno di farsi catturare dall'effetto nostalgia, mentre i neofiti potranno scoprire un grande classico del cinema horror e magari scovare la fonte d'ispirazione di tanti registi contemporanei.

B-DVD per un B-Movie

Giungiamo così alla questione più spinosa della recensione: la qualità del DVD. L'argomento è di difficile trattazione per un duplice motivo. Innanzitutto è impossibile chiedere standard al passo con i tempi, per una pellicola che sin dalla sua genesi ha dovuto fare i conti con seri problemi di budget. In seconda analisi va fatto un discorso ideologico: è giusto chiedere il massimo della definizione visiva e sonora ad un film che, tra le altre cose, deve la sua fortuna al suo essere vagamente amatoriale? La risposta a questa domanda retorica è: ovviamente no. Il metro di giudizio quindi non può che tenere conto di questi due fattori.
Tanto su un televisore ad alta definizione, quanto su un'ormai vetusto tubo catodico dunque, bisogna prepararsi a scendere a compromessi con una definizione non ottimale, con diversi problemi di messa a fuoco e con la grana della pellicola sempre ben in vista. Nonostante ciò è impossibile non lasciarsi catturare dal fascino di queste vecchie immagini rimasterizzate per l'occasione. Il lavoro non sarà impeccabile, ma è stato fatto il possibile, lasciando comunque intatta la sensazione di film fatto in casa.
Discorso simile dal punto di vista sonoro. Qui il lavoro compiuto da Raimi è soci era impeccabile allora e lo resta oggi. Gli effetti sonori riescono tutt'ora a stupire, mentre urla, più o meno demoniache, e brani, a volte solo accennati, completano un comparto riuscitissimo. Il supporto al Dolby 5.1 aiuta ampiamente ad incrementare il fattore paura e nonostante la qualità del suono non sia altissima, e molti rumori risultino sporchi e più gracchianti di quanto ci si aspetterebbe, fareste meglio a non esagerare con il volume dell'audio, sempre che non vogliate terrorizzare anche i vostri vicini.
Giudizio positivo per i contenuti extra del DVD. Non solo la loro quantità è di tutto rispetto, ma la qualità è fuori da ogni dubbio. Al di là del solito commento al film, interessantissimo per scoprire tanti piccoli segreti, due documentari in particolare sono estremamente interessanti e fanno luce sulle difficoltà incontrare durante produzione e i modi in cui Raimi e soci le hanno superate una ad una.
Di seguito la lista degli extra presenti:

- Commento del regista Sam Raimi, del produttore Rob Tapert e del protagonista Bruce Campbell
- Uno ad uno vi prenderemo - La saga inedita de La Casa. Un documentario che parla della realizzazione del film attraverso mille difficoltà e simpatici aneddoti.
- Cose mai viste - Scene estese e filmati della sala di montaggio. Quasi un'ora di scene mai viste e filmati di dietro le quinte.
- Al Drive-In. Un filmato su di una recente apparizione del cast de La Casa in una conferenza sul film.
- Alla scoperta de La Casa. Un documentario che fotografa la scena cinematografica agli albori degli anni 80 e del difficile percorso di distribuzione de La Casa.
- Prova Trucco. Un brevissimo filmato che mostra una maschera di un demone che via via si decompone.

La Casa Questa riedizione de La Casa è l’ennesimo prodotto imperdibile per tutti coloro che amano il cinema horror. Impossibile consigliarne l’acquisto per tutti coloro già in possesso di una precedente edizione del film in DVD, visto che non c’è praticamente nulla di nuovo. Chi invece è ancora sprovvisto di una copia del capolavoro di Raimi, farebbe bene a correre immediatamente ai ripari: stiamo pur sempre parlando di uno dei film che hanno fatto la storia del cinema. La bontà del DVD è indiscutibile se, e solo se, si fanno i conti con la qualità della pellicola originale. Audio e sonoro soffrono, infatti, di evidenti lacune, ma era davvero impossibile fare di meglio, senza contare che parte del fascino è dovuto proprio alle condizioni tutt’altro che ottimali della pellicola. Giudizio positivo anche per i contenuti extra: numerosi e quasi tutti interessanti.

8

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