La battaglia di Hacksaw Ridge: la recensione del film di Mel Gibson

Andrew Garfield presta il volto all'obiettore di coscienza Desmond Doss in quello che è un war movie tratto da una storia vera.

recensione La battaglia di Hacksaw Ridge: la recensione del film di Mel Gibson
Articolo a cura di

"Quando ho sentito la storia di Desmond Doss, il primo obiettore di coscienza a ricevere la Medaglia d'Onore degli Stati Uniti, sono rimasto stupito dalla portata del suo sacrificio. Era un uomo che, nel modo più puro, disinteressato, e quasi inconsapevole, aveva più volte rischiato la propria vita per salvare quella dei suoi fratelli. Desmond era un uomo del tutto ordinario che ha fatto cose straordinarie. Quando è scoppiata la Seconda Guerra Mondiale e i giovani sono corsi ad arruolarsi, Desmond ha dovuto affrontare una situazione difficile - era ansioso di servire la patria, come qualsiasi uomo, ma la violenza andava in conflitto con le sue convinzioni religiose e morali. Si è categoricamente rifiutato di toccare una sola arma". Parole di Mel Gibson, il quale, a dieci anni da Apocalypto (2006), torna dietro la macchina da presa per mettere in piedi La battaglia di Hacksaw Ridge, in cui Andrew Garfield concede anima e corpo al medico dell'esercito americano Desmond T. Moss, obiettore di coscienza realmente esistito e che rifiutava l'uso delle armi sul campo di battaglia.

Finché c'è guerra c'è speranza

Obiettore di coscienza che venne insignito della citata Medaglia d'Onore dal Presidente Harry S. Truman per aver salvato da solo, con le proprie forze, oltre settantacinque compagni durante la brutale battaglia di Okinawa nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Obiettore che l'ex Peter Parker del grande schermo rende sicuramente meglio rispetto alle non esaltanti prove sfoggiate nei due The Amazing Spider-Man e che, nell'incipit de La battaglia di Hacksaw Ridge, seguiamo nella piccola città di Lynchburg, in Virginia, dove cresce e sviluppa la sua filosofia di vita tra la storia d'amore con Dorothy alias Teresa Palmer ed il rapporto con i genitori interpretati da Rachel"Blow"Griffiths e Hugo"Matrix"Weaving. Il tutto, al servizio di una prima parte che, insieme alla fase riguardante la caserma e gli addestramenti sotto il sergente Howell incarnato da un funzionale Vince Vaughn, fa soltanto da lungo prologo d'attesa nei confronti della seconda, con il protagonista e i suoi compagni che entrano nella battaglia per catturare la scarpata di Maeda, nota, appunto, come Hacksaw Ridge. Ed è da questo preciso momento che si comincia ad avvertire maggiormente il coraggioso, irriverente marchio di riconoscimento dell'autore de La passione di Cristo, il quale, guardando forse alle violente sequenze che segnarono Salvate il soldato Ryan, concretizza un inarrestabile tour de force di sangue e morte che riesce nell'impresa di apparire anche più crudo di quanto mostrato nel lungometraggio spielberghiano. Perché, tempestato di cadaveri a terra in laghi di liquido rosso, con interiora in bella vista e ratti scorrazzanti, La battaglia di Hacksaw Ridge non lascia quasi nulla all'immaginazione, sviscerando (è proprio il caso di dirlo) un conflitto senza tregua immortalato da una macchina da presa in continuo movimento e per concepire il quale si è deciso di utilizzare il maggior numero di effetti in-camera, facendo poco affidamento alla grafica computerizzata. Scelta azzeccata al fine di rendere molto reale il tripudio di corpi attraversati da proiettili ed altri colpiti dal getto dei lanciafiamme, tirati in ballo per rendere il più macabramente coinvolgente possibile il resoconto degli orrori bellici. Lasciando emergere ancor più fascino dall'operazione quando tutte le insostenibili immagini mostrate si rivelano indispensabili, in realtà, per dare senso ad un racconto per immagini che intende apparire, in fin dei conti, in qualità di incitamento in fotogrammi alla fede.

La battaglia di Hacksaw Ridge In un panorama cinematografico d’inizio terzo millennio invaso da immaginari supereroi, Mel Gibson ha pensato che fosse il momento di celebrarne uno vero incentrando il suo quinto lungometraggio da regista sulla figura di un obiettore di coscienza realmente esistito e che, inseparabile dalla propria Bibbia, si rese protagonista di una invidiabile impresa eroica durante la Seconda Guerra Mondiale. Scandito in maniera efficace da una colonna sonora a firma di Rupert Gregson-Williams vergognosamente ignorata dalle candidature al premio Oscar, La battaglia di Hacksaw Ridge racchiude tutto il proprio fascino all’interno della lunga e serratissima seconda parte che, con fare poco distante da quello di un violentissimo film horror, inscena realisticamente l’estrema crudezza della guerra, dispensando non pochi dettagli raccapriccianti. Ed è questa fase tipicamente gibsoniana a risultare sufficiente al fine di poter consigliare allo spettatore di correre ad acquistare il biglietto per sedersi comodamente in sala... sempre se dotato del giusto stomaco, ovviamente.

7

Che voto dai a: La battaglia di Hacksaw Ridge

Media Voto Utenti
Voti: 23
7.3
nd