La battaglia di Jadotville: la recensione del film con Jamie Dornan Recensione

Ne La battaglia di Jadotville una compagnia di soldati irlandesi inviati come forza di pace in Congo diventa vittima di giochi politici.

recensione La battaglia di Jadotville: la recensione del film con Jamie Dornan
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Repubblica del Congo, 1961. Il Paese è scosso da una guerra civile scatenata dall'omicidio del Primo Ministro (eletto democraticamente) Patrice Lumumba per mano di Mouse Ciombe, che ha poi preso il potere. In un'area così importante per i flebili equilibri mondiali, in un periodo in cui la guerra fredda tra gli Stati Uniti e l'URSS avrebbe potuto condurre ad un nuovo conflitto su scala globale, l'ONU tenta di evitare il peggio inviando sul posto forze di pace composte da soldati irlandesi. La compagnia A, facente capo al comandante Quinlan, ha il compito di controllare Jadotville, un piccolo appezzamento di terra che si trova però in campo aperto e strategicamente poco predisposto ad affrontare un possibile, seppur imprevisto, attacco nemico. Gli interessi politici hanno però il sopravvento e in seguito a degli errori di valutazione dei loro superiori Quinlan e i suoi uomini, che non hanno mai combattuto una battaglia (l'Irlanda era uno Stato neutrale anche nella seconda guerra mondiale), si troveranno ad affrontare forze più esperte e di gran numero maggiore al servizio proprio del nuovo Primo Ministro congolese.

Eroi del domani

Un film importante perché restituisce dignità mediatica a un gruppo di uomini che per oltre quarant'anni sono stati ingiustamente accusati di codardia, salvo nel 2005 aver ottenuto (per la maggior parte postuma) una riabilitazione pubblica e un monumento celebrativo atto a commemorare il loro atto di estremo coraggio. E così come nella realtà anche nella finzione sono proprio i fili politici a determinare il destino di questo manipolo di uomini mandati allo sbaraglio in una guerra non loro, moderni spartani costretti a confrontarsi contro un esercito infinitamente superiore. La battaglia di Jadotville, esclusiva Netflix dopo una distribuzione limitata nelle sale, è un titolo solido e robusto che pur non potendo contare su un grosso budget si rivela efficace nella lunga sequenza dell'assedio subito dalla compagnia irlandese, con un buon numero di comparse ed esplosioni che si susseguono senza sosta nel lungo conflitto a fuoco che caratterizza la maggior parte del minutaggio. Dopo la prima mezzora infatti, nella quale veniamo introdotti a conoscere i personaggi chiave, principali e secondari, della vicenda, il resto della visione è incentrato sull'estenuante battaglia di Davide contro Golia, combattuta senza sosta mentre ai piani alti le trame di potere cercavano di trovare una soluzione politica. Il regista esordiente Richie Smyth adatta il libro, resoconto degli eventi reali, The Siege of Jadotville - The Irish Army's forgotten battle di Declan Power con una notevole cura per la parte belligera e meno per quella introspettiva, lasciando poco spazio (più per colpa della sceneggiatura) per far emergere le personalità dei diversi soldati, negligenza comunque ben nascosta dalle ottime interpretazioni del cast in cui a giocare il ruolo di protagonista, nei panni del comandante Quinlan, è il Jamie Dorrnan a breve nelle sale con Cinquanta sfumature di nero (2017). Ma il campo attoriale è impeccabile anche nei ruoli più secondari, con attori navigati quali Mark Strong, Guillaume Canet, Emmanuelle Seigner e Michael McElhatton (Roose Bolton in Game of Thrones) in parti più o meno fondamentali ai fini degli eventi.

La battaglia di Jadotville Una storia vera sconosciuta ai più riguardante l'impresa eroica di un gruppi di soldati irlandesi, etichettati ingiustamente per interessi politici come codardi per oltre quarant'anni, è quella narrataci in La battaglia di Jadotville, film bellico solido e robusto quanto basta nelle sequenze d'azione che dominano la maggior parte delle due ore di visione. Uno spettacolo sobrio e riuscito che non eccede mai in gratuita retorica, sopperendo alle appena accennate caratterizzazioni dei soldati con uno stile attento e ragionato capace di districarsi tra le aspre fasi del conflitto in corso e le stanze del potere, sorretto da un ottimo cast e da una regia oculata nello sfruttare al meglio il limitato budget a disposizione.

7

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