L'uomo dal cuore di ferro, la recensione del film con Jason Clarke

La scalata al potere del gerarca nazista Reinhard Heydrich lo porta a Praga, dove due paracudisti hanno la missione di assassinarlo.

recensione L'uomo dal cuore di ferro, la recensione del film con Jason Clarke
Articolo a cura di

Reinhard Heydrich è un rispettato ufficiale di marina che, in seguito alla denuncia di violenza da parte di una delle sue amanti, viene giudicato dalla corte marziale e congedato con disonore. L'uomo, dal carattere ferreo e deciso, ha una relazione con la bella Lisa von Osten (sua futura sposa), la quale lo introduce al crescente partito nazionalsocialista che, sotto la guida di Adolf Hitler, sta riscuotendo sempre più consensi nel Paese. Heydrich diventa in poco tempo uno dei leader più rispettati dell'organizzazione e per la sua durezza, che lo porta a sterminare senza pietà i dissidenti e gli oppositori politici, viene soprannominato L'uomo dal cuore di ferro.
Di gerarchia in gerarchia l'uomo acquista sempre maggior potere, mentre la moglie si accorge di come il compagno dedichi sempre meno tempo a lei e ai suoi figli. Nel 1942, all'apice della sua scalata, Heydrich viene nominato dal Fuhrer il comandante supremo di Boemia e Moravia e trasferito a Praga, dove dovrà occuparsi dei movimenti ribelli, ignaro che i paracadutisti Jozef Gabcík e Jan Kubiš siano in missione per eliminarlo e dare una svolta alla lotta contro il regime nazista.

Nel cuore della bestia

Reinhard Heydrich è stata una delle figure di spicco del Terzo Reich, considerato tra i generali più crudeli e pericolosi agli ordini di Hitler e ritenuto la mente che diede origine alla cosiddetta "soluzione finale". Un personaggio ambiguo e repellente portato più volte sul grande schermo fin dagli anni '40. La vicenda dalla quale prende ispirazione L'uomo dal cuore di ferro (conosciuto in originale anche col il titolo HHhH, acronimo di Himmlers Hirn heißt Heydrich ossia "il cervello di Himmler si chiama Heydrich") era stata raccontata in tempi recenti in Missione Anthropoid (2016) e non si sentiva una forte necessità di rivisitare la storia in tempi così ravvicinati.
Tolta la mancata opportunità, il film soffre di una certa mancanza di personalità, con la vicenda principale che finisce per appassionare a corrente alternata: colpa in particolare della narrazione che, dopo una prima parte incentrata completamente sulla figura del gerarca nazista e sulla sua scalata al potere, pone l'attenzione sulla resistenza cecoslovacca e in particolar modo sui due paracadutisti incaricati di assassinarlo, dividendo di fatto l'insieme in due spezzoni netti e distinti.

Un'altra versione della Storia

Le dinamiche da war-movie sono virate maggiormente su tonalità thriller e melodrammatiche, con l'azione tipica del genere condensata nella parte finale, dove emergono echi da classici western come Butch Cassidy (1969) e Il mucchio selvaggio (1969), e viene concesso spazio a sequenze tanto suggestive quanto gratuite. Più interessante è la prima ora di visione, quando ci si concentra sul personaggio di Heyndrich e su alcuni dei motivi che hanno indurito il suo carattere fino a farlo diventare una bestia assetata di sangue e vendetta: la relazione con Lisa von Osten, l'ingiusto congedo dalla marina (probabilmente l'evento scatenante di tanto odio) e i subdoli ricatti ai parigrado e/o superiori danno vita a una figura carismatica nel suo cinismo, caratterizzata più che discretamente dal mai troppo sfruttato Jason Clarke.
Il resto del cast, con le piacevoli eccezioni femminili di Rosamund Pike e Mia Wasikowska, non rende giustizia ai rispettivi personaggi e in particolare Jack O'Connell e Jack Reynoir risultano anonimi nei panni dei due potenziali eroi del racconto.

L'uomo dal cuore di ferro La vicenda storica alla base, già portata diverse volte sul grande schermo anche in tempi recenti, nasconde dinamiche affascinanti nella loro tragicità, ma questa nuova versione dell'attentato al generale nazista Reinhard Heydrich risulta troppo anonima per generare un sincero coinvolgimento da parte dello spettatore. Dopo una prima parte più interessante, totalmente incentrata sulla figura del gerarca del Terzo Reich, interpretato con il corretto piglio da Jason Clarke, L'uomo dal cuore di ferro diventa un war-movie come tanti altri, con un'azione limitata alla parte finale e dinamiche da thriller spionistico che si dipanano nel tempo restante delle due ore di visione. Per un film che si nasconde dietro le facili scappatoie di genere e si rivela privo delle necessarie ambizioni atte ad originare un sano e originale spettacolo a tema.

5.5

Che voto dai a: L'uomo dal cuore di ferro

Media Voto Utenti
Voti: 2
4.5
nd